
lavoro giovani
L’era dei 'bamboccioni' è finita. Al loro posto, ci sono donne e uomini disposti a tutto pur di essere felici. E se è vero com'è vero che il lavoro nobilita l’uomo - e pure la donna - è altrettanto vero che lo fa solo se rende felici. A rovesciare il paradigma “il lavoro non si rifiuta mai” pare essere stata la pandemia. Smart working e flessibilità sembrano aver, d’un tratto, spalancato gli occhi a intere generazioni di giovani e giovanissimi, consentendo loro di comprendere che lo stipendio, in fin dei conti, non è tutto. La ricerca condotta da Randstad che ha coinvolto 35 mila persone di età compresa tra i 18 e i 67 anni provenienti da 34 diversi Paesi, Italia compresa, non ha lasciato spazio a dubbi: gli under 35 di essere occupati e infelici proprio non ne vogliono sapere.

Se il lavoro impedisce di 'vivere la vita', più di un under 35 su due preferisce lasciarlo
Felicità al primo posto, davanti a carriera e scalate sociali
La tendenza è, in generale, a mettere al primo posto l’appagamento personale, a discapito di carriera e scalate sociali. Ciò vale ancor di più per i giovani tra i 18 e i 35 anni. Il 56% degli intervistati, ovvero più di un giovane su due, non ha fatto difficoltà a confessare che, qualora il lavoro impedisse loro di “vivere la vita”, non ci penserebbero due volte a lasciarlo. Tra i più grandi, nella fascia che va dai 55 ai 67 anni, la percentuale crolla al 38%. I giovani d’oggi non hanno alcuna intenzione di diventare gli adulti rassegnati di domani. E non finisce qua: il 40% dei giovani preferisce essere disoccupato piuttosto che infelicemente occupato. E che non venga letta come una mancanza di ambizione. Gli under 35 hanno le idee chiare in fatto di carriera e sono fermamente convinti che il lavoro sia un tassello fondamentale della loro vita. Ma senza compromessi. La faccenda deve essere win-win, altrimenti non ne vale la pena. A confermare questa tendenza ci sono i numeri relativi alla cosiddetta “Great resignation”, un fenomeno che vede un numero sempre più elevato di lavoratrici e lavoratori presentare le proprie dimissioni nella speranza di trovare un’occupazione più soddisfacente. Il 41% delle ragazze e dei ragazzi con meno di 35 anni hanno lasciato il posto di lavoro proprio per questo motivo.
Il 40% dei giovani preferisce essere disoccupato piuttosto che infelicemente occupato