La giornalista che accusa Siffredi di molestie sessuali: “Ecco gli audio, messaggi pesanti”

Accuse e controaccuse tra il pornodivo e la giornalista Alisa Toaff, dopo che quest'ultima lo ha denunciato fornendo alle forze dell'ordine gli audio di whatsapp in cui Rocco dice: “A te credo che ti manchi il c…o”

di CHIARA CARAVELLI
22 marzo 2024
Rocco Siffredi

Rocco Siffredi

Non si placa la querelle tra la giornalista Alisa Toaff e l’attore Rocco Siffredi. La prima, assistita dall’avvocata Laura Sgrò, nei giorni scorsi lo ha denunciato per presunte molestie sessuali con tanto di chat whatsapp contenenti lo scambio di messaggi con il pornodivo.

Il racconto della giornalista Alisa Toaff

Tutto, secondo quanto racconta la donna nella denuncia, ha inizio verso la fine dello scorso anno quando la cronista contatta l'attore per un'intervista sulla serie ‘Supersex’, ispirata proprio alla vita di Siffredi. “L'intervista – ha raccontato Toaff al Corriere della Sera – non era stata autorizzata, ha chiesto lui di farla ugualmente, di persona, venendo a Roma in hotel. Quando ha capito che non c’era trippa per gatti, come si dice, è scappato”.

Le tensioni tra i due sarebbero nate proprio in virtù di questa intervista: “Voleva – ha continuato la giornalista – che levassi alcune sue frasi su Alessandro Borghi (l'attore che lo interpreta nella serie, ndr) dall’intervista, l’ho accontentato ma non gli andava bene ugualmente. Da quel momento, è trasceso con insulti e valutazioni pesantissime sul mio conto che mi hanno messo ansia e agitazione anche per il tono usato”.

I messaggi vocali di Rocco Siffredi 

Repubblica ha pubblicato i messaggi audio che il pornoattore ha inviato alla Toaff. “Super Alisa – questo il contenuto del primo audio – devo dire che sei veramente simpatica, troppo forte, troppo carina e bona… adesso te lo posso dire? Prima quando ti stringevo non lo potevo dire troppo di più, però c… beh… lascia perdere, avrai capito, visto la faccia, mi stavi a fa veni’ proprio una roba un po’ particolare. Però te l’ho detto per dirti che sei una donna top, femminilità top”.

Fin qui, apparte qualche complimento alla buona, non sembra esserci alcunché che giustifichi l’accusa di molestie sessuali. 

“Tolto questo, creata parentesi, sarebbe carino se tu mi rimandi l’intervista perché ti ho detto due cose molto personali che mi piacerebbe leggerle prima che le mandi in pubblicazione. Solo per aver definitivamente chiaro che ci siamo capiti. Mi farebbe molto, molto piacere. Grazie mille woman”. Ancora, nessun problema, è prassi ormai consolidata – non che giustificata o corretta, ma si fa – far rileggere le interviste prima della pubblicazione, soprattutto ai personaggi famosi o comunque con un certo seguito.

Il rapporto inizia a incrinarsi a partire dal secondo audio, dove Siffredi critica la giornalista proprio per il testo dell’intervista: “Ho letto il tuo articolo e devo dire che quando il destino ti dice ‘non incontrare quella persona perché è sbagliata, non giusta, non è una brava persona’. La mia natura mi porta sempre a scoprire perché. E calcola che avevano sempre ragione: non sei una giornalista, sei piuttosto una approfittatrice, per vendere i tuoi articolini gonfiati estremamente, dove ci metti tanto del tuo e appesantisci. Cioè eri talmente piena di voler appesantire che togli di qua perché te l’ha detto il direttore e aggiungi di là. Vabbè, buona vita, woman. Buona vita”.

L’ultimo audio

Ma è all’ultimo che la conversazione assume toni più forti. “Ultimo messaggio – così il pornodivo – a te credo che ti manchi il c…o. Questa è una cosa che ho notato, perché quando una donna arriva ad essere così vuol dire che il c…o gli manca per davvero. Quindi ecco fatti una pausa, fatti una scorpacciata di c…i. Dopodiché tornerai a essere una persona normale”.

Fino alle scuse finali, in cui Siffredi capisce di aver offeso la giornalista: “Lo so che penserai che sono pazzo, tanto già lo pensi. Ho appena letto tutta l’intervista e niente. Non c’è nulla di tutto quello che avevo in testa e che mi ero immaginato che… Non lo so perché ho queste allucinazioni, che vedo tutto male. Probabilmente dai, non lo so, scusami. Non hai scritto nulla di sbagliato. Mi dispiace”.

Cosa succede dopo

La giornalista, durante l’intervista rilasciata al Corriere, ha chiesto di non far pubblicare il suo nome. Decisione cambiata poche ore dopo quando su Repubblica è invece apparsa con tanto di nome e cognome. Siffredi l’ha accusata di essere in cerca di visibilità, lei ha risposto dicendo che “i suoi messaggi sono stati pesanti. Se fossi stata uomo non si sarebbe comportato così. Gli facevo domande sul sesso? E cosa avrei dovuto chiedergli?”.

Immediata la risposta del pornodivo: “Accusare Rocco Siffredi fa molto rumore e, visto il mio lavoro, le accuse risultano fortemente credibili. La mia persona è inevitabilmente associata al sesso, quindi è facile pensare che ci abbia provato o fatto avances spinte. Ma non è così. Lei ora avrà la sua gloria e io devo prendermi la merda addosso per una cosa che non ho fatto”.