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Venezia, "nuovi vip" sul red carpet tra flash e polemiche

Alla Mostra del cinema sfilano anche influencer, tiktoker e personaggi televisivi che potrebbero sembrare fuori luogo, ma non è così. Ecco perché

di TERESA SCARCELLA E MARIANNA GRAZI -
2 settembre 2023
Paolo Stella

Paolo Stella

Non solo cinema. I cinefili più tradizionalisti, intellettuali, più snob, forse non lo gradiranno, ma anche il sacro festival di Venezia, che si è aperto mercoledì scorso, si adegua (lo fa da almeno un paio di anni in realtà) ai nuovi tempi, alle nuove frontiere della comunicazione e del marketing, veicolate dai social, e abbraccia il Dio denaro. Alla mostra, accanto al grande schermo, si sono pian piano conquistati il loro spazio anche gli schermi più piccoli: televisione e smartphone. Il red carpet oggi non è più un perimetro invalicabile, calpestabile solo da attori affermati, grossi produttori, registi geniali, insomma da tutti gli abitanti dell'Olimpo dello star system. Non è più solo una lingua di velluto classista, ma è a tutti gli effetti una vetrina, nel senso più commerciale del termine. Le aziende, i brand, sfruttano quella preziosa e privilegiata vetrina per mettersi in mostra, appunto.
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Pierpaolo Petrelli and Giulia Salemi alla 80esima Mostra del cinema di Venezia. (ANSA/CLAUDIO ONORATI)

E se nel quotidiano i loro "cartelloni pubblicitari" sono anche o soprattutto gli influencer e i personaggi dell'intrattenimento, strumenti con cui raggiungere un più ampio e vario target di papabili clienti, a Venezia non piò certo essere diverso. Così accade che su uno dei più desiderati red carpet al mondo sfilano anche loro: influencer, tiktoker e chi più ne ha più ne metta. Altro non sono che i "nuovi famosi", figli del digitale e del nostro tempo. Che piaccia o no. Per sfilare, quindi, basta un invito o anche solo comprare un pass.

Dall'isola di Temptation all'isola di Venezia

Qual è il metro di misura di questi nuovi lavori? Cos'è che pesa le capacità comunicative e soprattutto il raggio di azione? I followers. Più ne hai e più vuol dire che sai fare il tuo lavoro: perché più persone raggiungi, più hai seguito e più aumenta la possibilità di vendita per quell'azienda che rappresenti. Se è vero che avere tanti followers (da capire anche cosa si intende per "tanti") non fa di te automaticamente un influencer di lavoro, è vero anche che averne tanti fa di te un profilo attraente per certi brand (più o meno noti). Potrebbe essere questo il motivo per cui sul tappeto rosso di Venezia hanno sfilato anche Manuel Marascio e Isabella Recalcati. Vi chiederete chi sono ed è comprensibile. Non siete gli unici. La coppia, che a quanto pare ha partecipato all'ultima di edizione di Temptation Island uscendo mano nella mano dopo due puntate, sono sbarcati alla Biennale ieri. Nonostante siano poco conosciuti, il loro passaggio sul red carpet non è passato del tutto inosservato e forse questo gli gioverà (per la vecchia serie: bene o male, basta che se ne parli). Filmato e ripostato sui loro canali social, ha suscitato domande, perplessità e tanta ilarità.
 
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Una pagina social (per l'appunto) dal nome chiaramente ironico che capovolge il significato di Vip, "Veryinutilpeople", ha avviato una sorta di sondaggio giocoso pubblicando il video della coppia in posa sul tappeto rosso. "Solo risposte sbagliate, chi sono?". Da lì gli utenti si sono scatenati sparando nomi a caso, di coppie (più) celebri, con il mero intento di ironizzare. Altri, prendendola quasi sul personale, si sono lanciati in domande e commenti più o meno cattivi. A rispondere alle "malelingue" è lo stesso Marascio che su Instagram scrive: "È un evento per tutti, noi abbiamo ricevuto l’invito ad un film! Per info chi vuole può comprare il biglietto”. Influencer alla Mostra del Cinema

Perché quindi gli influencer sfilano alla Mostra del Cinema di Venezia, in mezzo alle star del grande schermo? Una domanda che molti di noi si sono fatti, magari scorrendo le gallery che, durante i giorni del festival appaiono sempre più numerose sui social network.

Quesito che, spesso anche in modo non proprio cortese, è stato posto anche agli stessi personaggi, content creator, modelle, volti del piccolo schermo magari emersi da trasmissioni popolari ma non proprio di altissimo spessore culturale.

La risposta è semplice: per soldi. Che non entrano tutti direttamente nelle loro tasche, anzi. Queste donne e uomini, solo con la loro presenza, contribuiscono all'economia di festival come quello in scena ogni anno al Lido, che per essere realizzati, chiariamoci, ci vogliono milioni di euro.

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L'influencer bergamasca Paola Turani ospite di Campari alla Cerimonia d’apertura del Festival di Venezia (Instagram)

Soldi che arrivano tramite un bando del ministero della Cultura, ma anche grazie agli sponsor (e i main sponsor) che decidono di investirci. E che quindi invitano ogni anno alcune persone con un’ampia visibilità, tra cui gli influencer appunto, da far sfilare sul red carpet come loro testimonial.

"Ma la Mostra di Venezia è solo per persone ricche" potrebbe allora lamentare qualcun altro. Ma non è proprio così.

“Io ci vengo da quando avevo vent’anni, da quando facevo l’università”, ribatte una donna che, all’apparenza, non avrebbe nulla a che fare con quel mondo. Parliamo dell'avvocata e attivista Cathy La Torre, che ha partecipato anche alla cerimonia di apertura dell’80esima edizione.

“Sinceramente acquisto i biglietti come tutti, che costano alcuni 9 euro, altri 20 e altri – quelli per la Sala grande – 50 per le prime, però ci sono gli sconti per gli studenti di cinema, per le persone over 55 o 60. Io acquisto i biglietti e vengo a godermi il grande cinema”, conclude.