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Prende il via oggi, lunedì 2 maggio, il Centro Antidiscriminazione “Mariasilvia Spolato”, in via Boccaccio 80 a Padova. Si tratta dal primo centro dedicato alla protezione, l'aiuto e il sostegno a persone Lgbt+ vittime di discriminazioni, maltrattamenti, violenze e abusi, con accesso diretto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18. Realizzato dal Comune veneto grazie ai finanziamenti dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar), in collaborazione con le associazioni Arcigay Tralaltro Padova Aps, Sat Pink Aps e Boramosa Aps, è intitolato a Mariasilvia Spolato, figura di spicco nella comunità Lgbtq+ non solo locale ma anche nazionale. Fu infatti proprio la padovana la prima donna in Italia a fare un coming out pubblico come lesbica.
Mariasilvioa Spolato, classe 1935, è stata un'attivista per i diritti Lgbtq+ italiana tra le pioniere del movimento per i diritti delle persone omosessuali, ma soprattutto la prima donna nel nostro paese ad aver dichiarato pubblicamente la propria omosessualità. Motivo per il quale è stata a lungo discriminata e perseguitata, dimenticata anche nella memoria di molti ma non di tutti. Laureata a pieni voti in scienze matematiche nella sua Padova, è stata docente universitaria e autrice di manuali per gli studenti. Partecipò al Sessantotto italiano e nel 1971 fu fra le fondatrici del Fronte di Liberazione Omossesuale (Flo), partendo dall’idea che le lesbiche dovessero liberarsi dalla “doppia oppressione” che subivano in quanto donne e omosessuali. Il movimento confluì poi nel "Fuori" (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano) di cui Mariasilvia, insieme a ad Angelo Pezzana, fondò l’omonima rivista, portavoce dell’organizzazione. Durante la manifestazione femminista dell'8 marzo a Roma nel 1972 si dichiarò pubblicamente lesbica. Il mese successivo fece parte della “Stonewall italiana”, ovvero la manifestazione di protesta per il primo Congresso internazionale di Sessuologia del CIS (Centro Italiano di Sessuologia) che come tema aveva i “Comportamenti devianti della sessualità umana” e che si svolse al Casinò di Sanremo. A causa del suo attivismo Lgbtq+ e della pubblicazione di libri sul tema perse il lavoro, perché il Ministero dell'Istruzione la licenziò con la motivazione di essere "indegna" all'insegnamento. Per via del suo orientamento sessuale venne allontanata dalla sua famiglia e senza fissa dimora vagò per varie città italiane. In seguito a una grave infezione a una gamba venne ricoverata in un ospedale di Bolzano e successivamente accolta nella casa di riposo Villa Armonia, dove visse gli ultimi anni di vita, fino alla morte nel 2018, a 83 anni.

Il Centro Antidiscriminazione "Mariasilvia Spolato" di Padova
I servizi offerti
Tra i vari servizi offerti da sottolineare quello dedicato al supporto socio-legale per le persone Lgbtq+ migranti, in cui vengono garantiti prima accoglienza, segretariato sociale e orientamento ai servizi territoriali, oltre poi a incontri sociali interculturali che hanno l'obiettivo di creare aggregazione tra queste persone e la cittadinanza e un confronto tra pari. Allo stesso tempo il Centro vuole fornire un aiuto nella ricerca di una casa per tutte le persone che rischiano di subire o hanno subito discriminazioni nel trovare un alloggio. Al centro del lavoro degli operatori c'è il supporto psicoclinico e psicoterapeutico per le vittime di discriminazioni e di violenze, episodi che possono creare stress e sofferenze importanti e che richiedono tutto l'aiuto possibile con l’obiettivo di un maggior benessere individuale e sociale.Chi era Mariasilvia Spolato

Spolato, che venne perseguitata e discriminata per il suo attivismo e le sue posizioni in tema Lgbtq+, è scomparsa nel 2018 a Bolzano, dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita

I soci fondatori e coordinatori del Centro Antidiscriminazione di Padova, in rappresentanza di Arcigay Tralaltro Padova Aps, Sat Pink Aps e Boramosa Aps