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Valentina Ambrosio contro la violenza sulle donne: "L’amore non fa così"

Avvocata e cantautrice, ha realizzato un libro sulla canzone omonima, che è un inno alla donna e alla sua difesa

di RICCARDO JANNELLO -
18 novembre 2023
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Una canzone – e un libro più ebook - su una causa per la quale non si fa mai abbastanza e che con l’avvicinarsi alla Giornata nazionale contro la violenza sulle donne (il 25 novembre, ma semel in anno non è abbastanza) è ancora più attuale. Valentina Ambrosio, romana, classe ‘79, sposata con un figlio è avvocata e cantautrice. Il suo ultimo lavoro è appunto un inno alla donna e alla sua difesa: “L’amore non fa così”.

"L'amore non fa così": da canzone a libro

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Ambrosio è avvocata civilista e cantautrice

Sulla canzone ha costruito l’omonimo volume (stampato da Edizione&100) nel quale, attraverso una serie di Qr Code, la si può ascoltare in varie versioni e anche altro materiale della stessa autrice, come “Onda”, che ha vinto l’ultimo Cantagiro. Fra l’altro Ambrosio sarà in gara come autrice al prossimo Zecchino d’Oro (1-3 dicembre) con il brano “Mister Spazzolino” che sarà cantato da Valentina Maria, 9 anni, da Santo Stefano Magra (La Spezia).

L'avvocata

Avvocata Ambrosio, quanto c’è della sua esperienza lavorativa in due versi così forti come “Ho solo amato il cuore di una bestia / e mi ritrovo con la testa rotta”? “C’è l’emozione di immaginare una situazione che fortunatamente non ho provato sulla mia testa, ma di cui ho sentito racconti indiretti. Io faccio la civilista e occupandomi anche di separazioni so quello che molte donne hanno provato. Un collega, Aldo Minghelli, mi ha raccontato la storia triste e macabra di Gina, che poi nel testo diventa Nina, e in due giorni mi sono venuti fuori testo e musica. Temevo fossero banali, e invece sono piaciuti e dopo la canzone è arrivato il libro”. Che cosa ancora non va nella tutela delle donne sottoposte a vessazioni di qualsiasi tipo? “Da una parte che chi denuncia o decide di riprendere in mano la propria vita non ha tutela, se non l’allontanamento presunto da quello che io chiamo criminale. Il problema è anche materiale: si ritrova da un giorno all’altro sola magari con un figlio e un lavoro part time perché il compagno l’aveva convinta a dedicare più tempo alla casa e quindi senza avere la disponibilità economica necessaria e dovendo sopperire alle carenze dell’uomo”.
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Il suo ultimo lavoro musicale si intitola "L'amore non fa così", canzone da cui ha tratto un libro

Quindi non è solo la violenza fisica, sperando che non si arrivi al femminicidio, che preoccupa? “Vero, dopo l’occhio nero c’è molto di più e talvolta non viene considerato”. Come si fa a fermare questo stillicidio che sembra non avere fine? “Con la prevenzione, lavorando sui ragazzi ma anche su adulti che non sono cresciuti e per i quali non dobbiamo rassegnarci. Se andiamo nelle scuole, soprattutto nei licei, potremmo insegnare a stimolare rapporti positivi. Talvolta in famiglia non si riesce a farlo”.

E la cantautrice

La sua canzone può aiutare? “Spero proprio di sì. Da gennaio faremo un giro nelle classi partendo da ‘L’amore non fa così’ sperando di riuscire a stimolare una riflessione sull’attenzione che deve sconfiggere l’ossessione”. Quindi secondo lei il ruolo della musica e della cultura in genere è essenziale? “Fondamentale. Perché deve provocare emozioni belle sciogliendo le intenzioni più cattive: bisogna fare capire che l’amore sconfigge il male”. Un po’ come l’ultimo verso della sua canzone che è un grido di speranza: “Da oggi mi innamoro di me!”? “Sì, penso che sia il messaggio che deve passare: non si può amare solo l’altro, bisogna amare soprattutto se stessi”. I messaggi che vengono dalle canzoni sono sempre educativi?

Cantautrice molto apprezzata un suo brano sarà in gara al prossimo Zecchino d'Oro

“Non sempre. La musica che attualmente viene propinata dalle case discografiche è a tratti discutibile, soprattutto quando un testo racconta che lo ammazzerebbe e così va in giro con la pistola. Questa moda non la capisco, non è che cantando la violenza in senso diretto si diano esempi importanti ai giovani. Io non dico che il cattivo è solo dannato, ma certo non può diventare un mito”. Parlava prima di vari tipi di violenze: quali ad esempio? “Partiamo dal fatto che la donna è più debole dell’uomo. La violenza fisica è la punta dell’iceberg, ma tantissime si ammalano di patologie terminali perché sono state vessate. Sono a loro modo vittime anch’esse di femminicidio che si trasforma in depressione e povertà. Ecco, vorrei che l’educazione civica potesse fare rialzare loro la testa”.

Chi è Valentina Ambrosio

Lei è prima artista o avvocata? “Diciamo che da sempre ho coltivato il sogno della musica, ma mi sono dovuta scontrare a volte con la poca serietà di quell’ambiente, attraverso persone che non hanno soddisfatto il mio modo di essere. Sono stata soprattutto delusa da una casa discografica con la quale dovevo partecipare a Sanremo Giovani. E allora ho deciso di studiare legge per risolvere i problemi delle persone, ma non ho abbandonato il canto e la scrittura, tutt’altro”. Ha vinto un Cantagiro ed è protagonista di un evento che mi ha incuriosito molto: il Sanremo degli Avvocati: di che cosa si tratta?
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Valentina Ambrosio ha vinto il Cantagiro con "Onda"

“Un vero e proprio concorso con selezioni fra tutti gli iscritti al Foro di Roma e del Lazio. I quattordici migliori interpreti si sfidano con cover di canzoni italiane e straniere, le assicuro che il livello artistico è elevato. Può sembrare una corrida, ma in realtà lo spettacolo finale che ci sarà al Brancaccio il 27 novembre è di assoluto livello”. Fra tribunali e palchi è molto impegnata: come fa con la famiglia? “Ho la fortuna di avere scelto un uomo che è un pilastro, mi sostiene e ha molta cura di nostro figlio Edoardo, 7 anni, sostituendomi quando sono impegnata negli spettacoli. Ed è il mio primo fan”. Impegno e leggerezza, violenza sulle donne e Zecchino d’Oro: quale il prossimo passo? “Voglio rappresentare la disabilità dando un messaggio di speranza, costruendo un tormentone e lottare con esso contro i pregiudizi”.