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Golf, senza Tiger Woods nessun giocatore nero agli Us Open

Nonostante l'ascesa del campione questo sport non è riuscito a cambiare marcia quanto a inclusione delle minoranze. Perpall: "È un riflesso delle scelte fatte in passato"

di EDOARDO MARTINI -
16 giugno 2023
La superstar del golf, Tiger Woods (Instagram)

La superstar del golf, Tiger Woods (Instagram)

Tiger Woods non ci sarà, ancora in ripresa dopo un intervento chirurgico alla caviglia, e così nessun giocatore nero parteciperà al terzo torneo major della stagione golfistica, gli US Open, giunti alla 123^ edizione. La competizione, iniziata il 15 giugno, si svolge a Los Angeles, in California, e prosegue fino a domenica 18 giugno. C'è quindi da chiedersi a cosa sia dovuto il fallimento quanto a diversità di partecipanti nei campi di gioco, visto che evidentemente non si è riusciti a sfruttare l'ascesa della superstar per rivoluzionare questo sport in tema di inclusione.
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Nessun giocatore nero parteciperà all'Us Open, vista l'assenza del campionissimo Tiger Woods (Instagram)

"Quello che sta accadendo è un riflesso delle scelte passate"

Nel 1997 Woods ha alimentato i sogni di grandi e piccini diventando il primo giocatore nero a vincere i Masters. Oggi, più di 26 anni dopo, si contano 156 giocatori iscritti al torneo ma nessuno di questi è nero. Mike Whan, Ceo dell'associazione nazionale statunitense dei campi da golf (Usga), ha riconosciuto la grande occasione persa per attirare altre persone nere verso questo sport: "Mi sento come se tutti avessimo visto passare il grande talento di Tiger Woods e poi quando se n'è andato, in realtà lo ha fatto senza che potessimo fare nulla". Anche Fred Perpall, che a febbraio è stato eletto primo presidente nero dell'Usga, è intervenuto sull'argomento dichiarando: "Penso che quello che sta accadendo nel golf d'élite sia un riflesso delle scelte che abbiamo fatto in passato".
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Fred Perpall, primo presidente nero dell'Usga (Instagram)

Come ha fatto il golf a fallire dopo l'ascesa di Woods?

Negli ultimi dieci anni, Kenneth Bentley ha fatto parte del consiglio di amministrazione della fondazione di Tiger Woods. Anche lui si dice profondamente dispiaciuto per l'occasione mancata: "Quando Tiger ha vinto il Masters nel '97, non c'era alcuna base per dire: 'Ok, possiamo integrare il golf'". E ancora: "E non sono sicuro che nel '97 fossimo pronti per l'ingresso di giocatori afroamericani". Nel 2010 però arriva la svolta. Bentley decide di fondare l'Advocates Professional Golf Association (Apga), una nuova struttura per aiutare i membri delle minoranze a diventare professionisti. È quello che sarebbe dovuto accadere in questo sport in precedenza: fornire l'accesso alle attrezzature di alto livello, alla preparazione e alle opportunità. Quest'anno, ad esempio, l'Apga ospiterà 18 tornei con un premio in denaro pari ad 1 milione di dollari. "Mi sento frustrato perché mi piacerebbe che queste cose accadessero più velocemente, ma alla fine sono contento quando vedo i giocatori felici. Certamente ci sono persone là fuori che cercano di cambiare le dinamiche di questa disciplina. Ma penso che ci si stia muovendo più lentamente di quanto si pensasse".

Il programma di sviluppo nazionale

A febbraio, l'Usga ha lanciato un programma di sviluppo nazionale, voluto fortemente dal suo CEO che ha ribadito di concedere sovvenzioni pari a 40 milioni di dollari. Ma anche qui sono sorti molti dubbi. In primis ci ha pensato Bentley che si è chiesto quanto quel denaro sarà utilizzato veramente per aiutare i golfisti di minoranza.
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Kenneth Bentley insieme a Woods durante una partita (Instagram)

Risposta di Whan che non si è fatta mancare: "Oggi possiamo fare davvero qualcosa per queste minoranze. Ci assicureremo che i bambini di talento, indipendentemente dal loro aspetto o da dove vengano o da quanto siano ricchi i loro genitori negli Stati Uniti, abbiano la possibilità sviluppare il loro talento". "Ogni altro paese al mondo ha un programma nazionale per promuovere e far crescere i giovani. Da quest'anno lo avremo anche noi".

Cosa fare ancora?

Lanciare un programma di sviluppo nazionale ed eleggere un presidente nero dell'USGA non per forza è garanzia di portare verso questo sport altri giocatori neri. Proprio Perpall, che ha un mandato di tre anni, ha condiviso alcune riflessioni sulla questione: "Mi piacerebbe che fosse una scorciatoia, così potremmo semplicemente usare la bacchetta magica". "Penso che quello che stiamo facendo con il Team Usa, attraverso il programma di sviluppo, e investendo maggiormente in inclusione e in accessibilità, possa cambiare questa traiettoria". Appuntamento quindi rimandato ad Atlanta, il 24 agosto, quando inizierà il Tour Championship per vedere se davvero questa tendenza sarà stata invertita.