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La protesta dell'artista russa a San Pietroburgo. Si cosparge di vernice rossa e grida: "Il mio cuore sanguina"

di REMY MORANDI -
29 marzo 2022
Yevgenia Isayeva

Yevgenia Isayeva

"Il mio cuore sanguina". Queste le parole ripetute più volte da Yevgenia Isayeva, l’artista russa che ha protestato contro la guerra in Ucraina in piazza a San Pietroburgo. La donna si è presentata sui gradini dell'edificio dell'assemblea municipale della città con il viso, le mani, il vestito e un telo steso ai suoi piedi, tutti imbrattati di sangue finto. Dopo pochi minuti dall'inizio della protesta, l'artista russa è stata portata via dalla polizia.
 
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Come si vede nel video, Yevgenia Isayeva si è posizionata sui gradini davanti all'edificio dell'Assemblea municipale di San Pietroburgo con un vestito bianco e un telo steso sotto ai suoi piedi. L'artista si è quindi cosparsa il viso, le mani e il vestito di sangue finto, di vernice rossa, e ha iniziato a ripetere più volte in russo: "Il mio cuore sanguina, il mio cuore sanguina". Dopo pochi minuti dall'inizio della protesta - visto che ogni forma di dissenso contro la guerra in Ucraina viene repressa in Russia - è arrivata la polizia. Sotto lo sguardo dei passanti che hanno visto la scena senza intervenire, l'artista russa è stata afferrata dagli agenti e portata via. Sequestrato il telo bianco che la donna teneva sotto ai piedi.
Yevgenia Isayeva

Yevgenia Isayeva ha manifestato contro la guerra in Ucraina davanti all'edificio dell'Assemblea municipale di San Pietroburgo. L'artista russa si è cosparsa mani, viso e vestito di sangue finto

Come accaduto anche a Elena Osipova, la "nonna russa" che era stata arrestata in piazza a San Pietroburgo per aver manifestato contro la guerra, ora anche l'artista Yevgenia Isayeva rischia di essere trattenuta dalla polizia e multata. Non si sa, tuttavia, cosa l'artista aveva scritto sul telo bianco sotto ai suoi piedi. In base alla legge contro le fake news approvata a inizio marzo dalla Duma di Stato, Yevgenia Isayeva potrebbe rischiare anche fino a 15 anni di carcere se sul telo aveva scritto qualcosa contro le forze armate russe. Quello di Yevgenia Isayeva è solo una delle ultime proteste in Russia contro la guerra in Ucraina. Sono tantissimi i civili russi che hanno manifestato il proprio dissenso per quella "operazione militare speciale" (in Russia non è consentito parlare di "guerra", sempre in base alla legge approvata dalla Duma di Stato contro le fake news) che ormai va avanti da più di un mese: l'invasione russa in Ucraina è infatti iniziata lo scorso 24 febbraio 2022. A inizio marzo il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha dichiarato che in Russia sono state arrestate 15mila persone "perché osavano manifestare". I dati sono confermati anche da Ovd-Info, il sito indipendente che si occupa della tutela dei diritti umani in Russia: "Al 24 marzo - riporta il sito Ovd-Info - dall'inizio delle proteste 15.095 manifestanti sono stati arrestati in 151 città russe". Vista l'impossibilità di manifestare pubblicamente contro la guerra in Ucraina, in Russia stanno montando singolari proteste. Il giornalista Kevin Rothrock del sito indipendente Meduza ha scritto su Twitter che "un gruppo di attivisti russi sta esortando le persone a scrivere messaggi contro la guerra sui rubli, sperando di innescare un movimento diffuso, difficilmente controllabile". La singolare campagna di protesta, spiega ancora nel tweet il giornalista russo, è nata "durante le proteste in Turkmenistan".