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Fiorella Mannoia a Sanremo "con l'orgoglio di essere donna"

La cantante, da sempre impegnata nelle battaglie per i diritti femminili e contro le discriminazioni, è in gara all'Ariston con "Mariposa"

di BARBARA BERTI -
6 febbraio 2024
FIORELLA MANNOIA, 'A SANREMO CON L'ORGOGLIO DI ESSERE DONNA'

FIORELLA MANNOIA, 'A SANREMO CON L'ORGOGLIO DI ESSERE DONNA'

A Sanremo 2024 l’orgoglio femminile firmato Fiorella Mannoia. La 74esima edizione del festival della canzone italiana, in programma dal 6 al 10 febbraio al Teatro Ariston, con la conduzione e direzione artistica di Amadeus, vede in gara 30 artisti: tra questi c’è anche la cantautrice romana, che quest’anno festeggia cifra tonda e ad aprile spegne 70 candeline. L’artista ha già calcato il prestigioso palco sanremese cinque volte, sfiorando la vittoria nel 2017 con il brano "Che sia benedetta" (scritto da Amara). Ora è in gara con "Mariposa", brano scritto insieme al marito Carlo Di Francesco (che firma anche le musiche con Federica Abbate e Mattia Cerri) e a Cheope.
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La cantante romana è alla sua quinta partecipazione al Festival

Un manifesto che sottolinea l’orgoglio di essere donne senza cadere nel vittimismo, una canzone impegnata ma anche ritmata con un ritornello subito da intonare. Un pezzo con cui l’artista, nota per il suo impegno sociale e a lotta per i diritti delle donne, sicuramente non passerà inosservata. Per la verità è già finita sotto i riflettori.

Caffè per tutti alle prove di Sanremo

Parentesi di divertimento e risate tra gli orchestrali a causa di un piccolo incidente tecnico, o meglio dimenticanza, che ha riguardato le prove generali di Fiorella Mannoia. La cantante, infatti, si è presentata sul palco dell’Ariston per provare, a porte rigorosamente chiuse, ma qualcosa è andato storto: non ha indossato le cuffie. La stessa Mannoia racconta l’accaduto in un divertente video pubblicato su Instagram.
 
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"L’artista paga", scherza il marito, inquadrato all’inizio del filmato. La cantante è al bancone del bar dell’Ariston e spiega il siparietto avvenuto sul palco: "Mi chiedono: 'Fiorella, hai sentito?’, e io: 'Non sento niente, sento solo fuori’ E grazie, non mi ero messa le cuffie!”. Un errore da principiante a cui il marito, per rimediare, la invita a pagare pegno, non solo metaforicamente. A quel punto, lei mette mano al portafoglio e decide di pagare 60 caffè per tutta l’orchestra. E chiude il video con grande ironia, dicendo al marito: “Tu te lo paghi da solo”.

"Mariposa", il manifesto dell’orgoglio femminile

"Un inno al femminile che racconta quello che siamo state, che siamo e che saremo". Così Fiorella Mannoia definisce "Mariposa", la canzone con cui è in gara a Sanremo 2024: un inno alla libertà, ma anche un omaggio all’essere femminile. Nella melodia sfila un caleidoscopio multicolore e multiforme di donne, come immagini che danzano riflesse in una lanterna magica. La prima immagine è senza dubbio la più incisiva: la strega sul rogo che rimanda all’archetipo, purtroppo ancora attuale, della donna-strega perseguitata. L’artista, quindi, anche al festival porta messaggi importanti, come pure quello contro la violenza di genere che fa capolino in "Mariposa", con il verso che cita Una nessuna centomila, l'evento e la Fondazione - di cui Mannoia è presidente - per la raccolta di fondi per i centri antiviolenza.
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"Mariposa" può essere considerata una sorta di evoluzione di "Quello che le donne non dicono"

“Il riferimento ai concerti del 4 e 5 maggio a Verona non poteva mancare: è un impegno che ormai fa parte della mia vita" racconta. La canzone sanremese, come spiegato da Mannoia, ha preso spunto dalla visione della serie tv "Il grido delle farfalle", storia delle tre sorelle dominicane Mirabal, attiviste che si battevano contro la dittatura e per questo trucidate il 25 novembre 1960, proclamata poi Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. “Il ritmo del brano è gioioso, un mix di sound latini e pop, ma il contenuto è importante. Si parte della strega in cima al rogo per arrivare alle tante sfaccettature di ciascuna di noi” racconta ancora. A 36 anni da "Quello che le donne non dicono" (brano con cui ha partecipato al suo primo Festival, classificandosi all’ottavo posto), "Mariposa" può essere considerata una sorta di evoluzione. “Lì cantavo ‘Ti diremo ancora un altro sì’, oggi nei miei concerti sostituisco quel sì, con forse. Perché gli uomini devono imparare che un no detto da una donna è un no. È un cambio culturale e di mentalità che dobbiamo fare tutti insieme" le parole della cantante.