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Ragazza in bikini 'servita' come un pasticcino al buffet: polemica in Sardegna

A denunciare la vicenda, che risale a ferragosto, un manager milanese ospite di una struttura a Golfo Aranci con la figlia: "Corpo femminile come oggetto"

di MARIANNA GRAZI -
23 agosto 2023
modella buffet dolci

modella buffet dolci

'Servita' come un pasticcino o una fetta di torta. L'immagine ha poco di invitante: una ragazza in bikini, stesa su un tavolo in posa provocante, coperta di cioccolato e portata con il buffet offerto a fine pasto agli ospiti di un famoso hotel della Costa Smeralda, in Sardegna. Il 'pezzo forte' del carrello dei dolci, però, non è stato appezzato da tutti: a denunciare la vicenda è stato un manager milanese in vacanza al 'Voi Colonna Hotel' in una delle più frequentate e ambite mete vacanziere stive, Golfo Aranci.
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Golfo Aranci, nota meta turistica in Costa Smeralda

La ragazza in bikini 'servita' al buffet dei dolci

È accaduto la sera di ferragosto e l'imprenditore, Federico Mazzieri, su Linkedin, ha pubblicato una foto del tavolino imbandito, parlando indignato di "corpo femminile come oggetto". Una volta resa pubblica la storia ha subito fatto scattare la polemica e lo sdegno degli utenti sui social e non solo, visto che poi il caso è finito sulle pagine di vari quotidiani, primo fra tutti la Nuova Sardegna. "Ieri sera, dopo una bella giornata in cui tante persone hanno lavorato duramente per fare passare un giorno spensierato ai tanti ospiti, rimango senza parole guardando questa scena: buffet dei dolci a bordo piscina, su un tavolo una ragazza 'in costume' ricoperta di cioccolato, stesa in mezzo ai pasticcini. Dopo il primo momento di sgomento mi domando: VOI hotels sta per Vera Ospitalità Italiana, ma cosa significa?", si chiede il manager nel suo post. E come dargli torto, nel momento di sgomento che dice di aver vissuto vedendo quella scena che, più che accendere gli appetiti, dovrebbe aver sconvolto la platea di presenti? Perché se all'apparenza poteva sembrare quasi uno scherzo in realtà la risposta alla richiesta di spiegazioni da parte del milanese lascia ancora più senza parole. "Cosa ne pensano i manager di Alpitour di questa rappresentazione del corpo femminile?", si domanda ancora Mazzieri. E aggiunge che dall'hotel, dopo aver espresso il suo disappunto, gl'è stato detto che si trattava della "statua di cioccolato". Decisamente un pessimo esempio di dare rappresentazione del corpo femminile, 'reso appetibile' agli occhi - e speriamo solo quelli - dei clienti (evidentemente ci si voleva rivolgere in primis agli uomini).

L'indignazione: "Mia figlia era schifata"

Nel post, infatti, il manager che ha denunciato la vicenda avvenuta in una struttura di vacanza in Sardegna continua: "Come si possono pubblicare sul proprio sito questi valori aziendali: 2) Tradizione La storia, la passione e l’orgoglio italiani si ritrovano in tutte le strutture VOIhotels, caratterizzate da un’atmosfera famigliare che si respira in ogni parte del mondo. 3) Innovazione Rispettare l’ambiente e le persone attraverso un turismo più sostenibile offrendo ai propri clienti attività personalizzate e prodotti tipici del territorio. e permettere che nelle proprie strutture ci siamo questi comportamenti, dove il corpo di una donna, di una lavoratrice, sia equiparato a quello di una stoviglia per assecondare l’occhio malizioso dì qualcuno".
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Come può, si chiede il manager, una struttura permettere che "il corpo di una donna, di una lavoratrice, sia equiparato a quello di una stoviglia per assecondare l’occhio malizioso dì qualcuno"?

Se non di una stoviglia almeno di un dolce da assaporare, con gli occhi e col pensiero. Un modo squallido di conquistare l'appetito e l'approvazione dei turisti, ormai assuefatti alla visione oggettificata dell'essere femminile. Qualcosa da fare proprio o da adorare, secondo la versione dell'hotel. Tanto che persino una giovanissima donna capisce che in quell'immagine c'è tanto, troppo di sbagliato. "Sono in vacanza con mia figlia di quattordici anni - spiega Federico Mazzieri - ed il suo commento è stato: 'Papà che schifo, questo non è un paese dove potersi realizzare'. Parlare di sostenibilità e di etica è molto semplice, rendere questi valori aziendali vivi nel quotidiano è sicuramente molto più difficile".

Le scuse non bastano

Persino l'adolescente ha capito che quell'episodio è sintomatico di una cultura misogina e patriarcale, che rende l'essere umano femminile l'oggetto del desiderio e delle volontà maschili. E lo dimostrano le "più sincere scuse" di VOIhotels, arrivate però solo dopo la pubblicazione del post e la conseguente bufera social che si è scatenata. Insomma dopo che si sono trovati nel bel mezzo delle critiche indignate. La struttura, per correre ai ripari, ha anche assicurato "azioni immediate per affrontare questo in modo costruttivo e per garantire che in futuro nessun cliente debba sentirsi offeso in alcun modo". Ci auguriamo che, questa volta, alle parole seguano i fatti, perché casi del genere non si ripetano e si inizi davvero a scardinare questa mentalità aberrante. La stessa alla base delle molestie, degli abusi, degli stupri e dei femminicidi. Perché parte tutto da lì, da un'apparente innocenza in azioni che, di innocente, non hanno proprio nulla. Perché lasciar perdere anche una sola volta, anche vicende come questa, significa normalizzare violenze, verbali, psicologiche fino a quelle fisiche. Ed è giunto il momento di dire basta.