Qualità della vita: quanto le classifiche rispecchiano la realtà?

Si vive meglio a Milano o a Roma? Ad Aosta o a Napoli? Cosa ha più valore sulla qualità della vita? Sicurezza, offerta culturale, lavoro o accessibilità economica?

di LISA GIORNI -
6 dicembre 2023
Novanta indicatori, un solo vincitore. Questa la classifica del Sole 24 Ore, che elegge la provincia italiana con la più alta qualità della vita. Fotografia realista dell'Italia di oggi che lascia un po' di amaro in bocca. Dalla sicurezza alle politiche per l'ambiente, passando per il tasso di occupazione, le più svariate categorie ci portano a rispondere alla domanda più scottante, qual é la città italiana dove si vive meglio?

La top ten

Capolista della classifica sulla qualità della vita nel bel Paese è Udine. Vittoria inattesa, perché la provincia si era piazzata nelle prime posizioni soltanto tre volte negli ultimi 34 anni. Il territorio friulano si distingue (4° posto) nella categoria "Giustizia e sicurezza" per la limitata frequenza di incendi, delitti informatici e furti di auto; eccelle anche per la bassa incidenza di famiglie con Isee sotto i 7mila euro e di imprese in fallimento, si aggiudica l'oro per il numero di palestre, piscine e centri per il benessere fisico.
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Il castello di Udine

Più attesa, ma sicuramente non meno meritata la medaglia d'argento per Bologna, vincitrice dell’edizione 2022, che si aggiudica il primo posto nella categoria "Demografia, salute e società" per gli alti livelli di istruzione. Il bronzo invece va a Trento, che ottiene il primato nell'indice di sportività e di ecosistema urbano. Per un soffio manca il podio Aosta, che arriva quarta. Si confermano nella top ten anche Milano, all'ottavo posto, come lo scorso anno. Firenze invece dopo aver occupato il terzo posto nel 2022, quest’anno è sesta. Il capoluogo toscano scende in classifica a causa dei dati relativi alle denunce di furti e rapine, dagli alti canoni di locazione, e da alcuni nuovi parametri inseriti in quest'edizione, come il consumo di farmaci contro l’obesità. Tra le prime dieci anche Monza e Brianza che conquista il primo posto nella categoria "Ricchezza e consumi". Chiude la classifica dei migliori, Verona con il suo decimo posto.

Gli ultimi classificati

Tutte le classifiche hanno vincitori e vinti. Nelle ultime posizioni, purtroppo in linea con le passate edizioni, troviamo le città del sud, con l'unica eccezione di Cagliari che arriva 23esima. Fanalino di coda Foggia che si piazza all'ultimo posto come nel 2011 e nel 2002. Voti bassi non solo nelle pagelle delle città meridionali, infatti nelle ultime 40 posizioni troviamo ben nove province del Centro e del Nord: Latina (87ª), Imperia (81ª), Frosinone (80ª), Alessandria (70ª) e Rovigo (68ª), Grosseto (74ª), Viterbo (75ª), Rieti (73ª) e Massa Carrara (72ª). Tra le ultime cinque classificate arrivano anche Siracusa (104ª)  a causa del parametro sulla speranza di vita, dalle imprese in fallimento e dal gender pay gap, e Napoli (105ª) che nonostante il trionfo nell'ultima stagione calcistica che ha ravvivato il turismo locale, è stata penalizzata dalla criminalità e dagli scarsi dati occupazionali.

Il flop delle grandi città

Mentre Bologna, Firenze e Triste stringono i denti e mantengono i loro posti nella top ten. Si può parlare di flop per altre ambite città italiane: Roma è 35ª, seguita da Torino (36ª) e Genova (47ª). Milano, capitale finanziaria italiana, che ha riconfermato il suo ottavo posto nella classifica, interessata negli ultimi anni da un esodo di giovani che si trasferiscono lì in cerca di fortuna, seppur conferma il suo primato nella categoria affari e lavoro, si classifica al 107esimo posto nell'indice giustizia e sicurezza, a causa dell'alto tasso di criminalità. Altro tasto dolente, molto discusso, quello del caro affitti nella città milanese. Avversaria per eccellenza di Milano è sicuramente Roma, in una sfida tra modernità e storia, il capoluogo lombardo supera l'avversaria in 62 parametri. La capitale pur aggiudicandosi il sesto posto nell'indicatore affari e lavoro e aver sfiorato il podio con il suo quarto posto nell'indice cultura e tempo libero. Scivola giù nella classifica al 104esimo posto nel parametro di giustizia e sicurezza. Anche Torino che ottiene il decimo posto nel parametro dedicato alle imprese, si piazza al 96esimo posto per la delinquenza. Le grandi città quindi si aggiudicano il primato per gli episodi criminali? Così pare, e la cronaca purtroppo lo conferma giornalmente. Le possibilità lavorative sono sicuramente maggiori ma la strada per raggiungere una migliore qualità della vita è ancora lunga.

Dove vivono meglio le donne

Tra i 12 parametri considerati per valutare la qualità della vita delle donne nelle province italiane ci sono: amministratori donne, occupazione, speranza di vita, stem, violenze, sport. Udine, vincitore di quest'edizione, conquista il primo posto in questo indice, mentre Foggia, che si è classificata ultima, si posiziona al 99esimo. Le due province sono soltanto due esempi, ma offrono uno spaccato piuttosto veritiero della realtà. Ennesimo gap tra nord e sud, con le città centro-settentrionali (Lecco, Prato, Modena, Siena, Firenze, Arezzo, Padova) che si aggiudicano i primi posti e quelle meridionali che si ritrovano ultime in classifica (Vibo Valentia, Crotone, Caserta, Caltanissetta, Cosenza, Siracusa).
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Donne che lavorano

Il solito divario Nord/Sud

Risultato scontato quello della classifica del Sole 24 Ore? Forse si, infatti per l'ennesima volta il nord batte il sud. La prima provincia meridionale che troviamo in alto nella graduatoria del giornale è Cagliari, al 22esimo posto. Se risaliamo al contrario, invece, la provincia settentrionale che troviamo in fondo alla classifica è Imperia, all'81esimo posto. Un trend destinato purtroppo a rimanere immutato per una serie di dinamiche e circostanze che sigillano le città del sud agli ultimi posti: senza lavoro i giovani vanno via e senza giovani le città invecchiano, non si investe e non si genera nuovo lavoro. Un cane che si morde la coda. Le città settentrionali sono sicuramente avvantaggiate dalle possibilità lavorative, appunto. Nella top 10 troviamo quasi tutte province del nord o del centro (Milano, Trieste, Bologna, Monza Brianza, Roma, Prato, Bolzano, Firenze e Torino). Unica eccezione il quinto Posto di Cagliari. Negli ultimi 10 posti, invece, troviamo quasi tutte città del sud (Caltanissetta, Siracusa, Taranto, Foggia, Agrigento, Cosenza, Trapani, Messina, Reggio Calabria) in controtendenza al 98esimo e 99esimo posto: Massa Carrara e Chieti. Un indice che invece non conosce distinzione tra nord e sud, purtroppo per demerito, è sicuramente quello della giustizia e sicurezza, infatti nelle ultime 10 posizioni troviamo: Milano, Napoli, Rimini, Roma, Foggia, Firenze, Bologna, Imperia, Grosseto, Livorno.

Milano batte Roma

Insolito derby quello tra Roma e Milano, in una sfida tra modernità e storia, il capoluogo lombardo supera la capitale in 62 parametri. Uno sguardo alle categorie che forse più saltano all'occhio. Il capoluogo laziale si posiziona al 104esimo posto nel parametro giustizia e sicurezza, contro il 107esimo posto della capitale finanziaria italiana. Milano si aggiudica la medaglia d'oro nell'indice affari e lavoro, mentre Roma deve accontentarsi del sesto posto. Ultimo parametro, ma non per importanza, quello della cultura che vede di nuovo il primato del capoluogo lombardo sulla capitale, rispettivamente si posizionano al secondo e al settimo posto.

Quanto i numeri rispecchiano la realtà?

Numeri, percentuali e parametri si scontrano necessariamente con la realtà. Moltissimi giovani oggi decidono di trasferirsi per motivi di studio ma soprattutto perché alcune città offrono obiettivamente più possibilità lavorative di altre, la domanda allora sorge spontanea, quanti alla fine scelgono Udine o Trento invece di Milano o Roma? Il capoluogo lombardo offre delle eccellenze nell'istruzione e molti posti di lavoro, questo mondo idilliaco che sicuramente attrae giovani qualificati e ambiziosi si scontra necessariamente con la realtà fatta anche di continui episodi di criminalità e canoni di locazione alle stelle. Elementi che, nella quotidianità, rischiano inevitabilmente di abbassare il livello di qualità della vita.
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Dipendenti aziendali a lavoro

Un altro esempio è quello di Pisa, che si piazza al 21esimo posto, eccellenza universitaria che pecca però nell'indice ricchezza e consumi e in quello affari e lavoro. Per la serie: una volta finiti gli studi, forse converrebbe trasferirsi. Le città marittime sono state quelle più penalizzate in assoluto, il sole e la calde temperature, che nella stagione estiva attraggono la maggior parte degli italiani, non sono però quelle più gettonate in termini di qualità della vita, un esempio tra tutti: Napoli, che si piazza al 104esimo posto della classifica, penalizzata dai dati occupazionali e dalla criminalità. Il buon cibo, il caldo e la brezza marina, evidentemente non bastano a mettere radici in una città bella e maledetta. Le province più alte in classifica come Udine o Trento spesso non rientrano tra le prime scelte soprattutto dei giovani, a scapito delle più scontate opzioni Roma e Milano. La domanda, quindi sorge spontanea, nella realtà alcuni di questi parametri hanno più peso di altri? In quanti sono disposti a puntare su una città che può offrirci tanto a livello lavorativo, ma che in compenso ci richiede enormi sacrifici in termini di tranquillità economica e psicologica? I valori cambiano di persona in persona. Ognuna, in base alle proprie priorità ed esigenze, potrebbe confermare o ribaltare questo risultato.