Le ragazze-tavolino: l'ennesimo spettacolo misogino a cui non volevamo assistere

L'iniziativa per il 75° anniversario del Consorzio Zai a Verona propone ancora una visione della donna fortemente maschilista. Ma alcune delle protagoniste provano a zittire le polemiche

di GIORGIA BORGIOLI
24 ottobre 2023

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Un uomo-farfalla con ali ricoperte da lumi, un uomo-acciaio vestito da tessere metalliche, donne sui trampoli, violinisti, luci soffuse e videoproiezioni sulle pareti dell’edificio. E fin qui, al di là dell'eccentricità, quella organizzata al palazzo della Gran Guardia a Verona dai vertici del Consorzio Zai per il 75° anniversario dell’ente, sembrerebbe essere stata una consueta serata degna dei più comuni ambienti benestanti. Tutto nella norma se solo, al posto di tavolini, lo champagne non fosse stato offerto agli ospiti sopra delle giovani donna. O meglio, sopra delle ragazze-tavolino che, per l’occasione, hanno trasformato i propri corpi in comodi ripiani sopra i quali poggiare i bicchieri dei facoltosi ospiti della serata.

Le polemiche per le ragazze tavolino

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Ragazze vestite con un costume da tavolino, sul quale venivano appoggiati bicchieri di champagne da portare in giro, per offrirli agli ospiti

Lo spettacolo allestito per l’evento sembra però non essere stato di gradimento a tutti i partecipanti; tra questi infatti, chi proprio non è riuscita a non ribellarsi, è stata la vicesindaca di Verona Barbara Bissoli, la quale avrebbe inviato una lettera al presidente del Consorzio Zai, Matteo Gasparato, commentando la vicenda senza troppi giri di parole: "Alcune ragazze indossavano una mise che fungeva da tavolino sulla quale gli ospiti appoggiavano i calici. Un'oggettivazione della donna che alimenta una cultura misogina e patriarcale che, con grande impegno, stiamo cercando di eliminare. Una scena irrispettosa alla quale ci auguriamo di non dover più assistere. È nostra intenzione istituire un codice di condotta per gli enti collegati al Comune, nella direzione di tutelare la dignità di tutte e tutti, nonché di promuovere la cultura del rispetto e la parità di genere, soprattutto dove è messa a rischio da scelte inadeguate”, commenta. Anche la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Luana Zanella, avrebbe poi commentato la vicenda dopo esser divenuta pubblica: "Quanto squallore e quanta misoginia serpeggiano negli ambienti che saranno benestanti ma per nulla benpensanti”, ha dichiarato la deputata. "Il minimo che possa fare ora la direzione del Consorzio, oltre che scusarsi, è versare una congrua offerta ad un centro antiviolenza”, ha continuato Zanella, provocando i dirigenti dell'ente.

La replica: "Non mi sento sfruttata"

Qualche giorno fa però, una delle ragazze-tavolino finita al centro della polemica avrebbe rilasciato un’intervista a Repubblica, in cui oltre a rivelare il guadagno di quella serata, avrebbe anche difeso il suo ruolo all’interno della serata, ribaltando così tutte le voci attorno al caso. La 21enne originaria di Belluno e residente a Trento ha infatti spiegato di non essersi assolutamente sentita trattata come un oggetto: “Io sono un’artista - ha detto -. Ho guadagnato 150 euro in un’ora, sicuramente molto più di una cameriera. È una cifra elevata per ciò che si fa poi nel concreto. C’è molto lavoro di preparazione ma poi il turno è semplice e poco faticoso”, spiega Michelle.
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La replica di una delle protagoniste: "Ho guadagnato in un'ora più che una serata come cameriera, non mi sento sfruttata"

“Credo che non ci sia nulla per cui indignarsi, i problemi sulla mercificazione sono altri. Sono consapevole di quello che faccio e non mi sento sfruttata. Non serve che altri si indignino al posto mio. Anche io sono femminista ma a volte si superano i limiti del politicamente corretto. C'era anche un ragazzo in queste performance: era vestito come una sorta di pavone. Di lui non è stato detto niente, perché è uomo. E questa non è discriminazione?”. Ma allora, stiamo davvero superando il limite del politicamente corretto, come dice la ragazza (ammesso che di politicamente corretto si debba parlare in questi casi), oppure le battaglie che stiamo portando avanti a favore dell’uguaglianza di genere passa anche attraverso i messaggi che vicende di questo tipo mandano, e che perciò le donne prima di tutto dovrebbero difendere?