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Le figuracce a Sanremo: da Morgan e Bugo a Travolta che balla il “Qua qua”

Gaffe, siparietti imbarazzanti, messe in scena ad hoc per far alzare l’audience: l’obiettivo è sempre quello, far parlare del Festival

di GUIDO GUIDI GUERRERA -
8 febbraio 2024
Fiorello insegna il "Ballo del qua qua" a John Travolta

Fiorello insegna il "Ballo del qua qua" a John Travolta

Le ‘topiche’ sanremesi. Sì, le figuracce al festival di Sanremo vantano una loro storia, piuttosto lunga a dire il vero e fanno parte integrante del grande circo mediatico allestito per essere una vetrina straordinariamente efficace appannaggio dei concorrenti in gara e motivo di divertimento, mugugno e critica per milioni di spettatori piazzati davanti al televisore fino ad ore antelucane.

Il ballo del Qua qua di John Travolta

Ultima, ma presumibilmente non la conclusiva, la brutta figura che ha visto protagonisti Fiorello, l’attore statunitense John Travolta e lo stesso Amadeus impegnati in un alquanto naif ‘ballo del qua qua’. Il divo, super ospite della seconda serata all’Ariston, cerca di stare al gioco, ma dalla sua espressione si legge il malcelato disappunto e un imbarazzo talmente forte da tagliarsi con il coltello. Gli viene dato un buffo cappellino da indossare, ma lui lo butta via con la scusa che ”non gli sta”.

Travolta balla con Amadeus
Travolta balla con Amadeus

Il teatrino va avanti ma neppure l’ombra di un sorriso affiora sulle labbra della star americana, che da attore consumato sa che deve andare fino in fondo, e ci va. Quali gli effetti di questa allegra performance? La reazione sconcertata e praticamente unanime del pubblico che da casa, attraverso i social, non ha esitato a lanciare critiche feroci verso chi ha organizzato un siparietto non proprio così edificante.

Certo Travolta non può aver accettato di farsi coinvolgere senza un tornaconto: si parla soprattutto di un milione di euro ricevuto solo per indossare un paio di scarpe griffate, che, guarda caso, non ha tolto in occasione del duetto con Amadeus che invece aveva slacciato le sue. Il cachet percepito per la sua partecipazione a Sanremo resterebbe invece ignoto, anche se sul web gira voce di un compenso di 200 mila euro: cifra ‘irrisoria’ per un professionista come lui abituato a ben altri compensi. Forse Fiorello lo ha intrappolato in una gag alla quale non ha potuto sottrarsi, o forse no.

In realtà chiunque ha potuto notare quanto l’attore di Hollywood fosse a disagio e molto distante emotivamente dal balletto voluto da Fiorello , che insiste a portare avanti modelli di spettacolo che sembrano ormai piuttosto superati.

Figuracce e gaffe a Sanremo

Ma anche così il Festival di Sanremo ha assolto al proprio compito, perché la sua natura è soprattutto questa: far parlare, suscitare polemiche e alzare l’audience. Obiettivo centrato anche questa volta. Così anche le gaffe a Sanremo non finiscono mai, perché sono strumentali alla grande kermesse.

Andando indietro con la memoria non possiamo dimenticare quel lontano 1995, era epica di Pippo Baudo. Un certo Pino Pagano grida di volersi buttare giù dalla balconata dell’Ariston. Baudo, che si dice ignaro di tutto, si allarma e va a soccorrerlo, convincendolo a desistere. Si scoprirà presto che si trattava della messa in scena di un figurante pagato per la ‘recita’ 20 milioni di lire.

Pino Pagano e Pippo Baudo
Pino Pagano e Pippo Baudo

Nel 2010 sarà l’orchestra dell’Ariston a dare spettacolo gettando in aria gli spartiti in segno di protesta per l’esclusione di Malika Ayane. Il 2018 verrà invece ricordato per il premio ‘fantasma’ conferito a Ornella Vanoni da Caludio Baglioni. La cantante sorride e accetta, però con tono perplesso non può fare a meno di chiedere: “Che razza di premio mi state dando?’”.

Ma il momento topico si raggiunge quando nel 2020 Morgan e Bugo litigano sul palco suscitando sconcerto e polemiche a non finire, con Marco Castoldi che, rimasto solo a cantare, riproporrà il testo rimaneggiato in cui si sottolinea “Le brutte intenzioni, la maleducazione, la tua brutta figura di ieri sera”, in aspro contrasto con il suo ex partner canoro.

Solo, forse, pochi esempi questi, perché è quasi sicuro che ne potrebbero saltare fuori tantissimi altri, per raccontare della più importante gara canora nazionale che fa, tutto sommato, anche dell’ineleganza la sua cifra vincente.

Un modello popolare capace di stimolare ogni genere di reazione del pubblico televisivo, subito impegnato a riempire il cyberspazio di opinioni e commenti senza limiti. E gli organizzatori questo lo sanno bene, come sanno che le figuracce, le gaffe, sono il sale di una manifestazione che rischierebbe di sembrare tutto sommato soporifera se non fosse proprio per lo stridere di un fatto qualsiasi, come il gesso sulla lavagna.

Che disturba, ma al contempo desta e tiene viva con effetto immediato l’ attenzione.