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Rosso, la startup per contrastare l'emergenza di sangue in Italia

Il 14 giugno ricorre la Giornata Mondiale del donatore. L'obiettivo della founder Chiara Schettino è quello di coinvolgere gli under 35 a sensibilizzare i coetanei sulla necessità di dare un contributo concreto

14 giugno 2023
donazione sangue

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Una startup con l’obiettivo di azzerare, in un arco temporale di 10 anni, l’emergenza di sangue in Italia.

Si chiama Rosso, è nata nel 2022 dall'idea di Chiara Schettino, 21enne con una personale esperienza di dipendenza dalle donazioni di sangue e consapevole della situazione disastrosa dei pochi donatori presenti nel nostro paese.

Lo scenario drammatico presente in Italia

In Italia sono soltanto 1.6 milioni i donatori di sangue, una soglia troppo bassa che si scontra con un fabbisogno enorme. L'età media di chi dona è pari, o superiore, a 45 anni: questo determina un mancato ricambio generazionale, concausa dell’emergenza registrata.

Un'ulteriore criticità è legata alla ricorrenza della donazione: i donatori di sesso maschile e le donatrici in età non fertile possono donare ogni 90 giorni, ossia ogni 4 settimane; mentre, per le donne in età fertile le possibilità si dimezzano.

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Sono soltanto 1.6 i milioni di donatori di sangue in Italia

"A 19 anni ho scoperto di essere affetta da una malattia ematologica. Sono stata costretta a trasferirmi a Roma, una delle città più colpite dall'emergenza di sangue. È capitato che dovessi attendere anche 15 ore prima di ricevere le sacche a me destinate per la trasfusione".

"Sicuramente, il periodo pandemico ha avuto un ruolo, ma non può essere considerato la causa: la pandemia non ha fatto altro che aggravare una situazione di emergenza già esistente", commenta la founder di Rosso.

Gli obiettivi della startup Rosso

Per azzerare l'emergenza di sangue nel nostro Paese Schettino, con il suo team, si è posta obiettivi a breve termine ben precisi, schierandosi al fianco di ospedali e associazioni di categoria.

Dall'intento di reclutare un numero sempre maggiori di persone che mantengano un'alta frequenza di donazione all'avvio di una stretta collaborazione con aziende ed enti universitari, per affermare e consolidare una vera e propria cultura della donazione.

Ma la startup non lascia indietro nessuno. Infatti affianca anche il singolo, accompagnandolo in tutto l'iter, dalle campagne di informazione e sensibilizzazione, sino alla prenotazione della sede e dell’orario più adatto per il donatore.

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Rosso ha creato il progetto "Young Ambassador" per diffondere tra la GenZ la cultura della donazione

"Pur essendo il frutto di un'esperienza personale, Rosso non è un progetto incentrato sulla mia persona. Quello che desidero è trasmettere a sempre più coetanei, e non, l'entusiasmo e la determinazione di aiutare concretamente, con un gesto davvero semplice e della durata di pochi minuti".

"Di questo ne sono la prova molti giovani che ho avuto modo di conoscere in prima persona e che, impegnati in altri progetti di impatto sociale, hanno colto il fil rouge che lega tutti noi a Rosso: per questo hanno deciso di sostenere e supportare la mia iniziativa", prosegue la 21enne.

Il progetto "Young Ambassador" e i game changers

La startup, infatti, ha dato vita anche al progetto "Young Ambassador", che coinvolge giovani under 35 dal forte impatto sociale, impegnati in sfide che contribuiscono concretamente a uno sviluppo della società sano e sostenibile.

Questa community si identifica nella consapevolezza dell'importanza delle donazioni, laddove il benessere psicofisico di una persona è la condizione necessaria per affrontare le sfide quotidiane individuali e non. L’obiettivo è creare un network di game changer che uniscano le proprie forze nel sensibilizzare i coetanei sulla necessità di offrire il proprio contributo.

Eugenio Russo e Chiara Oddi

Tra questi personaggi c'è il neo-diciottenne Eugenio Russo, Ceo di Conthackto, un movimento che vuole supportare, orientare e formare giovani di età compresa tra i 14 e i 18 anni al mondo imprenditoriale.

Grazie al TEDxYouthITTColombo da lui organizzato è riuscito a portare a scuola il tema della donazione di sangue. "Per quanto giovane, mi impegno da tempo nel sociale, soprattutto con l’obiettivo di contribuire a dare una svolta all’istruzione italiana e, più in generale, al mondo dell’educational", dice.

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Chiara Oddi, fondatrice dell'associazione transfeminista Hortensia, è tra i game changers di Rosso

"Proprio per questo non potevo non farmi sostenitore di Rosso: ho voluto fortemente portare a scuola l’ambiziosa iniziativa di Chiara. Penso che il significato più profondo dell'educazione vada oltre la trasmissione di nozioni, ma si agganci alla sfera della consapevolezza e della volontà".

Anche la 22enne Chiara Oddi rientra nella community dei game changers. Studentessa di Scienze politiche all'università Luiss Guido Carli a Roma, è presidente di Hortensia, la prima associazione transfemminista in Luiss, nata nel 2021 con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità studentesca sulle tematiche di inclusione e sostenibilità.

Avendo vissuto tra Italia e Perù, è cresciuta in un contesto culturalmente ricco e variegato, che ha fatto sì che sviluppasse una profonda sensibilità sociale. Grazie all'esempio del padre, anch'egli donatore, si è avvicinata all’iter della diventando a sua volta donatrice, decidendo di supportare Rosso, promuovendo il progetto all'interno del contesto universitario.

"Rosso ha la capacità di colmare quei vuoti informativi e motivazionali che spesso determinano nei giovani una resistenza e di affiancare questi in tutto l’iter, fino alla donazione vera e propria - dichiara Oddi -. Ho sempre considerato la donazione come un atto d’amore, di fratellanza e sorellanza, più semplicemente di umanità".

"Mi impegno costantemente nel sociale e sono convinta che le varie cause, per quanto diverse, siano connesse da un fil rouge: ognuna accresce la sensibilità sociale, favorendo una maggiore consapevolezza di come le nostre azioni, nel bene o nel male, abbiano un impatto sulla vita altrui e sull’ambiente".

"Il sangue è fonte vitale"

Come abbiamo già sottolineato la forza della startup Rosso sono le collaborazioni. Forza che è stata messa in evidenza anche dal commento finale di Schettino: "Credo molto nella forza della community. Proprio per questo non posso che essere fiera del sostegno che stiamo ricevendo e delle connessioni che stiamo consolidando".
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La fonder di Rosso, Chiara Schettino, durante un incontro al Senato della Repubblica (LinkedIn)

"Le nostre attività si stanno focalizzando, infatti, anche nella costruzione della più grande anagrafe europea di donatori di sangue under 45, per creare una rete di solidarietà che possa essere una soluzione concreta all’emergenza di sangue. Se ci fermiamo a riflettere, il sangue è fonte vitale alla base di ogni attività. La donazione impegna un tempo di 10 minuti che possono rappresentare una vera e propria speranza per chi di quel sangue ne fa una reale opportunità di vita".