Karla Sofia Gascon conquista ed emoziona Cannes

Migliore interpretazione femminile per la sua Manitas in Emilia Perez: “Lo dedico a tutte le persone trans, che soffrono e che hanno tanto sofferto. Dico loro: è tempo di cambiare”.

di GIOVANNI BOGANI -
25 maggio 2024
FRANCE-FILM-FESTIVAL-CANNES

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Cannes, 25 maggio 2024 – Ha recitato in alcune soap in Messico, poi a quarantasei anni ha fatto la transizione e adesso è la vincitrice del premio per la migliore interpretazione femminile al festival di Cannes. Una storica prima volta: la prima volta che un'attrice transgender vince questo premio, nel più grande festival del mondo.

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Karla Sofia Gascón, 52 anni, nel film “Emilia Perez” di Jacques Audiard – che vince anche il Prix du Jury – è una narcotrafficante transgender, Manitas. Il film è potente, lirico e melodrammatico: è un musical, con coreografie e musiche eccezionali, con una tensione emotiva costante. E con momenti lirici, cantati da Karla, oltre che da Zoe Saldaña e Selena Gomez. Al momento di annunciare il premio, consegnato dall'attore giapponese Koji Yakusho, Karla Sofia Gascon è una tempesta di sensazioni, di emozioni, di parole. Parla in quattro lingue diverse, comincia con “arigatò”, grazie in giapponese, per proseguire in francese, inciampare nelle parole, passare all'inglese, e infine in un liberatorio fiume di spagnolo: “Questo premio non è solo mio, è per le 200 persone che hanno lavorato tutte insieme a realizzare questo film, compresi i ballerini, i figuranti, tutti. Ma soprattutto, questo premio è tuo, Zoe Saldaña, la metà di questa Palma è tua, e l'altra metà è di Selena Gomez. Dedico il premio ai miei genitori, alla mia famiglia, a mia figlia”.

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“Dedico il mio premio a tutti gli attori e le attrici che fanno tanta fatica, ogni giorno; che ogni giorno bussano a tante porte che non si aprono”. E alla fine, rende omaggio a tutta la comunità trans del mondo. “Lo dedico a tutte le persone trans, che soffrono e che hanno tanto sofferto. Voglio che queste persone credano che è sempre possibile migliorare, cambiare in meglio. Quanto a coloro che ci soffrono, dico loro: è tempo di cambiare”.