“Gianna Nannini è una donna che non si lascia etichettare. Ha sempre scelto lei per sé stessa, in libertà”

L’intervista a Cinzia TH Torrini, regista del film dedicato alla cantante italiana: “Sei nell’anima”

di GIOVANNI BOGANI -
23 aprile 2024

Sarà disponibile su Netflix dal 2 maggio “Sei nell’anima”, il film che racconta Gianna Nannini nei primi anni di carriera. Tratto dall’autobiografia di Gianna Nannini “Cazzi miei”, interpretato da Letizia Toni, il film – che vede la collaborazione alla sceneggiatura della rocker senese – è diretto da Cinzia TH Torrini. Le due, la musicista e la cineasta, hanno molte cose in comune: nate nello stesso anno 1954, a poche settimane di distanza, entrambe toscane, si sono sottratte entrambe alle aspettative di una famiglia borghese per inseguire il loro sogno. Il cinema, per Cinzia. Il rock, per Gianna.

All’indomani della proiezione in anteprima del film, al cinema Barberini di Roma, parliamo con Cinzia del film.

Cinzia TH Torrini sul set
Cinzia TH Torrini sul set

L’intervista alla regista

Prima di tutto: chi è, per lei, Gianna Nannini? “E’ una donna forte, indipendente, che ha saputo ribellarsi a un destino che sembrava segnato, quello di entrare nell’azienda di famiglia. Una donna che ha scelto sempre la libertà, che non si è mai fatta etichettare”. Quali schemi ha rotto nella sua storia personale e di artista? “Prima di tutto, lo schema per il quale una ragazza deve seguire il destino che i genitori immaginano per lei. Per Gianna era l’azienda di famiglia, una importantissima azienda di pasticceria. Per me è stato lo stesso: quando ho detto a mio padre che volevo fare la regista, mi ha dato uno schiaffo. Ho dovuto lottare non poco per seguire la mia scelta. E così ha fatto Gianna”. Gianna Nannini ha portato un vento nuovo nella musica, nel modo di interpretare la musica. “Ha fatto fare un enorme passo avanti alla musica. E anche in quel caso, ha avuto coraggio, determinazione, tenacia”.  

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Non è mai voluta andare in concorso a Sanremo. “Esatto. E ancora prima, giovanissima, si è opposta ai produttori discografici che le volevano imporre canzoni di altri, che la volevano vestire e pettinare in modo tradizionale”.

Una donna capace di dire dei “no”. “E di essere sempre se stessa. Si è ribellata anche alle regole non scritte del pop, perché si è rifiutata di cantare in inglese. Gianna è rock, ma mantiene nel suo canto la tradizione toscana, ci senti dentro secoli di lingua toscana”. Il pubblico più giovane che cosa può portarsi via della storia di Gianna? “Che se segui la tua passione non sbagli mai. Lei si è aggrappata alla sua passione, l’ha seguita per tutta la vita. Un giorno un regista indiano mi ha detto: ‘La vita è breve, la butti via se fai qualcosa che non senti’. Vorrei che da questo film si capisca che è importante fare quello che sentiamo”.

Cinzia TH Torrini sul set insieme a Letizia Toni
Cinzia TH Torrini sul set insieme a Letizia Toni

C’è anche una sua ribellione più personale. Le sue scelte di donna. “Sì e anche in quel caso Gianna è stata sempre fuori dagli stereotipi. Nel film racconto le sue scelte sentimentali, il suo rapporto umano. Gianna ha sempre tenuto la sua vita privata lontana dai riflettori e ha raccontato le sue scelte solo nella sua autobiografia, uscita nel 2016. Ma adesso il film farà conoscere questo aspetto della sua vita a un pubblico molto più vasto”. Nella sua autobiografia uscita nel 2016 per la prima volta Gianna fa coming out. “E noi abbiamo cercato di trattare questo aspetto con grande delicatezza e grande rispetto. Gianna con questo film ha mostrato la sua vera grande storia d’amore, vissuta con tutta la libertà possibile e tutta la discrezione possibile”. Racconta l’omosessualità all’interno di un percorso di vita. “Sì: il film racconta anche quello, ma non solo. Il film è un coming of age. E la bellezza della storia di Gianna è che non si fa etichettare”.

Quanto a lungo avete lavorato con lei? “Abbiamo avuto una grande fortuna, nella sfortuna di questi ultimi anni: ‘grazie’ al Covid, abbiamo avuto la possibilità di parlarci per ore e ore, per giorni interi, con Gianna chiusa in casa. Ci ha raccontato mille aneddoti, una montagna di cose. Dopo, il difficile è stato ridurre, tagliare, asciugare”.

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Che cosa ha capito di Gianna Nannini? “Che la sua vita è stata tutta guidata dalla passione. Come la mia. Si è praticamente diseredata, scegliendo di cantare. Ha combattuto mille battaglie, per non farsi contaminare, per non scendere a compromessi artistici”. E’ venuta sul set? “Sì, ha seguito le riprese e anche il montaggio. Io le ho detto: ‘Mi metto a disposizione del film per raccontare la tua storia. Voglio rappresentare quello che sei e così è stato. Ieri, alla proiezione, era emozionatissima, è scoppiata a piangere. È stato, per me, il regalo più grande”. Chi è per lei Gianna? “Una donna capace di mostrare i suoi dolori, le sue paure, i suoi amori. E di mettere tutto dentro un microfono, con la sua voce graffiata, che ti entra nell’anima. E lì ci resta per sempre”.