JK Rowling “non perdona” le star di Harry Potter che difendono i diritti delle persone trans

La scrittrice accusa Daniel Radcliffe ed Emma Watson di “fare il tifo per la transizione dei minori. Non servono le scuse di celebrità che si sono accodate a un movimento intenzionato a erodere i diritti faticosamente conquistati dalle donne”

di MARIANNA GRAZI -
12 aprile 2024
Daniel Radcliffe, J.K. Rowling, Emma Watson

Daniel Radcliffe, J.K. Rowling, Emma Watson

A volte non basta una bacchetta magica per risolvere una questione complicata o un litigio. Nemmeno se è quella del maghetto più famoso del mondo. La nota scrittrice britannica J.K. Rowling, creatrice di mondi fantastici che hanno incantato intere generazioni di bambini, ragazzi e giovani adulti, madre letteraria di Harry Potter, questa volta se la prende proprio contro chi, a quel personaggio, ha dato volto al cinema. Ma non solo.

L’autrice è tornata a litigare a distanza con le star della saga, Daniel Radcliffe (che interpretava proprio Harry Potter) ed Emma Watson (Hermione Granger), sulla questione dell’identità e dei diritti delle persone transgender. Rowling, con una serie di post su X, si è scagliata contro le “celebrità” che, a suo dire, hanno “usato le loro piattaforme per fare il tifo per la transizione dei minori”.

La scrittrice contro le donne transgender 

Le sue posizioni transfobiche e intolleranti, soprattutto nei confronti delle donne (per lei rimangono di fatto uomini) che compiono un percorso di affermazione di genere, sono ormai cosa nota da anni, tanto che Radcliffe e Watson sono solo due – anche se i più famosi – tra i membri del cast che si sono espressi contro le dichiarazioni della 58enne nel 2020. E contro le successive esternazioni, che arrivano fino ai tempi più recenti, come ad esempio l’invito alla polizia scozzese (lei vive in quello stato da anni) ad arrestarla dopo l’introduzione della nuova legge contro i crimini d’odio, oppure il suo accoglimento con favore di un’analisi della Cass Review che sostiene come, con grande delusione dei minori di 18 anni,  siano “incredibilmente deboli” le prove sull’efficacia dell'intervento medico per la cura del genere. Rowling ha definito proprio questo rapporto, pubblicato mercoledì scorso, “un momento di svolta”.

Daniel Radcliffe, che ha interpretato il giovane mago negli otto film della saga di Harry Potter, è stato tra i primi a rispondere ai post della Rowling nel 2020, dicendo: “È chiaro che dobbiamo fare di più per sostenere le persone transgender e non binarie, non invalidare le loro identità”. Ha aggiunto che sperava che i commenti dell'autrice non “macchiassero” il giudizio dei fan sulla saga. Emma Watson invece ha dichiarato in seguito: “Le persone trans sono chi dicono di essere e meritano di vivere la loro vita senza venire costantemente messe in discussione o sentirsi dire che non sono chi dicono di essere”.

Ma anche altri hanno voluto prendere le distanze dai pensieri discriminanti espressi dalla celebre scrittrice: Eddie Redmayne, protagonista dello spin off “Animali fantastici e dove trovarli”, ha affermato di non essere “d'accordo con i commenti di Jo. Le donne trans sono donne, gli uomini trans sono uomini e le identità non binarie sono valide”, e così Rupert Grint (Ron Weasley nella saga): “Sono fermamente al fianco della comunità trans... Tutti dovremmo avere il diritto di vivere con amore e senza giudizio”.

“Non li perdonerò”

La scrittrice J.K. Rowling
La scrittrice J.K. Rowling

Un utente dei social le ha risposto: “Sto solo aspettando che Dan ed Emma ti facciano delle scuse pubbliche... sicuri che li perdonerai...”, riferendosi appunto ai duri giudizi che i due attori hanno rivolto all’autrice, prendendone le distanze e schierandosi al fianco della comunità transgender e Lgbt+.  Ma lei ha risposto: “Non è così scontato, temo”.

“Le celebrità che si sono accodate a un movimento intenzionato a erodere i diritti faticosamente conquistati dalle donne, e che hanno usato le loro piattaforme per fare il tifo per la transizione dei minori, possono risparmiare le loro scuse a chi è stato traumatizzato dalla transizione e alle donne vulnerabili che fanno affidamento su spazi monosessuali”, ha specificato.

Tra le critiche mosse a J.K. Rowling c’è quella di aver detto che le donne trans non dovrebbero essere ammesse in spazi esclusivamente femminili. La scrittrice ha suscitato sia giudizi negativi che sostegno per questa sua posizione e ha sempre respinto le accuse: ha negato di essere transfobica, affermando invece di rispettare “il diritto di ogni persona trans a vivere nel modo che ritiene più autentico e confortevole” e di volere che queste siano libere da discriminazioni e abusi.

Poteva mancare l’anatema del più terribile e malvagio mago oscuro di tutti i tempi, Lord Voldemort? Voce controcorrente rispetto ai colleghi del cast, l’interprete Ralph Fiennes è intervenuto in difesa dell'autrice, definendo i commenti ricevuti “disgustosi” e “spaventosi”. Altre star, tra cui Helena Bonham Carter (Bellatrix Lestrange), hanno dichiarato di non ritenere le opinioni di Rowling transfobiche, ma di riflettere la sua esperienza con gli abusi: la britannica, infatti, ha dichiarato in precedenza di aver parlato di transgender in parte a causa della sua esperienza personale di abusi domestici e violenze sessuali.