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Texas, giudice vieta la pillola abortiva. Medici in rivolta

Matthew Kacsmaryk ha sospeso l'autorizzazione all'utilizzo del mifepristone approvata dalla FDA. Il dipartimento di Giustizia annuncia ricorso

di MARIANNA GRAZI -
9 aprile 2023
Usa Texas stop pillola abortiva

Usa Texas stop pillola abortiva

In Texas stop alla pillola abortiva: a stabilirlo un giudice statale, che ha deciso di sospendere l'approvazione da parte della Fda del farmaco, vietandola virtualmente in tutto il Paese. L'entrata in vigore della sua decisione è rinviata di sette giorni, per consentire al governo federale di presentare appello. La mossa del Lone Star State segue di poche settimane quella del Wyoming, primo Stato a vietare la prescrizione e l'utilizzo del medicinale. E si inserisce in una più generale linea dura del governo texano contro la pratica. L'aborto farmacologico, che costituisce ormai la scelta principale e maggioritaria di chi vuole interrompere la gravidanza negli Stati Uniti, è diventato il nuovo bersaglio dei movimenti pro-vita, dopo il ribaltamento della storica sentenza Roe v. Wade che risale all'estate scorsa.

Il ricorso del Dipartimento di Giustizia

La mossa del giudice conservatore Matthew Kacsmaryk in Texas, però, ha immediatamente scatenato le reazioni dei favorevoli all'aborto. A partire dal dipartimento di Giustizia americano, che ha annunciato che presenterà ricorso contro la sospensione dell'autorizzazione del mifepristone, pillola utilizzata per gli aborti farmacologici. Il governo "è fortemente in disaccordo con la decisione", ha detto il ministro Merrick Garland. "Farà appello e nel frattempo chiederà una sospensiva", aggiunge denunciando una decisione che "contrasta il giudizio degli esperti della Food and Drug Administration (Fda), secondo cui il mifepristone è sicuro ed efficace".

Planned Parenthood, una delle principali organizzazioni a favore del diritto all'aborto degli Usa, si scaglia contro la sentenza in Texas

Planned Parenthood, uno dei maggiori gruppi a sostegno dei diritti riproduttivi e pro-aborto degli Stati Uniti, ha definito "profondamente dannosa" una sentenza del tribunale che blocca la distribuzione di farmaco per l'interruzione volontaria di gravidanza. "La decisione odierna del giudice in Texas, che blocca l'approvazione del mifepristone da parte della Food and Drug Administration, è un oltraggio e mira a limitare ulteriormente l'aborto a livello nazionale", ha dichiarato Alexis McGill Johnson, presidente e amministratore delegato di Planned Parenthood Federation of America.

Biden: "Ulteriore passo verso il divieto totale di aborto"

Anche il presidente Usa, Joe Biden, si scaglia contro la sentenza in Texas che sospende il via libera all'utilizzo della pillola abortiva, definendola "un ulteriore grande passo verso il divieto nazionale dell'aborto" e affermando che intende contrastarlo. In una dichiarazione il presidente ha dichiarato: "Oggi un singolo giudice distrettuale federale del Texas ha stabilito che un farmaco su prescrizione, disponibile da oltre 22 anni, approvato dalla FDA e utilizzato in modo sicuro ed efficace da milioni di donne, qui e in tutto il mondo mondo, non dovrebbe più essere approvato negli Stati Uniti". "Questo giudice", ha aggiunto, "in questo caso ha sostituito il suo giudizio alla FDA, l'agenzia competente che approva i farmaci. Se questa sentenza dovesse essere confermata, allora non ci sarebbe virtualmente alcuna prescrizione approvata dalla FDA al sicuro da questo tipo di attacchi politici e ideologici". La sentenza, per il presidente, è "un altro passo senza precedenti nella revoca delle libertà fondamentali delle donne e mettere a rischio la loro salute", che "non riguarda solo le donne in Texas: se così fosse, impedirebbe alle donne di ogni Stato di accedere ai farmaci, indipendentemente dal fatto che l'aborto sia legale o meno in esso". "Un precedente pericoloso", gli ha fatto eco Kamala Harris, mentre scendevano in campo tutti i principali big del partito, dalla senatrice Elizabeth Warren alla pasionaria Alexandria Ocasio-Cortez.

La protesta dei medici americani

Medici americani in rivolta per la decisione del tribunale distrettuale federale del Texas, che "minaccia di impedire l'accesso a un farmaco sicuro ed efficace", il mifepristone, usato per l'aborto farmacologico, "che è stato utilizzato da milioni di persone per più di 20 anni". Jack Resneck Jr., presidente dell'American Medical Association (Ama), definisce la sentenza emessa venerdì 7 aprile una pronuncia "contro la scienza". "Il disprezzo della corte per fatti scientifici ben consolidati, a favore di accuse speculative e asserzioni ideologiche, causerà danni ai nostri pazienti e minerà la salute della nazione", è la dura presa di posizione affidata a una nota.

I camici bianchi Usa si scagliano contro la sentenza del Texas che sospende l'autorizzazione della FDA alla pillola abortiva

"Rifiutando fatti medici, il tribunale si è intromesso ed è intervenuto nelle decisioni che spettano ai pazienti e ai medici". Tutto questo, prosegue "mina anche decisioni informate, erode la fiducia nelle istituzioni, esacerba le divisioni sociali e mette a rischio la salute individuale e collettiva". Ma il presidente dell'associazione medica statunitense guarda anche oltre e sottolinea un ulteriore problema che si pone ora: "Questa decisione introduce il pericolo - straordinario e senza precedenti - che i tribunali ribaltino le decisioni normative sui farmaci di lunga data della Food and Drug Administration (Fda)". "Ciò va contro il processo scientifico stabilito che porta a tali decisioni e mette altri farmaci a rischio di essere soggetti a tentativi simili - prosegue Resneck Jr. - Sostituire le opinioni dei singoli giudici e tribunali all'ampia revisione scientifica basata sull'evidenza dell'efficacia e della sicurezza attraverso processi consolidati della Fda è sconsiderato e pericoloso. Abbiamo anche assistito agli sforzi dei legislatori statali per limitare l'accesso a questo farmaco: riteniamo che le normative della Fda dovrebbero sostituire la legge statale per evitare un mosaico di regole". Parole di "condanna" al tentativo di stoppare l'uso della pillola RU486 arrivano anche da ginecologi e ostetrici dell'Acog, American College of Obstetricians and Gynecologists, per voce della presidente Iffath Abbasi Hoskins e della Ceo dell'associazione, Maureen G. Phipps: "Ribaltare l'approvazione della Fda per il mifepristone è un grave passo avanti legale", evidenziano in una nota. "La decisione tradisce il pregiudizio che ha informato la sua retorica, deliberatamente ignora decenni di dati scientifici basati sull'evidenza ed evita un linguaggio clinicamente appropriato sul mifepristone, un farmaco critico utilizzato sia per l'aborto che per la gestione dell'aborto".