Igiene mestruale, perché è importante coinvolgere gli uomini

Per il 65% di loro ci sono ancora tanti pregiudizi da abbattere e superare, insieme. Essity e Nuvenia celebrano cinque anni di rottura tabù con la nuova Ricerca sulle Mestruazioni in Italia 2024

di MAURIZIO COSTANZO
30 maggio 2024
Ciclo mestruale e igiene

Ciclo mestruale e igiene

Dopo l’indagine svolta nel 2019, Essity e Nuvenia presentano i risultati della nuova ricerca che indaga il tema delle mestruazioni, cui hanno preso parte oltre 1000 persone - donne e uomini tra i 15 e i 65 anni – in tutta Italia. Lo studio, condotto da AstraRicerche, ha restituito lo spaccato di una società apparentemente più aperta rispetto all’argomento, ma dove tuttora permangono falsi miti e credenze, spesso rafforzati. In occasione della Giornata Internazionale dell’igiene mestruale, Essity - azienda multinazionale leader nei settori dell'igiene e della salute, da sempre in prima linea per promuovere un dialogo costruttivo intorno a tematiche sociali che riguardano il corpo femminile - quest’anno ha deciso di esplorare il grado di conoscenza delle persone sul tema mestruazioni, ponendo una particolare attenzione sul punto di vista degli uomini che possono e devono avere un ruolo attivo nell’abbattimento dei tabù legati a questo tema.

Uomini: per il 65,5% è necessario parlarne per risolvere i tabù

Se è vero, infatti, che un quarto della popolazione intervistata (soprattutto gli uomini, con il 32%) associa il ciclo mestruale a sensualità e femminilità e il 23% alla potenzialità generativa e alla fertilità, tuttavia permane un certo imbarazzo nel trattare l’argomento, proprio tra gli uomini: per il 22,3% (contro il 14,7% delle donne) è infatti “un argomento che tratto con disagio e imbarazzo”, e solo il 21% degli uomini ammette di trattare il tema mestruazioni “molto o abbastanza spesso”, che è invece discusso dal 40% delle donne. Per il loro grado di informazione più basso rispetto alle donne, gli uomini cadono più spesso nella trappola dei falsi miti legati alle mestruazioni: danno più spesso risposte sbagliate o non sono in grado di rispondere, non riuscendo ad entrare in sintonia con le figure femminili della propria vita sotto questi aspetti.

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A questo proposito, più della metà degli intervistati (il 69% delle donne e il 53% degli uomini) concorda che il non parlarne abbia alimentato per secoli idee, credenze, superstizioni che hanno influito sulla condizione delle donne e che pesano ancora oggi in molte culture. Il 48% degli intervistati ritiene inoltre che, ancora oggi, non parlarne contribuisca alla discriminazione di genere delle donne. Il 65,5% degli uomini ritiene che parlarne li aiuterebbe a comprendere meglio la tematica ed entrare maggiormente in sintonia con le figure femminili di riferimento (madri, compagne, sorelle etc.) infrangendo i tabù.

Tuttavia, emerge anche un dato positivo - e su questo c’è accordo tra i due sessi: la consapevolezza di come il tema non venga trattato abbastanza, e che sia circondato da silenzio e vergogna; infatti, sia uomini (49%) che donne (45%) concordano che “la maggior parte delle persone considera le mestruazioni un tabù”.

Situazione migliorata dal 2019

Differenze di genere a parte, il miglioramento rispetto al 2019 è evidente: se nel 2019 il 31,5% della popolazione intervistata non ne parlava “mai”, oggi la percentuale è scesa al 23% mentre la percentuale di chi ne parla “molto o spesso” è aumentata dal 25% al 31% del 2024. Essity, negli ultimi cinque anni, insieme al suo brand di prodotti per l'igiene femminile Nuvenia, si è impegnata in campagne volte ad abbattere i tabù legati alle mestruazioni e alla V-Zone per creare un mondo in cui le Donne+ possano sentirsi libere di vivere la vita che desiderano.

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Le campagne di Essity e Nuvenia

Nel 2019, grazie al progetto #Bloodnormal, Nuvenia è stato il primo brand di prodotti per l’igiene femminile a sostituire il tipico liquido blu utilizzato fino ad allora nella pubblicità, con il vero colore del sangue, il rosso, normalizzando un aspetto che viene da sempre considerato ragione di vergogna. Una vera svolta nel linguaggio della pubblicità, che ha portato alla graduale scomparsa di questa rappresentazione. Con la campagna #VivaLaVulva, nel 2020, il brand ha sfidato il mito sociale della zona intima perfetta, incoraggiando le donne+ ad avere un rapporto positivo e sano con sé stesse e il proprio corpo, liberandosi da canoni estetici limitanti e fuorvianti. Nel 2021, Essity e Nuvenia hanno indagato sulla Tampon Tax attraverso una ricerca su un campione di oltre 1000 italiani, di cui l’85% era a favore della riduzione dell’IVA sugli assorbenti almeno al 10%. Il 2022 è stato l’anno di #Mestrusomnia, la campagna che ha messo in luce il diffuso problema dell'insonnia legata alle mestruazioni, altra problematica nascosta e spesso sottovalutata nei suoi impatti sulla salute e la qualità della vita delle donne.

"Da anni ci impegniamo attivamente per abbattere le barriere al benessere delle donne+, sfidando tabù e pregiudizi che ancora oggi circondano le mestruazioni – afferma Laura Deni, Communication Manager Essity Italia – In cinque anni ci siamo mossi con azioni concrete mettendoci in ascolto delle Donne+ ed è per noi una grande soddisfazione vedere come il linguaggio della pubblicità sui prodotti per l’igiene femminile si sia evoluto verso una normalizzazione nel mostrare e nel parlare apertamente di mestruazioni”.