Un passaporto digitale per batterie delle auto elettriche: "Parola d'ordine trasperenza"

Se il superamento dei carburanti fossili è ormai un obiettivo comune anche la sostenibilità delle alternative deve essere garantita

di DOMENICO GUARINO -
25 gennaio 2023
auto elettriche

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Quanto sono effettivamente 'verdi' le auto elettriche? E quanto sono sostenibili? Se il superamento dei carburanti fossili sembra oramai entrato nell’agenda della politica mondiale, uno degli interrogativi che ci si pone è: una volta effettuata la transizione verso i motori elettrici, quanto effettivamente ne guadagneranno l’ambiente e i diritti umani? La domanda non è banale, perché ovviamente tutto dipende dal modo in cui saranno progettate e prodotte le batterie.

Passaporto digitale per batterie più sostenibili

Proprio per valutarne l’impatto, al Forum Economico di Davos, è stato presentato in anteprima un prototipo del passaporto digitale per le batterie sviluppato dalla Global Batteries Alliance. Un progetto che si propone di garantire prodotti più etici evitando o riducendo al massimo le emissioni carboniche, combattendo il lavoro minorile e promuovendo il rispetto dei diritti umani. "La parola chiave è trasparenza - dice il direttore esecutivo della Global Batteries Alliance, Inga Petersen -. Le case automobilistiche possono avere fino a 40.000 fornitori. Impossibile quindi per loro avere un quadro dettagliato ed esaustivo di quanto accade nella loro catena produttiva. Qui interviene dunque il passaporto digitale".

Motori elettrici: un passaporto digitale per batterie più sostenibili

Una possibilità di rilancio per i Paesi da dove provengono le materi prime

"La prima dimensione che monitoriamo – prosegue Petersen - riguarda i dati tecnici della batteria come la sua capacità, il tracciamento e le fasi della sua produzione. Sul lungo termine comprenderà, però, anche informazioni sul contenuto di materiali riciclati e su come smontarne le componenti per un ulteriore riuso. La seconda componente che viene registrata nel passaporto digitale per le batterie è poi la provenienza dei materiali". Vedremo che risultati porterà questo passaporto. Di certo sappiamo che va ad interagire con un mercato in grande espansione, che creerà, secondo le stime più accreditate, un milione di posti di lavoro in Europa e 10 milioni nel mondo, entro il 2030. Sulla carta si tratta dunque di una preziosa opportunità di rilancio anche per i Paesi africani o dell’America Latina, da cui provengono cobalto e litio, le principali materie prime utilizzate.

Il regolamento UE sulle batterie: "I benefici siano equamente distribuiti"

Motori elettrici: un passaporto digitale per batterie più sostenibili

Una spinta significativa al mercato potrebbe inoltre venire anche dal regolamento UE sulle batterie, atteso per il prossimo anno. Tra le raccomandazioni previste del testo anche il "passaporto delle batterie", la cui entrata in vigore obbligatoria è prevista per il 2025-2026. La maturità tecnologica delle batterie allo stato solido suggerisce invece che la loro diffusione non avverrà prima del 2030. "Non vogliamo che la transizione verde si trasformi in un 'neocolonialismo della sostenibilità', in cui i Paesi ricchi finiscono per trarre tutti i profitti delle materie prime - dice ancora Petersen -. I benefici che ne derivano devono essere equamente distribuiti nel mondo e andare anche ai loro paesi produttori, che in alcuni casi dipendono quasi del tutto da queste risorse”.