Rasha Azab assolta per aver supportato vittime di abusi: "Caso tipico nella (in)giustizia egiziana"

di DOMENICO GUARINO -
5 maggio 2022
Rasha Azab incriminata

Rasha Azab incriminata

Rasha Azab assolta da un tribunale egiziano lo scorso 23 aprile (Ph:Nasser Nasser/AP)

Una buona notizia, finalmente, sul fronte dei diritti umani in Egitto. La giornalista e scrittrice Rasha Azab è stata assolta dalle accuse di insulto, diffamazione e disturbo deliberato che gli erano state mosse dal regista Islam el-Azazi. Il caso risale al dicembre 2020, quando il blog online Daftar Hekayat ha pubblicato le testimonianze anonime di sei donne che denunciavano di essere state aggredite sessualmente da el-Azizi. Una di loro in particolare accusava il regista di stupro. Da sempre impegnata nella difesa  dei diritti delle donne, Rasha aveva pubblicato una serie di tweet in solidarietà con le donne. In risposta, Islam aveva presentato una denuncia formale contro di lei. Il 23 aprile il tribunale del Cairo le ha dato ragione, assolvendola.

Gravi errori nelle prove

Al termine del dibattimento, l'avvocato di Rasha ha detto che le prove presentate contro di lei presentavano gravi errori e che “non è ancora chiaro perché l'accusa di Islam sia stata presa sul serio”. "Non sappiamo perché questo caso sia andato in tribunale – ha dichiarato Rasha Asab a MEMO –. Ci sono diverse ipotesi, ma è interessante che il caso sia stato tenuto per un anno senza indagini o prove tecniche comprovate, e che poi è stato trattato con velocità allarmante". "Il mio team di difesa ha detto che se le disposizioni della legge fossero state soddisfatte senza alcuna interferenza politica, avrei ottenuto l'assoluzione – ha aggiunto –. I documenti del caso hanno gravi difetti legali e procedurali".

Rasha Azab manifesto liberazione

Un'immagine delle associazioni per i diritti delle donne per l'assoluzione della giornalista egiziana

Vittime due volte: degli abusi e della giustizia

Rasha Azab

Rasha Azab ha co fondato 10 anni fa il movimento per i diritti civili Kefaya

Secondo Equality Now, una ong che sostiene la difesa di donne e ragazze, “il caso di Rasha non è affatto isolato, perché il governo egiziano persegue regolarmente le donne con accuse di moralità come misura di ritorsione per i contenuti che condividono sui social media. Questo può includere le sopravvissute agli abusi sessuali, come si è visto nel processo all'influencer Menna Abdelaziz, che nel maggio 2020 è apparsa in un video in diretta con un volto contuso dicendo di essere stata violentata e picchiata. Menna è stata arrestata dalle forze di sicurezza non molto tempo dopo e ha trascorso quattro mesi in detenzione preventiva, con l'accusa di "incitamento alla dissolutezza" e "violazione dei principi e dei valori familiari". Accuse familiari spesso mosse dallo stato contro le donne per giustificare la loro repressione”.

L'attivismo di Rasha Azab

Da sempre accanto alle donne che subiscono molestie e violenza sessuale, Azab è una delle maggiori protagoniste del movimento egiziano per i diritti umani: co-fondatrice, oltre dieci anni fa, del movimento di opposizione “Kefaya” (Basta), dopo la caduta di Mubarak aveva dato vita alla campagna contro i processi degli imputati civili in corte marziale e nel 2012 aveva denunciato i test di verginità cui erano state sottoposte alcune manifestanti. La giornalista rischiava fino a due anni di carcere e all’equivalente di  2.500 euro di multa.