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C’è un solo luogo al mondo, nei giorni bui della strage, dove israeliani e palestinesi hanno scelto di convivere, mettere in comune il dolore e provare a trasformarlo in opportunità: piccoli passi possibili per costruire la pace. È Rondine, il borgo sull’Arno alle porte di Arezzo, al quale Liliana Segre ha lasciato l’eredità della sua testimonianza pubblica. Lo ha fatto nell’ottobre 2020 in un incontro davanti all’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alle più alte cariche dello Stato. "Tutto il dolore del mondo è qui. Ma è un dolore che non si lascia sopraffare dalla violenza". È racchiuso nelle storie e nelle vite dei ragazzi che a Rondine imparano a costruire una prospettiva diversa, provando a ribaltare l’orrore delle guerre come "soluzione" e a farlo con "l’arma", potentissima a ben guardare, della parola, del confronto, del mettersi nei panni dell’altro prima della contrapposizione che alza i muri. Comprendere e insieme cercare la soluzione.
"Tutto il dolore del mondo è concentrato in questo borgo", dice Franco Vaccari che Rondine l’ha fondata e la cura giorno per giorno, alimentando con il dialogo quei "semi" che qui crescono, si formano, studiano, scoprono il valore della condivisione e dell’umanità anche quando la guerra divide le loro terre, le famiglie, gli amici e ipoteca il futuro. Come accade ora tra israeliani e palestinesi, come continua a essere tra ucraini e russi, come tra armeni e azerbaigiani sul Nagorno Karabakh: sono i dolori del mondo che qui diventano percorso per immaginare i futuri leader in uno schema opposto a quello che in queste ore semina sangue e spezza vite. Le notizie dell’orrore nella striscia di Gaza arrivano prima che sui social o sulle "all news" delle tv del mondo. Corrono nei messaggi e sulle foto che raccontano ciò che accade. Sono sei i ragazzi che vivono il dramma di Israele e della Palestina e nella Cittadella della pace si impegnano a costruire ponti.
Perché una delle chiavi di Rondine è l’approfondimento, la riflessione, l’elaborazione di un metodo che renda il dialogo non solo possibile e fortificato dal confronto nella convivenza, ma che sia anche nutrimento per costruire nuovi orizzonti che proprio Rondine affida ai ragazzi che accoglie e forma. Orizzonti di pace.
Il presidente di Rondine

Presidente e Fondatore della Cittadella della Pace, Franco Vaccari nasce ad Arezzo nel 1952
Le tragiche notizie che arrivano da amici e parenti
"Li ho incontrati e ci sono state lacrime, abbracci, sostegno, incoraggiamento. Il loro dolore è il nostro. Questi sono i momenti in cui Rondine capisce la sua ragione profonda, l’essenza del suo mandato. Attraverso i ragazzi che studiano qui, stiamo accogliendo i dolori degli ucraini e dei russi, di armeni e azerbaigiani e degli armeni. Ora c’è il dolore dei ragazzi israeliani, palestinesi e libanesi. Un vertice di dolore e di angoscia racchiuso in questo borgo, ma senza lasciarsi sopraffare", scandisce Vaccari.
Le studentesse e gli studenti del nuovo anno scolastico sono arrivati oggi nella Cittadella della Pace