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La seconda vita di Giovanni Achenza grazie all'handbike: "Rimettetevi subito in gioco"

Il campione, dopo l'incidente sul lavoro, attribuisce allo sport il valore della sua rinascita. E svela gli obiettivi per le prossime Paralimpiadi di Parigi

di EDOARDO MARTINI -
6 dicembre 2023
Giovanni Achenza, dopo l'infortunio sul lavoro, ha scoperto una nuova vita grazie all'handbike (Ansa)

Giovanni Achenza vince il bronzo nella categoria ptwc a 50 anni alle Paralimpiadi di Tokyo, 29 agosto 2021.Diciannovesima medaglia per l'Italia alle Paralimpiadi di Tokyo, la terza dal triathlon. ANSA/Luca Pagliaricci / Bizzi Team / EDITORIAL USE ONLY NO SALE

L'esempio di chi non ha mai mollato. E' questo Giovanni Achenza, cinquantunenne di origini sassaresi, che a causa di un incidente sul lavoro, ha subito una lesione al midollo spinale. Da allora ha iniziato a praticare l'handbike, la sua seconda vita, laureandosi campione italiano dal 2009 al 2015 e prendendo parte anche a diverse edizioni dei mondiali. Approdato al paratriathlon, nel 2014 si è posizionato quarto agli europei di Kitzbuel e nel 2016 ha vinto il titolo mondiale ad Edmonton. Ai Giochi paralimpici di Rio de Janeiro 2016 e Tokyo 2020, ha vinto la medaglia di bronzo, e nel 2019, a Valencia, è diventato campione europeo.
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Il campione premiato durante "Le Velo-L'Europa per lo sport"

La seconda vita di Giovanni Achenza

Ad arricchire il suo palmares ci ha pensato la giuria e gli organizzatori del Premio Internazionale "Le Velo – L'Europa per lo sport", che, lunedì 4 dicembre, nello scenario della Fattoria il Palagio di Scarperia, hanno consegnato questa prestigiosa riconoscenza al campione, scelto non solo per i suoi risultati sportivi, ma anche per i suoi valori e per la sua umanità. Lo stesso Achenza ha deciso di raccontarsi al nostro canale, con uno sguardo alle prossime Paralimpiadi di Parigi 2024. Achenza partiamo dal presente. Quanto è felice di ricevere questo premio? "Ricevere un premio è sempre un piacere. Sono onorato di essere qua".

Dopo l'infortunio lei non ha mai mollato, anzi grazie all'handbike ha scoperto una seconda vita. Possiamo attribuire allo sport il valore di questa rinascita?

"Prima dell'infortunio ero un grande lavoratore, poi, dopo di esso, ho passato un paio di anni a non sapere cosa fare. Dopodiché ho iniziato a pedalare con un handbike grazie alle maratone, in primis quella di Firenze dove vi ho partecipato. Già nelle prime gare salivo facilmente sul podio e da lì è scattato l'agonismo e gli allenamenti sempre più intensi per preparare la qualifica per accedere alla nazionale paralimipica della Federazione Ciclistica Italiana. Tant'è che nel 2009 ho vinto la prima maglia tricolore e da lì sono entrato a far parte della Nazionale Ciclistica Italiana fino al 2013. Poi ho voltato pagina perché ho iniziato a fare triathlon".
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L'atleta mentre festeggia la medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Tokyo nel 2020 (Instagram)

Dopo un successo come si fa a preparare con la stessa determinazione la gara successiva? "La risposta è semplice: ci si rimette in gioco pensando che la gara precedente non ci ha soddisfatto abbastanza".

Ha un consiglio da dare alle persone con disabilità che magari si sottovalutano e non si mettono in gioco per paura di essere derise?

"Il consiglio che posso dare è quello di non fare lo sbaglio che ho fatto io. Sono rimasto 3 anni in casa a non sapere cosa fare. Ho perso questi anni. Molto probabilmente, non dico subito perché dopo l'infortunio devi capire cosa andare a fare nelle vita, ma, già dopo il primo anno, consiglio di fare attività sportiva perché dietro di noi c'è sempre un campione nascosto. Dovete mettervi subito in gioco".

Il prossimo anno ci saranno le paralimpiadi a Parigi. Quali sono i suoi obiettivi sportivi?

"Innanzitutto abbiamo la certezza di essere qualificati. Questo è già un obiettivo per me perché ne ho già fatte due e questa sarebbe la terza. Poi il focus è tutto sulla medaglia: si lavorerà per raggiungerla".

"Non fate lo sbaglio che ho fatto io. Rimettetevi subito in gioco perché in ognuno di voi c'è un campione nascosto", il consiglio del 52enne (Instagram)

E quelli personali?

"Quello di star bene, di partecipare a questa nuova paralimpiade e di aiutare tanti ragazzi a inserirsi nel mondo dello sport".