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25 novembre: l'onda della rabbia contro lo scoglio del patriarcato

Per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne piazza della Signoria a Firenze si è riempita di persone per Un minuto di Rumore, il flashmob organizzato dal gruppo Qn

di MARIANNA GRAZI -
25 novembre 2023
QN per le donne

QN per le donne

Un minuto, che diventa un'ora, un giorno di rumore: piazza della Signoria a Firenze, il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, dice - anzi urla - BASTA. Alle 12.30 si alza il grido delle oltre 4mila persone accorse nonostante il freddo, per Giulia Cecchettin e le altre 105 donne uccise quest'anno, per le migliaia molestate, violentate, discriminate, oppresse, insultate.

Piazza della Signoria: un'onda rossa contro il patriarcato

Guance rosse, un segno tracciato col rossetto sotto l'occhio, una sciarpa, un accessorio. La piazza, un mare rosso sangue. Troppe volte versato. Firenze, il gruppo Monrif con i suoi quotidiani, che hanno ideato la campagna QNxledonne e la manifestazione di oggi insieme al Comune, si schiera a fianco di tutte le donne.
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Firenze, piazza della Signoria. Il flashmob di QN per le donne "Un minuto di Rumore" (Pressphoto)

Quelle che hanno denunciato, quelle che vivono nel terrore di farlo, per coloro che non riescono a uscire da un rapporto malato, tossico, per chi è sopravvissuta e per chi, invece, è stata ammazzata. Tanti, troppi femminicidi. Tanto, troppo silenzio, da rompere con un grido, con il rumore del cambiamento. Un'onda rossa che si infrange contro la cultura patriarcale in cui ognuno e ognuna di noi è immers*. E oggi, quelle 4mila persone e le migliaia che in tutta Italia sono scese in piazza per la Giornata, hanno scelto di cavalcare quest'onda, di riemergere, di fare il primo passo per uscire dal mare di dolore e abbattere lo scoglio della violenza, di maschilismo, di sopraffazione di genere.
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I cartelli alla manifestazione in piazza della Signoria di QN per le donne (Pressphoto)

"Un minuto di rumore per Giulia"

Il cuore dell'iniziativa è proprio il flashmob, il minuto di rumore fatto per Giulia (e non solo): basta silenzio, basta tacere, non staremo più zitte. Ce lo ha chiesto Elena Cecchettin, ce lo chiedono tutte le vittime. La risposta, questa mattina, è stata quella di tanta gente che con un segno rosso, un fischietto o semplicemente con la propria presenza ha voluto unire la propria voce a chi urla "basta". Una catena umana ha srotolato un maxi striscione rosso di 25 metri di fronte alle scale dell'arengario. La scritta, sopra, è quella che abbiamo imparato a conoscere in questi giorni, grazie ai social, alle notizie lette sui giornali o sentite nei notiziari: i versi della poesia di Cristina Torre Cáceres diventata virale dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin.
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Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne uno striscione di 25 metri viene srotolato in piazza della Signoria per l'iniziativa promossa da Qn, La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno (Pressphoto)

"Se domani sono io, se domani non torno, mamma, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l'ultima"

Al fianco delle donne ogni giorno: educhiamo al rispetto

Una marea, poi, i cartelli in piazza: "Voglio essere libera, non coraggiosa" o "Siamo donne, abbiamo i nostri sogni! Non siamo oggetti!" o ancora "Il mio principe azzurro era un orco". Centinaia le donne, ma sono tanti, tantissimi anche gli uomini che le accompagnano, e le famiglie, con figlie e figlie, unite nella lotta alla violenza di genere.
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Firenze, piazza della Signoria. QN per le donne. Nella foto l'arbitro Manuela Nicolosi che tira fuori il cartellino rosso contro i femminicidi (Pressphoto)

Proprio ai più giovani, ragazze e ragazzi, ma anche bambini e bambine, è affidata la speranza di un futuro in cui questa piaga sociale sia solo un ricordo e tra uomini e donne, maschi e femmine, ci sia solo rispetto e amore. Ma quello vero. "Quando sarò grande - si legge in uno di questi cartelli - le donne verranno solo amate, non uccise". E segue: "Sono una bambina, non voglio aver paura dell'uomo. Voglio crescere e fidarmi di lui". Una speranza condivisa anche dai tanti ospiti presenti, sul palco e tra la folla, come la regista Cinzia TH Torrini (che porta la sua testimonianza anche di vittima di violenza), la giornalista di Sky Tg24 Monica Peruzzi, la campionessa di volley Veronica Angeloni, la cantante Sara Grimaldi, l'attrice Annamaria Malipiero, la direttrice d'orchestra Gianna Fratta e l'attrice Maria Cassi.
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Tanti gli ospiti sul palco per la manifestazione (Pressphoto)

E poi Grazia Biondi, attivista e già vittima di violenza, la giornalista Cristiana Buonamano, l'arbitra Manuela Nicolosi, l'attrice Kasia Smutniak e la premio Nobel per la Pace 2022 Oleksandra Matviichuk. Servono interventi per contrastare oggi, domani, ogni giorno tutte le forme di molestia e oppressione femminile, ma è più che mai necessario educare i più giovani fin da piccoli affinché questa cultura malata sia estirpata alla radice. E serve in iniziare subito.

QN x le donne

Insieme alla direttrice di QN Agnese Pini, intervengono il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani e il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che annuncia tre progetti messi in campo dal Comune: "Il primo è dare mandato all'avvocatura, con la giunta comunale, di costituirsi parte civile in ogni processo avente ad oggetto violenza di genere per il quale ricorrono le condizioni della costituzione di parte civile.
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Fare rumore per combattere la cultura patriarcale: il 25 novembre e ogni giorno (Pressphoto)

Il secondo - prosegue il sindaco - è potenziare i progetti di formazione dei nostri agenti perché possano gestire correttamente e senza mai sminuire o trattare con leggerezza denunce di violenza di genere. Il terzo progetto è lo sportello segreto nelle scuole, un luogo dove una madre, una ragazza, una studentessa, possano fare una denuncia senza paura di essere seguite, minacciate, o addirittura picchiate ed offese dall'uomo che è il destinatario della sua denuncia". Pian piano la piazza si svuota, il rumore della manifestazione lascia il posto al brusio dei tanti turisti che, ogni giorno, invadono la città. Resta però il segno, non solo nella panchina rossa davanti a Palazzo Vecchio, di una giornata di rabbia, di rivendicazioni, di rumore, di sogni. Di voci. Ascoltiamole ogni giorno, non solo il 25 novembre.