Se non hai viaggi prenotati vieni preso dall’ansia? Forse soffri di notriphobia ma ancora non lo sai

Il termine deriva dalla fusione di “no trip“ (niente viaggio) e “phobia“ (paura). Quali sono le principali cause e quali i consigli per superarla: ne parla la dottoressa Martina Migliore

di EDOARDO MARTINI
4 aprile 2025
Notriphobia, la paura marcata e persistente di non riuscire a prenotare un viaggio

Notriphobia, la paura marcata e persistente di non riuscire a prenotare un viaggio

Manca sempre meno alle ferie estive, un momento per diversificare le proprie giornate, per trascorrere del tempo in più con persone care e amici, per vivere esperienze nuove. Ma fissare le vacanze non è sempre semplice. Il contatto più stretto con la famiglia e il partner e la difficoltà a staccare dal lavoro sono fattori che sicuramente incidono sulle eventuali prenotazioni. Se poi ci aggiungiamo che quest'anno con soltanto 6 giorni di ferie sarà possibile effettuare 32 giorni di vacanza il quadro si complica ancora di più.

L'ansia di dover fissare per forza qualche meta e la notriphobia, ovvero la paura immotivata che non riguarda semplicemente il non poter viaggiare, ma il timore di perdere l'unica occasione di socializzazione che si considera, ovvero il viaggio, sono i principali stati d'animo che colpiscono molte persone.

Ma quali sono le motivazioni psicologiche dietro questa fobia? E quali sono gli strumenti per gestirla al meglio? Per fare chiarezza su questo senso di inquietudine ci siamo affidati a Serenis, piattaforma digitale e un centro medico autorizzato, e alla dottoressa Martina Migliore, psicoterapeuta e Direttrice Formazione e Sviluppo del centro. 

Cosa è la notriphobia 

Il termine notriphobia, dalla fusione di “no trip“ (niente viaggio) e “phobia (paura), viene utilizzato per indicare una paura marcata e persistente di non riuscire a prenotare un viaggio e nasce dalla preoccupazione eccessiva dell'indifferenza degli altri, della mancanza di connessione emotiva e di empatia con un gruppo sociale. 

Le principali cause 

Le cause della notriphobia sono da ricercare, molto spesso, in problematiche legate alla socializzazione. Ad esempio, una bassa autostima può portare a temere che senza viaggiare, le interazioni sociali non avvengano come desiderato. Allo stesso modo il bisogno di evasione può generare ansia all'idea di non poter pianificare un viaggio soprattutto se legato a un senso d'urgenza in termini di socializzazione. Per alcune persone, invece, viaggiare rappresenta un'occasione di crescita personale, un'esplorazione e una scoperta di sé; in questi casi l'assenza di queste esperienze può suscitare la paura della stagnazione percepita come un blocco nella propria evoluzione, soprattutto se il viaggio è considerato come l'unico mezzo di crescita nella vita quotidiana. Imposta dalla società moderna, e amplificata dai social media, vi è anche la pressione sociale, che genera una sensazione di inadeguatezza in chi non riesce a viaggiare e considera questa esperienza come unico strumento di novità nella loro quotidianità.

Le diverse forme 

“La notriphobia può manifestarsi sotto diverse forme: sensazione di ansia e stress, frustrazione o tristezza, invidia e confronto negativo con chi riesce a viaggiare spesso, irritabilità e malumore legati alla percezione di monotonia della propria vita e la conseguente compensazione con altre attività compulsive, come ad esempio lo shopping o un eccessivo utilizzo dei social. Dal punto di vista psicoterapeutico, la notriphobia può essere affrontata attraverso strategie cognitive e comportamentali per ridurre l'ansia e migliorare la gestione delle emozioni legate all'incertezza e miglioramento dell'autostima”, afferma la dottoressa Martina Migliore.

I 5 consigli per sconfiggere questo senso d'inquietudine 

Quali sono allora i principali consigli per non farsi prendere dalla notriphobia? Vediamoli insieme.

1. Accettare l'incertezza: la notriphobia è molto spesso generata dall'impossibilità di controllo nei confronti di ciò che avverrà, oltre che dalla scarsa autostima. È quindi importante imparare a tollerare il fatto che non tutto può essere programmato, in questo contesto strumenti come la mindfulness e la meditazione possono dimostrarsi molto utili per vivere il presente senza l’ossessione del futuro. 

2. Rivalutare il concetto di viaggio: il viaggio non è solo uno spostamento fisico, ma può essere vissuto attraverso nuove esperienze culturali, letture, incontri e attività stimolanti anche nella propria città e nel proprio quotidiano. Cambiare prospettiva aiuta a non percepire la mancanza di viaggi come una privazione assoluta, ma come una situazione momentanea, legata magari ad un momento di riorganizzazione. 3. Praticare la gratitudine: riconoscere e apprezzare le esperienze già vissute aiuta a ridurre la pressione di dover sempre cercare qualcosa di nuovo. Tenere un diario della gratitudine o creare una raccolta di foto con tutti i viaggi realizzati aiuta a focalizzarsi sugli aspetti positivi della propria quotidianità. In questo modo è possibile concentrarsi su una vita ricca e significativa nel proprio presente quotidiano. 4. Gestire il confronto sociale: ciò che si vede online è spesso filtrato e non rappresenta la realtà nella sua totalità. Per questo motivo, limitare l'uso dei social media o seguire profili che promuovono un benessere più autentico e un punto di vista reale dell’esistenza può ridurre la sensazione di inadeguatezza. 5. Pianificare con flessibilità: se viaggiare è importante, è possibile iniziare a progettare viaggi futuri con un approccio flessibile, senza ansia o rigidità, magari prendendo in considerazione un numero minore di giorni. Creare una lista di luoghi da visitare, ad esempio leggendo guide turistiche, può dare un senso di progettualità senza alimentare eccessivamente lo stress.

“Come superarla? Riconoscere che il viaggio non è l'unico strumento di socializzazione“

“La notriphobia è più di una semplice voglia di viaggiare: può nascondere bisogni emotivi legati alla fuga, al controllo o al confronto sociale. Se questa paura diventa invalidante o genera stati di ansia costanti, un percorso di psicoterapia può aiutare a comprendere e gestire le emozioni. Per chi soffre di notriphobia, il primo passo è riconoscere che il viaggio è solo uno degli strumenti di socializzazione, non l'unico. Il segreto sta infatti nel ridefinire questi concetti: il viaggio non è solo un volo verso una destinazione esotica, ma anche un'esperienza di scoperta che può avvenire ovunque, soprattutto nella quotidianità. È utile concentrarsi su ciò che si può fare nel presente: promuovere la conoscenza con nuovi gruppi di persone dagli interessi comuni, partecipare a gruppi di interesse online per mete specifiche e in generale ogni attività che possa arricchirci socialmente“, conclude la dottoressa.