In Corea del Sud, se non ti senti al sicuro per strada, ci sono le cabine di emergenza

Basta entrare, premere il bottone di 'SOS' e le porte si chiuderanno automaticamente. La cabina manderà un segnale alle forze dell’ordine

di CHIARA CARAVELLI -
15 maggio 2024
Cabine di emergenza per strada in Corea del Sud (foto di repertorio)

Cabine di emergenza per strada in Corea del Sud (foto di repertorio)

Sentirsi sicuri camminando per strada, soprattutto se di notte, non è così scontato. E dall’altra parte del mondo, in Corea del Sud, hanno trovato una possibile soluzione. Sono state infatti introdotte delle cabine di emergenza dove chi è in pericolo o ha paura di essere seguita può entrare e schiacciare un bottone di ‘SOS’. Le cabine di sicurezza funzionano in modo semplice, c’è una pedana esterna dalla quale si entra e una volta all’interno, si preme il pulsante e le porte si chiudono automaticamente. La polizia, ricevendo il segnale, arriverà nel giro di pochi minuti.

Camminare per strada sentendosi al sicuro dovrebbe essere la regola, ma molto spesso purtroppo non è così. Anzi, sia di giorno che di notte può capitare di trovarsi in situazioni spiacevoli, soprattutto se si è da sole. Motivo per cui le precauzioni, in termini di sicurezza, non sono mai troppe. Ecco quindi che la Corea del Sud ha introdotto questa nuova forma di tutela per i suoi cittadini.

Tanti utenti hanno commentato positivamente l’introduzione delle cabine di emergenza: “Sono felice di trovarmi in un Paese in cui posso difendermi" scrive un utente, “è bello avere opzioni come questa per poterci proteggere” sottolinea un altro. Sicuramente non può essere l’unica soluzione, ma l’idea di avere un posto dove potersi rinchiudere se si ha la percezione di non sentirsi al sicuro è senza dubbio rassicurante.

E in Italia?

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Nel nostro Paese non esistono cabine di questo tipo anche se, nei mesi scorsi, sono state introdotte le ‘Pink box’: le cabine delle fototessere sono diventate dei punti di aiuto per le donne vittime di violenza. Con l’obiettivo di creare 50 postazioni in tutta Italia, da Nord a Sud, entro l’estate, all’interno delle cabine sarà possibile premere un bottone e aprire un collegamento diretto con il 1522, l’help line violenza e stalking. L’obiettivo del progetto è quello di aiutare le donne a denunciare situazioni di violenza, che spesso avvengono tra le mura di casa, in uno spazio protetto, lontano da occhi e orecchie indiscrete, da parole e da gesti che potrebbero soffocare il tentativo della donna di cercare una via d’uscita. Il numero 1522 è attivo 24 ore su 24: le donne possono ricevere aiuto in italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo, farsi, albanese, russo ucraino, portoghese e polacco. L’obiettivo è quello di raggiungere quota 300 cabine entro la fine dell’anno.