Federica Cappelletti guida la Serie A donne: "Come Paolo vivo il calcio con passione"

Eletta all'unanimità, la vedova di Pablito Rossi ha le idee chiare: "Voglio portare il settore femminile italiano fuori dai confini nazionali"

di EDOARDO MARTINI -
4 luglio 2023
Federica Cappelletti, nuova presidente della seria A donne, insieme a suo marito Paolo Rossi (Instagram)

Federica Cappelletti, nuova presidente della seria A donne, insieme a suo marito Paolo Rossi (Instagram)

Il calcio in casa. Potrebbe essere riassunto con questa frase tutto l'amore che Federica Cappelletti, scrittrice, giornalista, e per dieci anni moglie di Paolo Rossi, fino alla scomparsa dell'eroe del Mundial '82 nel 2020, ha per questo sport.

Un amore viscerale, romantico, profondo, come una mamma con il proprio figlio. E proprio questo figlio le ha dato il giusto riconoscimento nominandola nuova presidente della Lega di Serie A donne e del movimento di vertice professionistico femminile.

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Eletta all'unanimità, avrà un compito: quello di portare il movimento calcistico femminile verso il consolidamento e la svolta

Federica Cappelletti e l'amore per il calcio

Cappelletti è stata eletta con dieci voti su dieci da unica candidata. Per non farsi mancare niente, la donna ha già tracciato i punti cardine del suo mandato: "Portare il movimento verso il consolidamento e la svolta, puntando su valori come sostenibilità, vivai, comunicazione e relazioni internazionali".

Un progetto sicuramente ambizioso, ma che sicuramente riuscirà a portare a termine perché, come ci ricorda l'indimenticato Pablito, "i dubbi e le incertezze fanno parte delle persone coraggiose, di quelli che a un certo punto decidono di mettersi alla prova. È normale avere qualche dubbio o qualche incertezza, ma la volontà, quella di voler arrivare, di farcela non deve mancare mai".

Quella volontà che sicuramente non manca (e non è mai mancata) alla nostra nuova presidente. La stessa Cappelletti ci racconta l'emozione per la nomina, azzardando anche un pronostico sul prossimo Mondiale femminile.

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Federica Cappelletti abbraccia la statua in onore di suo marito fuori dallo stadio del Vicenza (Instagram)

"Io vivevo il calcio con passione": questa era una delle tante celebri frasi di Paolo Rossi. Alla luce della nuova nomina come guida della seria A donne, vale lo stesso per lei? E quanto è orgogliosa di questo?

"Assolutamente sì. La passione è il primo ingrediente fondamentale per affrontare sia l'incarico sia tutto il lavoro che ci sarà da fare per il movimento femminile. Quindi confermo quello che era il motore di mio marito".

"Di fatto oggi in Italia c'è una discriminazione di genere che non permette a nessuna atleta di essere professionista", così Sara Gama qualche anno fa. Nel 2022 si è arrivati al professionismo nel calcio femminile in Italia, intanto.

A un anno di distanza il suo prossimo obiettivo, alla luce anche del Mondiale in Australia e Nuova Zelanda, sarà quello di consolidare il movimento nel nostro Paese, storicamente indietro rispetto ad altre nazioni sotto il profilo della popolarità di questo sport al femminile?

"Penso che non basteranno le settimane di Coppa del Mondo per consolidare il movimento con tutto quello che ci sarà da fare. Sicuramente sarà un percorso più lungo, ma noi siamo già al lavoro per portare risultati.

Speriamo che il Mondiale, come è successo poi 4 anni fa, riesca ad essere un traino fondamentale per lo sviluppo del movimento femminile, anche se non sarà facile, tenuto conto della competitività delle avversarie.

Una crescita che già ha raggiunto un grande traguardo con il professionismo, ma che dovrà raggiungere tanti altri obiettivi importanti".

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"Voglio portare il calcio femminile italiano fuori dai confini nazionali", tutta la determinazione di Cappelletti

Secondo lei questo ritardo storico è solo una questione economica o c'è dell’altro? Ad esempio un pregiudizio mentale, che tende ad associare il calcio ad un'attività prettamente maschile...

"Io non vorrei fare paragoni con le altre realtà, anche perché me le sto studiando approfonditamente. Non vorrei partire dalla critica ma da un atteggiamento costruttivo che riesca davvero a portare il calcio italiano anche al di fuori dei confini nazionali".

Tornando al prossimo Mondiale femminile, come vede le nostre azzurre? Potranno arrivare in finale?

"Il calcio è sempre strano, il Mondiale '82 lo insegna. Eravamo dati per perdenti e poi abbiamo vinto. Sicuramente abbiamo delle ottime potenzialità per farcela, però ripeto, non dipende solo da questo. Il livello c’è, le atlete ci sono, ma ci sono anche tante altre variabili che possono influire.

L'augurio è quello di poter portare a casa un risultato degno del movimento calcistico italiano. E questo dovrà essere da stimolo per continuare a crescere".