Mady Gio: “Onlyfans è una piattaforma difficile, con pregi e difetti. Va usata con maturità. Il mio futuro? Una vita offline”

Tabù, pregiudizi, crescita personale, body posititivity, beneficenza. Conosciamo meglio Mady Gio e insieme a lei cerchiamo di capire meglio come funziona la piattaforma più chiacchierata di sempre, ma ancora poco conosciuta, e quali sono i pro e i contro di questo tipo di lavoro. Ma non solo...

di TERESA SCARCELLA
20 aprile 2024
Mady Gio, content creator

Mady Gio, content creator

Filip Madalina Ioana, in arte Mady Gio, non è solo una onlyfancer. E’ una content creator che lavora su più piattaforme, offrendo contenuti diversi in base alle utenze. Nata in Romania e cresciuta in Italia, vicino Varese, da tre anni vive in Svizzera. L'abbiamo conosciuta dopo che il suo nome è stato accostato alla squadra di basket per atleti sordi, ASD GS Ens Varese, di cui è diventata sponsor. La cosa ha fatto notizia, ha catturato l’attenzione e ha fatto storcere anche qualche naso. In una vita precedente, neanche troppo lontana in realtà, Mady faceva la cameriera. Ora ha quotidianamente a che fare con milioni di follower, alcuni dei quali hanno, diciamo così, richieste particolari. 

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L’influencer Mady Gio al fianco della squadra di basket per sordi di Varese

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“Lavoro con tante piattaforme, da Tik Tok, Instagram, Twitch a Onlyfans. Ho iniziato questo lavoro per scherzo, poco prima della pandemia, con un video che è diventato inaspettatamente virale”. 

Per ogni piattaforma i tuoi contenuti cambiano?

“Certo. Su Twitch, per esempio, faccio live di cucina o videogiochi; su Tik Tok ci sono balletti più simpatici, su Ig foto più sexy, e su Onlyfans tutto quello che non si può mettere altrove”

Che ambiente hai trovato?

“Finché non ci sei dentro non si capisce. E’ difficile perché il 90% è fatto da donne, quindi c’è moltissima concorrenza. Devi usare le altre piattaforme per pubblicizzarti e portare le persone lì. E’ difficile anche perché quello che mostri è un lato più intimo, quello che solitamente mostri al tuo partner. Ecco perché, prima che qualcuno pensi ‘faccio 18 anni e mi iscrivo, faccio i soldi’, lo sconsiglio, perché poi ci si pente e a quel punto non si può fare niente, le cose sul web rimangono per sempre”. 

Pregi e difetti di Onlyfans

E’ una scelta da fare con maturità quindi?

“Esatto, non dipende dall’età, ma dalla maturità. Devi aver vissuto abbastanza per capire dove stai andando a infilarti, anche perché è dura anche psicologicamente”.

Tra l’altro, forse in pochi sanno che su Onlyfans non c’è solo eros, ma esiste anche altro?

“Non è nato per questo, infatti all’interno c’è chi fa sport, palestra, chi dipinge. Poi ovviamente non avendo regole rigide, molti utenti sono andati oltre”. 

Ti arrivano richieste strane?

“La qualunque. Mi è stato chiesto, ad esempio, di fare un contenuto in vestito da sposa e questa come richiesta era anche simpatica. Ma ci sono anche cose un po’ più spinte o addirittura illegali, molte cose sono infatti proibite. Tra quelle più assurde: un utente, una volta, mi chiese di filmarmi mentre usavo il tiralatte. Me lo avrebbe comprato lui e mandato. Ho rifiutato”.

I rischi del web

Che livello di fiducia può esserci?

“Il problema principale è che i contenuti possono essere rubati molto facilmente. Una volta pubblicato non ti appartiene più, l'utente può scaricarlo e quindi può girare ovunque, lo devi mettere in conto. Devi esserne cosciente”. 

Lavorare sui social vuol dire esporsi a commenti, sia positivi che negativi. Onlyfans acuisce questa cosa?

“Ti sorprenderò dicendoti che, in realtà, tra tutte è quella più sicura da questo punto di vista. Nessuno pagherebbe per insultarti, al massimo pagano per farsi insultare. Mi sento più protetta, più al sicuro, perché so che se uno è sul mio profilo è per seguirmi, quindi non mi insulterebbe mai. Anche perché verrebbe bannato in due secondi e perderebbe i soldi. Quindi niente commenti negativi, niente critiche inutili, come invece avviene sugli altri, dove ci sono sempre i leoni da tastiera che si accaniscono per qualsiasi cosa”. 

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E tu come li vivi questi tipi di commenti?

“Con indifferenza, grazie alla psicoterapia (dice sorridendo ndr). Sono tranquilla, non ho frustrazioni, non li conosco quindi non ci sto male. Anzi magari chi mi critica su un social poi è il primo a iscriversi su Onlyfans e quindi ad aiutarmi a pagare l’affitto. Altro discorso per le minacce di odio, lì intervengono direttamente gli avvocati”. 

“Non uso filtri, la perfezione non esiste”

Tra l’altro con i tuoi contenuti fai anche body positivity. Non nascondi, anzi metti in mostra anche ciò che per l’immaginario comune potrebbe essere percepito come difetto. Che poi difetto non è, semmai è una particolarità

“Non uso mai filtri, sia per il viso che per il corpo. Anche perché i filtri ormai sono talmente aggiornati a tal punto che è difficile distinguere il vero dal falso. Per me – poi le altre persone fanno ciò che vogliono – è un po’ come mentire a sé stessi e illudi le nuove generazioni sui modelli da seguire, su come dovrebbero essere. La cellulite esiste e quindi? Io sono apposto con me stessa, non mi trucco, mi piaccio così come sono. E’ questo il messaggio che dovrebbe passare anche alle giovanissime, invece su Instagram si vedono questi corpi perfetti, in confronto ai quali rischi di non sentirti adeguata”.

Onlyfans aiuta anche in questo? A capire che non esistono corpi sbagliati e corpi giusti, ma solo caratteristiche che rendono la persona unica?

“Assolutamente si. Ogni caratteristica del tuo corpo merita di essere valorizzata. E’ servito anche a me, a scoprire me stessa, a scoprirmi attraente e a conoscere parti erotiche del mio corpo che non sapevo nemmeno fossero tali”. 

Il progetto in Togo

Un’altra parte della tua vita è quella della solidarietà, della beneficenza. Tempo fa sei stata in Togo per un progetto, di che si tratta?

“Fin da piccola ho sempre pensato: un giorno se avrò i soldi vorrò rendermi utile in qualche modo. L’anno scorso sono stata in vacanza in Togo e vedendo i problemi che c’erano mi sono promessa di fare qualcosa per aiutare. Così con un’associazione abbiamo comprato un terreno e aperto una mensa scolastica. Il terreno permette ai genitori dei ragazzi di lavorare la terra e con quello che coltivano fornire la mensa, quindi riuscire a gestirsi da soli. E’ stato  veramente emozionante il momento del taglio del nastro, un sogno che si avvera”. 

E’ una cosa che fai spesso, anche a livello più locale diciamo?

“In realtà è una cosa che ho sempre fatto, anche quando facevo la cameriera. Ogni tanto scelgo un’associazione, mi informo, vedo dal vivo quello che fa e cerco di aiutare in qualche modo”.

Quest’anno è arrivato anche lo sponsor alla squadra di basket di atleti sordi di Varese

“Esatto. Tra l’altro io pensavo solo di fare da sponsor e che sarebbe finita lì. Non mi aspettavo questa attenzione mediatica, né che qualcuno potesse avere perplessità sulla sponsorizzazione”. 

Qualcuno ti ha definita “pornostar”, ma ti ci rivedi in questa definizione? 

“Senza nulla togliere alle pornostar, ovviamente, che io sappia non lo sono. E’ vero, faccio contenuti per adulti, ma non vado oltre a baci e abbracci”.

L’eros è ancora un tabù

Ci sono ancora molti pregiudizi su un certo tipo di lavoro? Il sesso è ancora un tabù? Lo so, è una domanda retorica...

“Ah ecco (ride ndr). Assolutamente sì. In Italia soprattutto. Non se ne può parlare, non si può fare. C’è ancora un alone di pudore e di vergogna”.

Soprattutto per le donne? Hanno, abbiamo, una libertà sessuale più limitata?

“Io sono l’esempio. Onlyfans mi ha aiutato anche in questo, a crescere sessualmente, a normalizzare certe cose e facendomi vedere anche altro. Mi ha aiutato a conoscermi, a far crescere la mia autostima e soprattutto a non vergognarmi della mia sfera sessuale, erotica”. 

I falsi miti

Si guadagna così tanto come si dice?

“Ni. Cioè no per la maggior parte delle persone, sì per pochi e rari casi. Io sono stata fortunata, sono andata subito virale soprattutto in America per le mie forme prosperose, ma è stato un colpo di fortuna. Per questo consiglio alle ragazze di pensarci molto bene prima di fare certe scelte e di non avere aspettative basandosi su alcuni profili, perché potrebbero essere illusorie”

Come mai ci sono molte più donne? 

“Credo perché non c’è molto pubblico femminile. Poche donne cercano”.

Hai collaborato anche con Fabri Fibra per una clip musicale?

"E’ stato bellissimo, lui molto umile, gentile e alla mano”.

Tornando a Onlyfans, il tuo lavoro condiziona le tue relazioni personali?

“A me non è mai capitato. Quando ho aperto le piattaforme ero sposata con il mio ex marito, quindi è stata una scelta che ho condiviso con lui. Dopo ho avuto un’altra relazione e in quel caso ho messo le cose in chiaro subito, al primo appuntamento. Lui non conosceva la piattaforma, si è informato, ma non è mai stato un problema”.

Che progetti hai per il futuro? Dove vorresti arrivare? Se vuoi arrivare da qualche parte.

“Non vorrei arrivare, ma tornare. Tornare alla normalità, alla vita offline in un paio di anni al massimo. Chiudere tutti i social e aprire un’attività. Per ora cavalco l’onda finché c’è, poi chiudo tutto come se Mady Gio non fosse mai esistita, anche se comunque tutto rimarrà sul web”. 

Hai paura ti poterti pentire di questa fase?

“No, per niente”