Francesca, derisa in palestra per il suo fisico: “La grassofobia è un problema serio”

Dopo il video diventato virale sui social, in cui ha raccontato di essere stata presa in giro per il suo fisico, Francesca ha raccontato la sua storia in tv. “Da quando esisto in questo corpo grasso subisco discriminazioni. Le persone grasse vengono colpevolizzate o compatite”

di TERESA SCARCELLA -
3 aprile 2024
Francesca, ospite di "La volta Buona" (Rai)

Francesca, ospite di "La volta Buona" (Rai)

“Non tornerò più in quella palestra, non mi sentirei più al sicuro”. E’ Francesca che parla. La ragazza napoletana che la scorsa settimana aveva fatto un video sui social, diventato virale, in cui denunciava di essere stata vittima di bodyshaming in palestra. La giovane, che già sui suoi profili parla molto di grassofobia, si è raccontata in Rai a Caterina Balivo, nel programma “La volta buona”. 

L’intervista è avvenuta in perfetto stile televisivo: musica smielata di sottofondo a impietosire e stimolare lacrime della presentatrice, che infatti ci sono state, lettura dei messaggi offensivi partoriti dai leoni da tastiera e “bacchettate” mediatiche sulle mani con tanto di “non si fa”. Ma al di là di questo stile, che non rientra nei nostri gusti, quello che merita di essere riportato è quanto detto dalla stessa Francesca. 

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“Le persone grasse vengono colpevolizzate o compatite – ha detto – quello che è successo ha poco a che fare con la salute. Da quando esisto in questo corpo grasso subisco tante discriminazioni, a tal punto da aver perso la fiducia nel mondo”. 

Bullizzata a scuola, con accanimento, ha avuto non pochi strascichi psicologici. “Mi sono tante volte chiesta come mai la gente mi odiasse solo guardandomi. Pensavo di meritarmelo – ha confidato – In passato ho sofferto di un disturbo alimentare, ad un certo punto avevo smesso di mangiare, i capelli mi cadevano a ciocche. Poi la terapia mi ha salvato la vita. La gente si ferma alla mia forma, non va oltre. Cambiare palestra non basterà, perché la grassofobia è un problema sociale radicalizzato”.