Da farmaci antidiabetici a cure dimagranti: la moda che arriva oltreoceano

Dagli Stati Uniti all’Italia, hanno conquistato personaggi di spicco per poi arrivare anche alla massa, con tutte le preoccupazioni e le conseguenze che questo boom comporta. Ne parliamo con una diabetologa, la dottoressa Cristiana Baggiore

di DOMENICO GUARINO -
8 giugno 2024
Boom di farmaci antidiabetici per dimagrire

Boom di farmaci antidiabetici per dimagrire

Può una semplice pillolina modificare la geografia e finanche la sociologia di un territorio? Tranquilli, non stiamo parlando di Matrix o di un viaggio lisergico stile anni Settanta, ma di Kalundborg, un piccolo porto ricco di vento e ‘povero’ di residenti (17mila abitanti ad oggi), che si trova 100 chilometri a ovest di Copenhagen. Una tipica cittadina pianeggiante danese, con le strade dritte che è diventata la capitale della lotta contro il grasso. Non senza qualche inconveniente.

E’ qui infatti che si producono l’Ozempic e gli altri farmaci a base di semaglutide, un ormone che fa miracoli nella lotta contro l’obesità, riducendo l’appetito e in grado di produrre una perdita di peso almeno del 10%, in quanto si comporta come l’ormone naturale prodotto dall’intestino quando è sazio.

Il semaglutide viene sintetizzato proprio a Kalundborg e rinchiuso in penne per l’autoiniezione pronte all’uso, come hanno fatto personaggi come Elon Musk e Oprah Winfrey determinandone il successo planetario. Con conseguente aumento stratosferico della domanda che sta facendo calare ricchezza e capannoni industriali: la Novo Nordisk (che ogni anno fa utili di dieci miliardi) investirà da qui al 2029 otto miliardi di dollari in nuovi impianti e personale.

Ovviamente ci sono anche i lati negativi, come l’aumento esponenziale dei prezzi delle case, e il cattivo odore nell’aria. Ma si sa. Pecunia non olet. Anche perché da quando è arrivato il semaglutide le tasse pagate da Novo Nordisk in Danimarca sono decuplicate (secondo Bloomberg nel 2023 hanno raggiunto i 2,3 miliardi di dollari), i disoccupati, prima sostenuti dal municipio, si sono praticamente estinti, sono aumentati i servizi, ed è diminuito il carico fiscale.

La gallina dalle uova d’oro è cresciuta, manco a dirlo, grazie al mercato statunitense, dove la magrezza estrema è diventata un nuovo must, e l’Ozempic spopola su TikTok con più di mille milioni di visualizzazioni, grazie anche all’endorcement delle celebrities di Hollywood misteriosamente dimagrite in brevissimo tempo (come Kardashian) a cui il New York Magazine e il New Yorker hanno dedicato la copertina.

Ozempic, uno dei farmaci a base di semaglutide
Ozempic, uno dei farmaci a base di semaglutide

Gli aspetti negativi

Ma è tutto oro quello che luccica? Non proprio. Per due ordini di motivi. Il primo è che farmaci a base di semaglutide sono nati come cura per il diabete, e il boom dell’uso per motivi estetici sta rendendo sempre più difficile reperirlo sul mercato per i diabetici, tanto che la nostra AIFA ne segnala carenza cronica alleno fino a fine anno.

Il secondo tema è quello della lotta contro il grasso che, se nel caso degli obesi è una questione di salute, lo è molto meno quando il farmaco viene assunto per combattere qualche chilo di troppo e predisporsi alla prova bichini. Anche perché, come accennavamo, l’uso di questi ritrovati chimici si collega alla diffusione di un modello di bellezza efebico caratterizzato da un’estrema magrezza che non può non preoccupare. In particolare per quello che riguarda le giovani generazioni.

Senza contare gli effetti collaterali che, come ci dice la dottoressa Teresa Mazzei, vanno dalla nausea alla stitichezza. Fino al blocco ed all’occlusione intestinale che possono avere conseguenze anche gravi. “E non sappiamo cosa potrà capitare negli anni – aggiunge la dottoressa Cristiana Baggiore, diabetologa – perché è un farmaco che conosciamo da poco, almeno per quello che riguarda l’uso dietetico”.

“L’Aifa non ha approvato l’uso del farmaco per l’obesità o, peggio, per le diete, ma naturalmente sulla rete chiunque può procurarselo senza problemi e usarlo spesso senza alcun controllo medico” sottolinea Bagliore.

Insomma, non c’è da stare allegri. Anche perché non sappiamo quanto il fenomeno sia diffuso anche in Italia, soprattutto in quanti casi si possa veramente parlare di obesità e in quanti, invece, non ci sia reale necessità se non una motivazione puramente estetica dominata da un modello che, nonostante le varie campagne degli ultimi anni sulla body positivity, non sembra perdere fascino.

“Senza contare – conclude la dottoressa Baggiore – che questi farmaci per avere un effetto duraturo vanno presi costantemente: appena si smette il peso ritorna quello di prima”.