A Sanremo l’inno alla vita di Cocciante, contro ogni prevaricazione

Quel passaggio di “Vivere per amare”, brano di Notre Dame de Paris, non è passato inosservato. Riccardo Cocciante lancia un messaggio chiaro: la vita non va vietata

di MARGHERITA AMBROGETTI DAMIANI -
9 febbraio 2024
74th Sanremo Music Festival

74th Sanremo Music Festival

Nella serata dei duetti di Sanremo 2024 spazio anche alla vita più forte di ogni guerra. Al termine di un'intensa performance con Irama sulle note di “Quando finisce un amore”, Riccardo Cocciante ha intonato a cappella un passaggio di “Vivere per amare”, un brano di Notre Dame de Paris, il tratto musicale dall'omonimo romanzo di Victor Hugo che ha fatto il giro del mondo e continua a incantare tutte e tutti.

74th Sanremo Music Festival
74th Sanremo Music Festival

“Vivere per amare, amare quasi da morire, morire dalla voglia di vivere, amare, dare l'anima alla vita, morire dalla voglia di vivere, con la voglia di vivere”, ha intonato l'artista.

Un passaggio anticipato da una strofa che non lascia spazio a interpretazioni: “Vita che non sia vietata, che non sia proibita, vita anche senza patria, anche senza Dio” . Cocciante ha dimostrato - qualora ce ne fosse stato bisogno - che dalla forza della musica passano messaggi di pace e speranza potentissimi.

Ancora una volta, il palco dell'Ariston è stato portavoce di un invito a rimettere al centro il valore della vita umana, aggrappandosi all'unica cosa capace di avere davvero valore: l'amore. Lo stesso di cui Cocciante è sempre stato ambasciatore e che con Notre Dame de Paris ha portato in scena, mettendo in musica gli esclusi, gli ultimi, i numeri zero di una classifica tutta creata dall'uomo e il loro diritto a esistere. In ogni tempo.