L’autismo, i bulli, il cinema: Yuri Tuci si racconta. “Non mi prendo mai troppo sul serio e vorrei un mondo senza pietismi”

Protagonista de “La vita da grandi”, film d’esordio della regista Greta Scarano, l’attore pratese è autistico ad alto funzionamento. Ci racconta la sua esperienza nella recitazione e in questa pellicola in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo

di GUIDO GUIDI GUERRERA
2 aprile 2025
Yuri Tuci durante il photocall del film Una vita da grandi, Roma, 28 marzo 2025. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Yuri Tuci durante il photocall del film Una vita da grandi, Roma, 28 marzo 2025. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Esce domani, 3 aprile, nelle sale cinematografiche italiane il film di esordio della regista Greta Scarano ‘La Vita da grandi’, interpretato da Matilda De Angelis e dal quarantunenne pratese Yuri Tuci. L’attore toscano con autismo ad alto funzionamento esordisce così nel mondo del cinema dopo aver conseguito un buon successo nel passato in performance teatrali.

Yuri Tuci e Matilda De Angelis in una scena del film
Yuri Tuci e Matilda De Angelis in una scena del film

In questo film, Yuri racconta un po’ se stesso vestendo i panni di Omar, ragazzo autistico deciso a tutto pur di arrivare, grazie all'aiuto della sorella Irene (Matilda De Angelis), a coronare il proprio sogno di diventare cantante. “Con ‘La vita da grandi’ ci auguriamo di gettare un seme destinato a non limitarsi alla semplice trama del film - dichiara Yuri -. Per questo occorre sempre accettare le diversità, guardare oltre le etichette e dare sostegno alle famiglie che hanno figli con caratteristiche uniche.”

Photocall del film 'Una vita da grandi'
Matilda De Angelis (S), la regista Greta Scarano (C) e Yuri Tuci (D) durante il photocall del film Una vita da grandi, Roma, 28 marzo 2025. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Nei giorni scorsi, in occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo (2 aprile), il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale Greta Scarano e Yuri Tuci, assieme a Margherita Tercon, Damiano Tercon e Philip Carboni che hanno fatto dono al presidente del libro “L’imprevisto di diventare adulti” edito da Nave di Teseo , da cui il film trae ispirazione. 

Yuri, qual è stata da sempre la tua più grande aspirazione?

“Vivere in un mondo senza etichette, pregiudizi e pietismi: è un sogno, lo so. Però credo davvero che la società, prima o poi, dovrà fare i conti con la bellezza delle diversità. La nostra unicità nasce da queste differenze, e sono certo che il mondo sarebbe molto più interessante e bello se riuscissimo a celebrarle tutte, senza paura o pregiudizio”.

Cosa significa per te essere attore?

“È un’esperienza unica, davvero formativa e, allo stesso tempo, divertente. Fin dalle scuole elementari mi è capitato di essere coinvolto in attività di recitazione, e da lì sono arrivato a fare il mio spettacolo biografico ‘Out is Me’. Direi che sono stato fortunato e, grazie a un notevole impegno, credo di aver fatto molta strada nel mio percorso artistico”.

Nel film ti racconti. È soltanto una storia autobiografica o vi sono altre chiavi di lettura?

Photocall del film 'Una vita da grandi'
(S-D) Yuri Tuci, Matilda De Angelis, la regista Greta Scarano, Margherita e Damiano Tercon durante il photocall del film Una vita da grandi, Roma, 28 marzo 2025. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

“Il film è tratto da una storia vera, quella dei fratelli Margherita e Damiano Tercon. Io interpreto Omar, un personaggio complesso che mi ha dato modo di esplorare diverse sfaccettature del suo carattere. Matilda De Angelis, invece interpreta Irene: un personaggio che dà ancora più forza alla narrazione e al tipo di messaggio che intendiamo trasmettere”.

È l'occasione per lanciare quindi un messaggio finalizzato a sensibilizzare?

“Con ‘La vita da grandi’ ci auguriamo di gettare un seme destinato a non limitarsi alla semplice trama del film: accettare le diversità, guardare oltre le etichette e dare sostegno alle famiglie che hanno figli con caratteristiche uniche. Perché ognuno ha il diritto di vivere e crescere in modo diverso meritando sempre di essere compreso e supportato”.

Cosa può non essere e fare una persona affetta da autismo ad alto funzionamento?

“Ovviamente il personaggio avrà difficoltà a vivere una vita "normale", ma questo non significa che non abbia i suoi talenti nascosti, pronti a emergere e a fiorire. Spesso ciò che sembra essere una limitazione è solo un'opportunità non ancora vista. A me e a molti altri con autismo è successo proprio questo”.

In che misura recitare può possedere un valore e terapeutico?

“Recitare è un’emozione straordinaria. Non è solo un’esperienza professionale, è qualcosa che arricchisce profondamente la tua vita. Ti fa crescere, ti fa sentire più vicino agli altri, ti offre esperienze che altrimenti non avresti mai vissuto. La recitazione può anche essere terapeutica: ti permette di socializzare, di imparare a comunicare con persone nuove e a creare talvolta legami che diventano fondamentali”.

Hai mai pensato di occuparti d'altro?

“Attualmente sto facendo un inserimento socio-terapeutico in un liceo, dove posso continuare il mio percorso di crescita personale e professionale. Nel tempo libero, mi piace rilassarmi guardando documentari che mi permettono di esplorare nuove realtà o semplicemente giocare ai videogiochi. Quando voglio staccare davvero ascolto musica, cosa che è sempre stata una delle mie grandi passioni”.

Chi è l'attore o l'attrice che ammiri di più?

Photocall del film 'Una vita da grandi'
Matilda De Angelis (S) e Yuri Tuci (D) durante il photocall del film Una vita da grandi, Roma, 28 marzo 2025. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

“Matilda De Angelis è sicuramente una delle persone che più mi ha impressionato. È nel mondo del cinema da anni e ha una sensibilità unica. Abbiamo legato molto durante le riprese del film, non solo come colleghi ma anche come persone. Ci siamo conosciuti meglio condividendo esperienze e scambiandoci idee”.

Ti sei mai sentito discriminato?

“Non mi sono mai sentito veramente discriminato, ma purtroppo ho avuto esperienze di bullismo. Alle scuole medie, una professoressa mi ha messo all’angolo solo perché ero iperattivo e alle superiori un ragazzo ha cercato di farmi del male. Questi episodi mi hanno segnato ma mi hanno anche insegnato a essere più forte, a non farmi abbattere e a reagire. Se c'è una cosa che ho imparato è che la propria diversità va accettata, anche se capirlo può comportare fatica e sofferenze”.

Un protagonista sullo schermo può esserlo a maggior ragione anche nella vita, nonostante tutto?

“Sì, direi proprio di sì. Da sempre la mia vita è stata piena di espressione e di recitazione, anche nella quotidianità. L’ironia è una parte fondamentale di me: mi permette di affrontare le sfide con un sorriso, senza perdere mai la lucidità. In qualche modo riesco sempre a cavarmela perché ho imparato a non prendermi in nessuna occasione troppo sul serio e ad affrontare tutto con una bella dose di leggerezza.”

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