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Famiglie arcobaleno, le procure contro il riconoscimento dei figli

Il tribunale di Padova ha richiesto gli atti degli ultimi 6 anni, quello di Bergamo si è espresso contro la madre non biologica di una bambina di 9 mesi

di BARBARA BERTI -
13 aprile 2023
Famiglia arcobaleno

Famiglia arcobaleno

Le procure vogliono annullare il riconoscimento delle famiglie arcobaleno. Se molti sindaci italiani hanno dichiarato di voler continuare a trascrivere i certificati di nascita dei figli nati da coppie che abbiano fatto ricorso alla gestazione per altri o da coppie di donne che abbiano fatto la fecondazione assistita all’estero, disobbedendo così al governo, alcuni tribunali italiani stanno invece alla lettera la circolare del ministero dell’Interno che invita a non registrare i genitori non biologici negli atti di nascita di figli nati con queste tecniche. “La comunità Lgbtqia+, e in special modo le famiglie arcobaleno, sono sotto attacco, lo ripetiamo ormai da tempo, ma questa volta da parole e minacce il governo è passato ai fatti” denuncia il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli rendendo pubblico un fatto che sta accadendo a Padova. Qui la procura ha chiesto al Comune gli atti di nascita delle famiglie omogenitoriali registrati negli ultimi 6 anni, allo scopo di effettuare una rettifica. “Parliamo di 33 bambini riconosciuti ufficialmente dal sindaco Sergio Giordani e ai quali ora lo Stato, invocando cavilli burocratici, vorrebbe negare un genitore” denuncia ancora il Circolo. Da Padova a Bergamo, altro attacco alle famiglie arcobaleno. Il tribunale della città lombarda ha stabilito che dal certificato di nascita di una bambina di nove mesi dovrà essere rimosso il nome di una delle sue due madri. Il certificato che riportava i nomi di entrambe le donne come genitori era stato registrato dall’ufficio di stato civile di Bergamo lo scorso agosto dopo la nascita della bambina, che era stata concepita all’estero con la fecondazione eterologa (la procreazione assistita che si fa con la donazione esterna di gameti, in questo caso di spermatozoi). In Italia l’accesso a questa tecnica è permesso solo alle coppie eterosessuali sposate o conviventi: per questo molte coppie omosessuali e donne single che vogliono avere figli vanno a farla all’estero e chiedono poi il riconoscimento del legame di parentela in Italia.
Un momento della manifestazione di Milano del 18 marzo scorso, "Giù le mani dai nostri figli e dalle nostre figlie", organizzato da Arcigay, Famiglie arcobaleno e i Sentinelli (Ansa)

Famiglie arcobaleno, un momento della manifestazione di Milano del 18 marzo scorso, "Giù le mani dai nostri figli e dalle nostre figlie" (Ansa)

L'applicazione della circolare del Ministro dell'Interno Piantedosi

“L'applicazione della circolare del Ministro dell'Interno Piantedosi, avvenuta in un momento tutt'altro che casuale e in maniera assurdamente retroattiva, rischia quindi di provocare danni irreparabili ai nuclei famigliari, costituisce un precedente gravissimo nonché una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti della nostra comunità. Al posto di tutelare bambini che hanno già 6 anni, che quindi sono inseriti a tutti gli effetti nella società italiana, il governo vuole negare loro i diritti più basilari, tra cui quello di poter disporre delle cure di una delle loro madri” tuona il presidente del Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”, Mario Colamarino. E aggiunge: “L'imposizione del modello di famiglia tradizionale di stampo conservatore sta diventando sempre più violenta e verrà scontata sulla pelle di famiglie già costituitesi. L'attacco alle famiglie arcobaleno viola tutte le disposizioni dell'Unione Europea e porta indietro di decenni la battaglia per i diritti civili: è arrivata l'ora di mobilitarci, per fare sentire la nostra voce e le voci di tutte le persone che in questo Paese tengono ai diritti, e schierarci contro questa persecuzione nei nostri confronti”.

Zan, approvare legge che tuteli i figli di coppie arcobaleno

“La presidente della Corte Costituzionale Sciarra oggi ha ribadito la centralità di tutelare i diritti dei nati, »punti fermi sono i diritti dei minori«. Sia di monito alla politica, tutta: è tempo di approvare una legge che tuteli fin dalla nascita i figli delle famiglie arcobaleno“. Così si è espresso in merito Alessandro Zan, deputato e membro della Segreteria Nazionale del PD con delega ai diritti.