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In bici da Torino a Roma per dire "no" al cancro

Il medico ematologo Roberto Laudati protagonista della "Pedalata Arcobaleno della Speranza". "E' possibile convivere con una patologia onco-ematologica, l'attività motoria dà i suoi benefici"

26 aprile 2023
La locandina dell'evento

La locandina dell'evento

Da Torino a Roma in bici per dire “no" al cancro. Protagonista della “Pedalata Arcobaleno della Speranza” è Roberto Laudati, medico ematologo presso l'Unità di Ematologia Aou Città della Salute e della Scienza di Torino. L’obiettivo? Dimostrare che è possibile convivere con una patologia onco-ematologica e che una vita attiva contribuisce non solo alla prevenzione dei tumori ma anche alla salute di chi ha già ricevuto una diagnosi di malattia, migliorando il benessere fisico e psicologico dei pazienti. Laudati domenica 30 aprile partirà dal capoluogo Piemontese, la sua città, alla volta della Capitale: un viaggio di oltre 700 chilometri, divisi in 5 tappe, per dimostrare la valenza terapeutica dell'attività fisica nelle terapie oncologiche.
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La “Pedalata Arcobaleno della Speranza”

La “Pedalata Arcobaleno della Speranza” si articolerà in cinque tappe, con partenza dal Centro Oncoematologico Subalpino di Torino e arrivo, giovedì 4 maggio, al Dipartimento di Onco-Ematologia del Policlinico di Tor Vergata di Roma. Per la pedalata saranno utilizzate due biciclette a pedalata assistita, adatte anche a chi inizia a fare attività sportiva durante la malattia. Una delle due biciclette sarà utilizzata da Laudati, mentre sull'altra si alterneranno alcuni suoi amici e anche altri sportivi che vorranno unirsi a questa avventura. “Nel dicembre 2021- racconta Laudati - mi è stato diagnosticato un linfoma non Hodgkin e da allora, seguendo le indicazioni degli studi più recenti, ho iniziato un programma di attività fisica che mi ha notevolmente aiutato nel contrastare gli effetti collaterali della terapia e, spero, la malattia stessa". “Di qui – prosegue Laudati - l'idea della pedalata Torino-Roma, con l'intento di unire idealmente tutti i centri oncoematologici italiani e di far conoscere l'importanza dell'esercizio fisico anche durante la terapia per contrastare i tumori”.

L'Arcobaleno della Speranza Odv

Il viaggio in bicicletta è sostenuto dall’associazione L’arcobaleno della Speranza Odv. “La pedalata ha un duplice obiettivo” dichiara la presidente de 'L'Arcobaleno della Speranza Odv', Maria Stella Marchetti. Il primo obiettivo è “sensibilizzare medici, operatori sanitari e pazienti sull'importanza dell'attività fisica in tutte le sue forme per migliorare la qualità di vita dei pazienti onco-ematologici” dice la presidente. L’altro obiettivo “è raccogliere fondi per finanziare due borse di studio destinate a esperti di scienze motorie al fine di realizzare il progetto di esercizio fisico adattato a pazienti onco-ematologici sia pediatrici che adulti” dichiara ancora la Marchetti. L'Arcobaleno della Speranza Odv è un’associazione da sempre “impegnata nel favorire il miglioramento dei servizi e dell'assistenza sociosanitaria in favore dei pazienti leucemici ed altri emopatici e delle loro famiglie” dice la presidente ricordando che sarà possibile seguire la manifestazione sui canali social dell'associazione.
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Maria Stella Marchetti (Facebook)

I dati sui tumori in Italia

Sono circa 2 milioni e 250mila gli italiani che vivono con una diagnosi di tumore, il 4% dell'intera popolazione, secondo i dati dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom). Nel corso del 2022 è stato calcolato che in Italia ci siano state circa 391.000 nuove diagnosi di tumore. Le diagnosi di tumore ematologico sono in aumento a causa dell'invecchiamento generale della popolazione ma le speranze di vita sono maggiori e il 40-50% dei malati può addirittura aspirare alla guarigione. Inoltre, i notevoli progressi della medicina hanno fatto sì che molte delle malattie considerate mortali si siano trasformate in croniche.

I benefici dell’attività motoria

L'attività motoria, anche per chi si sottopone alla chemioterapia è fondamentale non solo per migliorare la qualità di vita dei pazienti ma anche per prevenire gli effetti collaterali delle terapie oncologiche a lungo termine” spiega Maria Christina Cox, ematologa presso l'Azienda Ospedaliera-Universitaria Policlinico Tor Vergata di Roma e docente di esercizio fisico adattato nei pazienti con tumore. “Un'attività fisica personalizzata sulle caratteristiche del paziente, che nelle prime 8-12 settimane deve essere seguito da un 'allenatore esperto', riesce a restituire buona parte della perdita di efficienza fisica, psicologia e mentale oltre a porre le basi per la prevenzione di altre complicazioni” aggiunge Cox.
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Maria Christina Cox (Facebook)

Se guidati da esperti, quindi, i pazienti oncologici possono dedicarsi in sicurezza a esercizi volti a migliorare il benessere, la funzionalità fisica e la qualità della vita, mitigando anche la stanchezza legata alla patologia. Svolgere attività fisica, infatti, riduce ansia, depressione e dolore ed è anche utile per migliorare la qualità del sonno, aumentare il senso di benessere e l'autostima, oltre che per mantenere una certa mobilità e indipendenza. Ovviamente occorre tener presente le condizioni specifiche del paziente, del tipo di tumore e del trattamento in corso, rivolgendosi sempre al proprio oncologo per capire bene come e quanto muoversi. Numerosi studi hanno dimostrato che le persone che hanno avuto un tumore e si sono mantenute fisicamente attive manifestano una maggiore aderenza alle terapie, presentano un minor rischio di recidive e un aumento della sopravvivenza rispetto alle persone inattive.