Nilla Fischer shock: "Ai Mondiali 2011 costrette a mostrare i genitali"

L'ex calciatrice svedese racconta il test di genere "umiliante" a cui lei e le compagne sono state sottoposta durante la Coppa del Mondo

di MARIANNA GRAZI -
14 giugno 2023
nilla fisher

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"Dovevamo dimostrare di essere donne". È una bomba che deflagra nel mondo del calcio e lascia sotto shock tutti e tutte. Le calciatrici svedesi hanno dovuto "mostrare i loro genitali al medico" durante la Coppa del Mondo femminile del 2011 per dimostrare il loro sesso. Lo rivela l'ex difensore centrale della squadra Nilla Fischer. Nel libro "I Didn't Even Say Half Of It" la 38enne, che ha vestito 194 volte la maglia della nazionale, ha descritto la procedura, condotta da una fisioterapista donna per conto del medico, come umiliante.

I test di genere: "Costrette a mostrare i genitali"

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L'ex calciatrice fa rivelazioni shock nel libro "I Didn't Even Say Half Of It" (Instagram)

La visita, un vero e proprio test di genere, è stata effettuata durante il torneo in Germania, 12 anni fa. A farla scattare sono state le proteste di Nigeria, Sudafrica e Ghana per la presenza di uomini nella squadra della Guinea Equatoriale. "Ci è stato detto che non avremmo dovuto depilarci nei giorni successivi e che avremmo mostrato i nostri genitali al dottore", scrive Nilla Fischer. Che racconta le emozioni provate: "Nessuna di noi ha capito la questione della depilazione, ma facciamo quello che ci viene detto e pensiamo 'come si è arrivati a questo?'. Perché siamo costrette a farlo ora, ci devono essere altri modi per farlo. Dovremmo rifiutarci? Allo stesso tempo nessuna voleva mettere a repentaglio l'opportunità di giocare un Mondiale. Dovevamo solo fare le cose per bene, non importava quanto ci facesse star male e quanto fosse umiliante".

La procedura

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Una giovanissima Fischer con la tuta della nazionale. Nel 2011 con le compagne è stata costretta a sottoporsi al test di genere fisico ai Mondiali di Germania (Instagram)

In un'intervista rilasciata al quotidiano svedese Aftonbladet, la 38enne ha spiegato nel dettaglio la procedura a cui lei e le compagne di nazionale si sono dovute sottoporre: "Capisco cosa devo fare e mi abbasso rapidamente i pantaloni da allenamento e le mutande allo stesso tempo", ha detto. "Il fisioterapista annuisce e dice 'sì', poi guarda il medico che dà le spalle alla mia porta. Prende nota e si sposta nel corridoio per bussare alla stanza successiva. Quando tutti i membri della nostra squadra sono stati controllati, cioè hanno esposto le loro parti intime, il nostro medico di squadra può firmare (la dichiarazione in cui si certifica) che la nazionale di calcio femminile svedese è composta solo da donne". Alla domanda su come si sia sentita, Fischer ha risposto: "In squadra c'era un ambiente molto sicuro. Quindi probabilmente era l'ambiente migliore in cui farlo. Ma si tratta di una situazione estremamente anomala – aggiunge – e, nel complesso, non è un metodo piacevole da adottare".

Le regole della Fifa

Due settimane prima dell'inizio della Coppa del Mondo 2011, la Fifa ha rilasciato una serie di norme sul riconoscimento di genere (ancora in vigore) in cui si richiede alle squadre di firmare una dichiarazione che garantisca che i giocatori scelti per la Coppa del Mondo siano "di genere appropriato". Tali regole stabiliscono che: "Spetta a ciascuna associazione membro partecipante [...] garantire il genere corretto di tutti i giocatori, indagando attivamente su qualsiasi scostamento percepito nelle caratteristiche secondarie del sesso".
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Fischer ha giocato 194 partite con la maglia della nazionale svedese (Instagram)

Non è chiaro però il perché le calciatrici svedesi siano state sottoposte a un esame fisico quando il test del tampone orale - un metodo economico e non invasivo per raccogliere il Dna all'interno della guancia e determinare il sesso di una persona - è stato ampiamente utilizzato per decenni. Il medico della nazionale scandinava nel 2011, Mats Börjesson, ha dichiarato che i test sono stati effettuati dopo che la Fifa ha richiesto un'analisi immediata quando sono iniziate a circolare indiscrezioni sulla squadra della Guinea Equatoriale. "Non lo ha fatto per cattiveria nei confronti di nessuno - afferma -. Il mondo dello sport ha cercato di garantire l'equità per le ragazze, in modo che non si allenino per tutta la vita e poi qualcuno si presenti con un vantaggio irragionevole".