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Emanuela Mascherini: "Dobbiamo parlare al pubblico con linguaggi diversi"

Direttrice a Poggio a Caiano della terza edizione di CineAtelier, ha anche realizzato un corto sulla violenza di genere. "Col festival portiamo il cinema dove fa fatica ad arrivare"

di GIOVANNI BOGANI -
20 dicembre 2023
emanuela-mascherini

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Attrice, sceneggiatrice, scrittrice. E adesso anche organizzatrice di festival. Emanuela Mascherini ha appena finito di dirigere, a Poggio a Caiano, vicino Prato, la terza edizione di CineAtelier. “È un piccolo festival per opere prime e seconde, che vuole portare il cinema in territori fuori dalle grandi città, dice Emanuela.

Emanuela Mascherini, non basta solo "fare l'attrice"

Nel frattempo, ha diretto e interpretato un cortometraggio che racconta la violenza sulle donne e i suoi effetti sulla mente delle vittime, che si chiama “Alba blu”. Mascherini, infatti, ha sempre pensato che fare “solo” l’attrice non basti. Che si possa parlare con un pubblico in molti modi diversi.

Laureatasi a pieni voti in Media e giornalismo presso la facoltà di Scienze politiche di Firenze, diplomatasi al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, Emanuela è autrice di un romanzo, “Memorie del cuscino”, premio Afrodite 2010, e di un saggio, “Glass Ceiling. Professionalità femminili nel cinema italiano”, ricerca sul lavoro delle donne nei vari settori del cinema. La incontriamo all’indomani della serata conclusiva di CineAtelier.

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Attrice, sceneggiatrice e scrittrice, pensa che non basti recitare, bisogna parlare al pubblico

Qual è lo scopo di un festival come CineAtelier? "Insieme a Stefano Amadio, direttore del sito cinemaitaliano.info, abbiamo creato questo festival soprattutto con un obiettivo in mente: portare il cinema dove il cinema arriva con difficoltà. A Poggio a Caiano abbiamo mostrato film – opere prime e seconde – di grande qualità, da 'Short Skin' di Duccio Chiarini a “In viaggio con Adele” di Alessandro Capitani.

E da quest’anno, abbiamo chiamato autori già affermati che ripresentano la loro opera prima. Ha inaugurato Francesco Bruni, con 'Scialla!', il suo film d’esordio, straordinario, che vinse a Venezia la sezione Controcampo italiano”.

Donne e giovani al centro dei progetti

C’è anche un prezioso lavoro che fate con le scuole. “Sì, in particolare con la scuola media Filippo Mazzei di Poggio a Caiano. Da tre anni facciamo un laboratorio di cinema e di educazione all’immagine, al termine del quale vengono prodotti dei cortometraggi. È bellissimo vedere questi ragazzi mettersi all’opera per raccontare una storia con il linguaggio delle immagini.

Ma è prezioso anche solo abituare i ragazzi alla sala cinematografica, far conoscere loro il linguaggio del cinema. Formare dei giovani cineasti, o anche soltanto degli spettatori più consapevoli. Ci tenevo a fare nascere un festival nel territorio dove sono nata. Anche un’iniziativa come questa fa in modo che i ragazzi non debbano scappare”.

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Attenta alla questione di genere, ha realizzato un corto sulla violenza contro le donne

Il festival CineAtelier ha un premio dedicato alle donne...

“Il premio Mujeres nel cine, dedicato all’opera che meglio valorizza il lavoro delle donne nel cinema. Quest’anno il premio è andato a ‘Come le tartarughe’ di Monica Dugo.

Il corto "Alba Blu"

Lei ha anche realizzato un cortometraggio sul tema della violenza sulle donne. Tema molto discusso in questi mesi: ma lei se ne occupa da anni. “Sì: da tanto tempo lavoro su queste tematiche. E nel 2024 uscirà questo corto, che si chiama ‘Alba blu’, sugli effetti che la violenza lascia nella mente di una donna. Quando una donna subisce una violenza, c’è l’urgenza di occuparsi del suo corpo. Ma i danni più importanti avvengono nella mente.

Abbiamo girato a Porto Ercole, all’interno di una casa che è una installazione artistica, la riproduzione della casa di un film di Buster Keaton, ‘One Week’. Una installazione che si chiama After Love, un’opera dei Vedova Mazzei esposta al Maxi di Rma e poi approdata a Porto Ercole”.