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Tredici atleti paralimpici entrano in polizia

Tra questi anche la pluricampionessa Bebe Vio: "Emozione unica". Vittorio Pisani: "Sono un esempio per tutti, ci insegnano a dare sempre qualcosa in più!"

di EDOARDO MARTINI -
12 luglio 2023
I 13 atleti paralimpici che hanno prestato giuramento per entrare in polizia (Instagram)

I 13 atleti paralimpici che hanno prestato giuramento per entrare in polizia (Instagram)

"Lo giuro". Sono queste le due parole che martedì mattina sono state pronunciate da tredici atleti paralimpici per la prima volta nella storia. Nella sede del Comitato paralimpico italiano, infatti, sette uomini e sei donne hanno prestato giuramento al corpo della Polizia di Stato davanti al numero uno del Cip, Luca Pancalli, e al capo della polizia, Vittorio Pisani.
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Tra gli atleti presenti anche la pluricampionessa Bebe Vio che ha dichiarato: "E' stata un'emozione unica" (Instagram)

Bebe Vio e gli altri atleti paralimpici

"È un'emozione fortissima sapere di essere parte di questa grande famiglia" ha commentato la pluricampionessa Bebe Vio. E ha aggiunto: "Gridare 'lo giuro' tutti insieme è stato molto bello. Pancalli ha voluto a tutti i costi questa cosa e noi siamo stati i primi a far parte di questo mondo. Non è solo un cambiamento nelle nostre vite, che siamo trattati come atleti olimpici, ma un cambiamento a livello sociale e culturale". Così gli atleti assumeranno un ruolo tecnico-scientifico nella Polizia di Stato assunti, a tempo indeterminato, come agenti tecnici. Con il loro ingresso viene infatti costituita, nella pianta organica del corpo, la nuova sezione paralimpica delle Fiamme Oro. E se Bebe Vio rappresenta la stella dei tredici atleti paralimpici che hanno prestato giuramento, con la schermitrice c'erano anche Vincenza Petrilli, Jacopo Luchini, René De Silvestro, Monica Boggioni, Carlotta Gilli, Giulia Ghiretti, Antonio Fantin, Stefano Raimondi, Simone Barlaam, Andreea Mogos, Edoardo Giordan ed Emanuele Lambertini.
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Il momento del giuramento al corpo della Polizia di Stato (Instagram)

"Questo giuramento è un risultato storico per il paese"

Nel suo discorso, Pisani, oltre a ribadire che queste persone " possono insegnarci tanto" ha messo in evidenza come la presenza degli atleti paralimpici in Polizia "sarà d'esempio per tutti perché ci darà la forza di fare sempre qualcosa di più". Il capo della polizia ha anche sottolineato come nello sport poi non contino solo medaglie, ma anche l'esempio di vite straordinarie che gli atleti pralimpici dimostrano definendoli un "esempio di coraggio e forza d'animo". Da qui riparte anche Pancalli che non vede il mondo dello sport paralimpico come un mero "contenitore di medaglie", ma qualcosa di più. "Vogliamo essere un pezzo di politiche pubbliche del Paese", ha spiegato il numero uno del Cip. Il giuramento di oggi poi lo inquadra come un "risultato storico per il Paese e non solo per gli atleti" perché "è un tassello a quella silenziosa rivoluzione culturale che il comitato paralimpico sta portando avanti da anni. E di questo sono orgoglioso".
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Il capo della polizia, Vittorio Pisani, mentre si congratula con alcuni atleti (Instagram)

Chi sono i 13 atleti che hanno prestato giuramento

Ma torniamo ai 13 atleti che da adesso in poi verranno visti anche come agenti tecnici. Oltre alla pluricampionessa Bebe Vio di cui sappiamo praticamente tutto, troviamo la calabrese Vincenza, 33 anni il prossimo agosto che sette anni fa ha perso la funzionalità delle gambe dopo un terribile incidente stradale. Ma non per questo ho mollato. Anzi, si è fatta coraggio e ha trovato nel tiro con l'arco lo stimolo per affrontare le sfide della vita, portando a casa finora per i colori azzurri un argento alle Paralimpiadi di Tokyo e una doppietta d'oro lo scorso anno ai mondiali di Dubai e agli Europei di Nottingham. Ci sono poi nuotatori eccellenti, come Simone, Stefano o Carlotta, che hanno risposto con l'impegno in vasca al destino delle malattie congenite riscontrate dai medici quando erano bambini. O come lo schermidore Edoardo, romano classe 1993, che a vent'anni ha subito, a causa di una malattia erroneamente diagnosticata, l'amputazione della gamba destra. E siccome era appassionato di sport (per nove anni ha praticato nuoto e per altri sei ha giocato a calcio), anche dopo l'amputazione, con forza e determinazione si è dedicato alla scherma, specialità spada e sciabola, conquistando un oro di squadra agli Europei di Varsavia e un altro individuale in coppa del mondo a Nimes, oltre a due bronzi. O ancora come Andreaa, 35enne nata in Romania, appassionatasi al fioretto dopo un grave incidente che le ha compromesso l'uso degli arti inferiori e vincitrice sinora di tre argenti e due bronzi.