Stupro di gruppo a Palermo: scarcerato il minorenne

Sui social è scattato il linciaggio nei confronti degli indagati. Ma c'è anche chi chiede di vedere il video della violenza

di BARBARA BERTI -
21 agosto 2023
Mentre sono in corso le indagini sui 7 giovani che hanno violentato una 19enne e le loro chat dell’orrore, dal napoletano arriva notizia di un nuovo episodio allucinante

Mentre sono in corso le indagini sui 7 giovani che hanno violentato una 19enne e le loro chat dell’orrore, dal napoletano arriva notizia di un nuovo episodio allucinante

Stupro di gruppo a Palermo, il minorenne confessa ed esce dal carcere. Uno dei sette accusati di aver partecipato la notte del 7 luglio alla violenza di gruppo su una 19enne, al Foro Italico, nella città siciliana, ha confessato davanti al gip del tribunale per i minorenni Alessandra Puglisi. In ragazzo in questione, infatti, all'epoca del fatto era minorenne e nel mentre ha compiuto 18 anni.
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Il cantiere, per la realizzazione del collettore fognario, dove il 7 luglio e stata violentata la giovane da un branco di sette ragazzi che hanno filmato la violenza (Ansa)

C'è un video trovato dai carabinieri in uno dei cellulari degli arrestati che lascia pochi dubbi sulla presenza del ragazzo nel cantiere abbandonato sulla costa palermitana dove si è verificata la violenza a cui hanno preso parte sette giovani dai 18 ai 22 anni. La confessione ha portato alla scarcerazione dell'indagato, che adesso si trova in comunità. La procuratrice per i minorenni Claudia Caramanna ha annunciato già la presentazione di un ricorso contro il provvedimento del gip, ritenendo che si tratta di fatti particolarmente gravi e dunque il giovane deve stare in carcere. Il video recuperato dal nucleo investigativo dei carabinieri mostrerebbe che il minorenne è stato tra i più violenti.
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La manifestazione organizzata dall'associazione "Non una di meno" nella città siciliana dopo la violenza (Ansa)

Interrogatori per tre dei sette arrestati

Intanto, sono in programma nella giornata di oggi 21 agosto gli interrogatori degli altri tre arrestati lo scorso venerdì 18 agosto. I primi tre del branco erano finiti in carcere all'inizio di agosto. I ragazzi dovranno vedersela anche con le rivelazioni del loro amico che ha ripreso le scene degli abusi. Lui era stato arrestato assieme ad altri due (e al minorenne all'epoca del fatto) il 3 agosto: poi era stato l'unico che aveva risposto alle domande del gip Clelia Maltese, svelando i nomi di chi aveva partecipato alla violenza sessuale. Nel corso di una conversazione captata in caserma dai carabinieri, due dei ragazzi arrestati parlavano della necessità di nascondere i telefoni, uno dei quali sarebbe stato sistemato sotto terra. "Le difese stanno lavorando con elementi pregressi al fine di dimostrare il contesto in cui è maturata questa vicenda. Di più non posso aggiungere", ha detto l'avvocato che difende uno dei sette giovani arrestati. A incastrare i sette, oltre alla denuncia della ragazza e ai referti dei medici dell'ospedale, ci sono anche le immagini di alcune telecamere di sorveglianza che hanno ripreso il tragitto dalla Vucciria, nella zona della movida dove avevano trascorso la serata, fino al cantiere abbandonato del collettore fognario. Lì sarebbe avvenuto lo stupro.
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L'Associazione "Non una di meno" davanti al tribunale: oggi gli interrogatori per tre dei sette arrestati

Messaggi social tra vendette e richieste del video dello stupro

Prima sono stati diffusi i nomi, poi le foto: i sette indagati per lo stupro di Palermo sono diventati bersaglio di insulti, ma soprattutto di minacce sui social. Tantissimi utenti hanno preso di mira i giovani che sarebbero colpevoli di aver violentato a turno una ragazza il 7 luglio scorso. Come riporta “Il Messaggero”, minacce anche per i parenti, che adesso temono una spedizione punitiva. “Ci penseremo noi a fare giustizia”, si legge tra i tanti commenti segnalati, mentre sui social è partito il tam tam per rendere pubblici gli indirizzi di casa dei sette ragazzi. Ma a far partire il linciaggio social sono stati gli stessi indagati che per primi hanno diffuso l’atroce video della violenza, con frasi del tipo: “Eravamo cento cani sopra una gatta, una cosa così l’avevo vista solo nei video porno”.
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Uno dei sette accusati di violenza sessuale ha confessato ed è uscito di carcere

Subito dopo, poi, i sette sono diventati il bersaglio di migliaia di utenti infuriati. Tra loro, anche volti famosi. Uno su tutti: il cantante Ermal Meta: “Lì in galera, se mai ci andrete, ad ognuno di voi ‘cani’ auguro di finire sotto cento lupi” ha scritto l’artista. La rabbia social con il passare delle ore è aumentata e adesso che sono stati diffusi i nomi dei sette indagati la situazione è ancora più critica. Sempre sui social, la situazione sta degenerando anche da un altro punto di vista. In una chat Telegram i ragazzini chiedono, scalpitando, se sia in rete il video dello stupro avvenuto a Palermo, per rivederlo. Si tratta dell'ennesima prova del problema culturale e sociale che abbiamo nel nostro Paese, una cultura che insegna agli uomini che per avere forza, potere, successo e virilità devono usare le donne, considerate “esseri inferiori”.