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Molestie, Edwige Fenech: "Ho rischiato di essere violentata"

L'icona sexy: "Ai miei tempi, la parola di una ragazza non aveva valore. Alle attrici di oggi consiglio di mirare col ginocchio dove sappiamo”

18 maggio 2023
Edwige Fenech

Edwige Fenech

Molestie nel mondo del cinema: si allunga la lista delle protagoniste che raccontano gli abusi. L'ultima voce è quella di Edwige Fenech. “Anch’io sono stata molestata” confessa l'attrice, conduttrice e produttrice cinematografica tornata al cinema con il nuovo film di Pupi Avati, “La quattordicesima domenica del tempo ordinario”.
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Edwige Fenech è nata in Algeria il 24 dicembre 1948 (Instagram)

La donna è rimasta lontano dai riflettori per sette anni poi è arrivata la proposta di Avati che la stessa definisce "un miracolo". Così è tornata sul set: in questi giorni la pellicola è nelle sale e la Fenech non si sottrae alle tante interviste e al tema molto attuale delle molestie nel cinema. Solo pochi giorni fa erano arrivate le pesanti dichiarazioni di Luca Barbareschi in merito alle denunce sporte dalle donne del mondo dello spettacolo. Il regista aveva infatti affermato: “A me viene da ridere, perché alcune di queste non sono state molestate, o sono state approcciate malamente ma in maniera blanda, non cose brutte. Alcune di queste andrebbero denunciate per come si sono presentate, sedendo a gambe larghe: ‘Ciao, che film è questo?’”.
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E' nota per aver interpretato numerosi film della commedia sexy all'italiana (Instagram)

La rivelazione sulle molestie: "Chi mi avrebbe creduto?"

In una recente intervista l'attrice (74 anni), con un passato da star della commedia sexy e una trentina di film da produttrice, racconta per la prima volta alcune vicende della vita sui set, legate ai primi anni della sua carriera, iniziata quando era ancora un'adolescente. “Anch’io sono stata molestata, mi salvai tirando ginocchiate”, confessa. E aggiunge: “Ai miei tempi, la parola di una ragazza non aveva valore”.
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Edwige Fenech e Andrea Occhipinti conduttori del Festival di Sanremo 1991 (Wikipedia)

Quindi l’icona sexy spiega: “A me è successo più volte di essere molestata da chi aveva il potere di farmi lavorare e non ho denunciato: chi mi avrebbe creduto?”. E’ rimasta in silenzio ma si è sempre difesa. “Ache in situazioni pesanti in cui ho corso il rischio di essere violentata, sono riuscita a uscirne indenne: ho un riflesso col ginocchio che è una roba micidiale”. La Fenech manda poi un consiglio alle colleghe più giovani: “Alle attrici di oggi consiglio di mirare col ginocchio dove sappiamo”. Per questo motivo, quando è scoppiato il Metoo, l'attrice nata in Algeria ha espresso grande soddisfazione: “Cosa ho pensato? Che finalmente qualcuno denunciava. A me è successo più volte di essere molestata da chi aveva il potere di farmi lavorare e non ho denunciato: chi mi avrebbe creduto?”.
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Robert Hoffmann e Edwige Fenech in Le calde notti di Don Giovanni (1971)

Il successo: la commedia sexy all'italiana

Edwige Fenech è considerata l’icona sexy del cinema di genere italiano degli anni Settanta. Tra i film cult a cui ha preso parte ricordiamo "Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda" di Mariano Laurenti (1972), "Giovannona coscialunga disonorata con onore" (1973), "La poliziotta fa carriera" (1976), "La soldatessa alle grandi manovre" (1978). Tra i compagni e amici di set si ricordano Lino Banfi, Alvaro Vitali, Renzo Montagnani, Franco e Ciccio e il caro amico Tomas Milian.
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Una giovane Fenech (Instagram)

Nel 1987 la Fenech ha fondato una società di produzione "Immagine e Cinema S.r.l.". Tra i suoi successi si annoverano le fiction per la televisione "Il coraggio di Anna" (1992), in cui Edwige recita anche come protagonista, "Commesse" (1999-2000) e il film "Il Mercante di Venezia" con Al Pacino (2004). “La carriera di produttrice mi è piaciuta, anche se per le preoccupazioni non dormivo la notte. Non ho avuto le porte che si aprivano da sole, ma ho dovuto spalancarle a testate" ricorda "La rivincita? Il successo di 'Commesse', che la Rai aveva tenuto due anni nel cassetto temendo che una storia di sole donne non piacesse”, dichiara.
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Nel film "La dottoressa del distretto militare" del 1976 (Wikipedia)

L'inizio: i film erotici

A proposito della sua carriera, Edwige Fenech racconta: “Avevo bisogno di lavorare e non ero schizzinosa, anche perché in Algeria non esisteva la distinzione tra film di serie A e di serie B". E aggiunge: "Non rinnego niente: alcuni film cosiddetti erotici erano carini, ben fatti, con attori bravissimi”. Proprio quei film le hanno poi permesso di lavorare con i grandi registi: “In ogni caso, grazie a quella gavetta ho poi fatto quattro film con Steno, 'Cattivi pensieri' con Ugo Tognazzi, 'Sono fotogenico' di Dino Risi, 'Il ladrone' di Pasquale Festa Campanile e, in teatro, 'D’amore si muore', di Giuseppe Patroni Griffi. È così per tutti gli attori: nessuno arriva subito al film geniale. È un mestiere in cui dipendi sempre da altri”.
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Una scena del film "La vedova inconsolabile ringrazia quanti la consolarono"

Il nuovo inizio: Pupi Avati

Edwige Fenech è tornata al cinema con il nuovo film di Pupi Avati, “La quattordicesima domenica del tempo ordinario” in cui interpreta Sandra, un personaggio pieno di voglia di libertà e indipendenza. Per interpretare i protagonisti adulti di quello che ha definito il suo "film più personale", Avati ha chiamato Gabriele Lavia e Edwige Fenech. "Aspettavo di fare un ruolo del genere e di lavorare con un grande maestro come Pupi da tanti anni" le parole dell'attrice. "Erano sette anni che avevo chiuso con il cinema. Questo ruolo, questo film, questa storia mi ha permesso di sognare di nuovo di poter fare qualcosa di particolare e di straordinario per me" spiega ancora.
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Gabriele Lavia e Edwige Fenech in "La quattordicesima domenica del tempo ordinario"

"Quando mi ha chiamata Pupi mi sono detta: sto sognando. I sogni si realizzano, non me lo sarei mai aspettato" prosegue svelando i dettagli della telefonata-miracolo. "Mi ha chiamato al telefono, raccontato la storia - aggiunge - e il mio ruolo. Era una cosa che aspettavo da tanti anni, interpretare un ruolo da attrice". "Io di film ne ho fatti tanti, con ruoli bellissimi, ma questa era un'occasione che aspettavo da tempo in questa fase della mia vita. Un ruolo da signora matura dove, anche fisicamente, potevo essere diversa da come sono realmente. Dopo la telefonata ho iniziato a saltare a casa con la mia gatta che mi saltava dietro" ammette l'attrice.