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L’ambasciatore di Israele: “Vergognoso usare Sanremo per diffondere odio”. Ghali: “Parlo di questi temi sin da bambino”

La presidente delle Comunità ebraiche: “Ostaggi dimenticati”. L’ad Rai: “Solidarietà al popolo ebraico”

11 febbraio 2024

Sanremo, 11 febbraio 2024 – La polemica a Sanremo non è solo sulla musica, ma anche politica. L’ambasciatore israeliano in Italia contesta i messaggi sulla guerra Israele-Palestina lanciati da alcuni cantanti sul palco, in particolare da Ghali. "Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile. Nella strage del 7 ottobre, tra le 1200 vittime, c'erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival. Altri 40 di loro, sono stati rapiti e si trovano ancora nelle mani dei terroristi”, scrive su X Alon Bar. “Il Festival di Sanremo avrebbe potuto esprimere loro solidarietà. È un peccato che questo non sia accaduto”. Ieri sera Ghali ha dichiarato sul palco: “Stop al genocidio”.

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Interviene anche la presidente delle Comunità ebraiche, Noemi Di Segni, che afferma: "Se la musica e il Festival, per la sua rilevanza, è lo spazio per la libertà di esprimere pensieri di amore, di dolore, di gioia, di denunce sociali e contestazioni politiche, dispiace che questo palco non sia stato l'occasione per lanciare parimenti, un appello per il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas, lasciando all'unilateralità la legittimazione alla distorsione, con uso di termini che ancora una volta offendono la storia del nostro Paese e dell'Europa tutta”. E aggiunge: “La vincitrice Angelina, assieme ai vincitori degli altri paesi e di Israele, saranno all'Eurovision: auspico che almeno lì non si verifichi alcun episodio di distorsione e boicottaggio. Da qui all'Eurovision mi appello a ricordare ogni giorno i 136 ostaggi, anche loro hanno diritto alla loro musica e di tornare alla loro casa”.

Ghali, ospite di Domenica In, replica all’ambasciatore: "Non so cosa rispondere, mi dispiace tanto che l'ambasciatore abbia risposto in questo modo. C'erano tante cose da dire". E ancora: "E per cosa dovrei usare questo palco? Io sono un musicista e ho sempre parlato di questo da quando sono bambino. Non è dal 7 ottobre, questa cosa va avanti già da un po'. Continua questa politica del terrore e la gente ha sempre più paura di dire stop alla guerra e stop al genocidio, le persone sentono che perdono qualcosa se dicono viva la pace. E' assurdo e non deve succedere questo. L'Italia porta valori completamente opposti".

Anche la Rai prende posizione e l’amministratore delegato Roberto Sergio dice: 

“Ho vissuto assieme all'ambasciatore Bar ed alla presidente Di Segni gli eventi che la Rai ha dedicato alla memoria della Shoah nell'ultima settimana di gennaio. E ogni giorno i nostri telegiornali e i nostri programmi raccontano - e continueranno a farlo - la tragedia degli ostaggi nelle mani di Hamas, oltre a ricordare la strage dei bambini, donne e uomini del 7 ottobre. La mia solidarietà al popolo di Israele ed alla comunità ebraica è sentita e convinta”.