Usa, un giudice blocca il divieto di aborto in Louisiana. Primo stop alle "Trigger law"

di EDOARDO MARTINI -
28 giugno 2022
Proteste in Usa

Proteste in Usa

Se i nove supremi giudici statunitensi avevano autorizzato i singoli Stati americani ad introdurre leggi che vietano l'aborto, c'è un altro giudice, in Lousiana, che ha bloccato l’applicazione automatica del divieto dell’aborto in tutto lo Stato, in seguito proprio alla sentenza della Corte Suprema Usa sul noto precedente della Roe v. Wade.

Le manifestazioni invadono le strade americane

La lunga battaglia sulla questione dell'aborto

In Louisiana, come in Kentucky e South Dakota, il divieto di aborto era entrato in vigore subito dopo la sentenza del massimo tribunale. E quello governato dal democratico John Bel Edwards è uno 13 stati che hanno adottato cosiddette trigger law, 'leggi grilletto', pronte ad essere immediatamente valide al momento della decisione della Corte Suprema, che – come ben sappiamo – ha cancellato la protezione costituzionale del diritto delle donne all’interruzione della gravidanza negli Stati Uniti. Le legge della Louisiana non concepisce eccezioni neppure per stupro e incesto. Un’udienza sulla vicenda è stata convocata dal magistrato, Robin Giarrusso, per l’8 luglio. Almeno fino a quella data, il diritto d’aborto sarà preservato nello stato, nelle tre cliniche che oggi offrono la procedura. La decisione del tribunale è arrivata in risposta a un ricorso di cliniche e associazioni per l’assistenza alle donne, che hanno sostenuto come la legislazione della Louisiana violi la costituzione statale e sia stata formulata in maniera troppo vaga per essere applicata senza confusione e ambiguità. Negli stati meridionali e centrali del Paese, i servizi per l’aborto erano ormai già ridotti ai minimi, così da colpire anzitutto ceti disagiati e donne di colore. La Corte Suprema federale, o meglio la sua maggioranza oggi ultra-conservatrice, ha affermato la scorsa settimana che l’aborto non è un diritto iscritto nella Costituzione, né nella tradizione e storia del Paese, spianando la strada a messe al bando locali. I critici della sentenza hanno invece sostenuto che fa parte dei diritti fondamentali di scelta e libertà delle donne. Lo storico caso Roe v. Wade, adesso ribaltato dalla Corte Suprema, aveva stabilito quel diritto costituzionale nel 1973, un diritto riaffermato nella sostanza da successive decisioni fino a oggi.

Le proteste per il diritto all'aborto in Louisiana

La situazione in Florida, Ohio, California e le preoccupazioni per le future battaglie civili

Dopo la sentenza di venerdì scorso della Corte Suprema in tutti gli Stati Uniti sono cominciate le proteste. Come dimostra il caso della Louisiana, la battaglia ora si è trasferita a livello dei singoli stati. In Florida una corte sta prendendo in esame una simile richiesta di stop a un divieto che scatterebbe dopo 15 settimane di gravidanza. Denunce sono partite anche in Utah, dove una norma minaccia fino a 15 anni di reclusione, e in Ohio, dove il divieto scatta dopo appena sei settimane. La California, nel frattempo, ha proposto un referendum per inserire il diritto d’aborto nella sua Costituzione statale. Numerose associazioni dei diritti civili temono inoltre che la Corte Suprema si spingerà sempre più in là nell’erodere diritti e conquiste sociali e si preparano anche ad ulteriori battaglie. Dal diritto alla contraccezione al matrimonio gay, fino alla regolamentazione del business, a misure di affirmative action nell'istruzione per combattere il retaggio della discriminazione razziale fino alla difesa del diritto di voto. La Corte ha già accettato casi su alcune di queste tematiche scottanti per il prossimo anno giudiziario che inizierà in autunno.