
Bradley Cooper in una scena del film 'Il Maestro' (Twitter)
E' finito nelle polemiche il 'naso ebraico' indossato da Bradley Cooper, nel nuovo film sulla vita del celebre direttore d'orchestra Leonard Bernstein, 'Il Maestro'. L'attore, non ebreo, per esigenze di copione ha, infatti, deciso di farsi applicare una protesi al naso in modo da renderlo più adunco, più simile a quello di Bernstein. Una scelta che però non è stata condivisa da tutti.
Daniel Fienberg, critico televisivo dell'Hollywood Reporter, ha definito il naso finto problematico. "È difficile immaginare che nessuno si sia chiesto se fosse una buona idea dare un naso ridicolo, enorme e appuntito a un personaggio ebreo", ha sottolineato Dave Rich del 'Community Security Trust', una charity fondata negli anni Novanta per proteggere la comunità ebraica del Regno Unito dall'antisemitismo e altre minacce. Simile la reazione di Binyomin Gilbert, portavoce della 'Campaign Against Antisemitism': "È importante che regista e produttori capiscano perché il naso è un problema", ha sottolineato, precisando che il caso ricorda luoghi comuni e parodie che "credevamo sorpassati".

"Il naso ebraico" indossato dall'attore statunitense ha scatenato diverse polemiche (Twitter)
Le critiche mosse a Bradley Cooper
Sono tante le critiche mosse verso l'attore statunitense. In primis si tratterebbe di un altro caso di 'whitewashing' nel cinema, come viene chiamato il fenomeno di assegnare a un attore caucasico il ruolo di un personaggio storicamente di un'altra etnia per renderlo più appetibile al pubblico. L'altra è il fatto che il 48enne ha finito per cedere ad uno stereotipo razziale: allungare il naso del suo interprete per segnalare che il suo personaggio è ebreo. Oltretutto, come osservano vari utenti sui social, non ce ne sarebbe stato bisogno visto che il naso naturale di Cooper è già abbastanza adunco, per cui non ci sarebbe stato bisogno di correzioni artificiali del suo volto.La difesa verso l'attore statunitense
Ma c'è anche chi difende il protagonista di 'A star is born', come i tre figli del celebre compositore e direttore d'orchestra americano, che hanno voluto difendere il progetto: "Ci spezza il cuore che il lavoro di Cooper possa essere frainteso. Bradley ha utilizzato la protesi per essere più simile nell'aspetto a nostro padre e a noi questo va bene. Siamo certi che anche nostro padre sarebbe stato d'accordo".
"A nostro padre e a noi questo va bene", la difesa verso l'attore statunitense da parte dei tre figli del direttore d'orchestra (Twitter)
Le polemiche precedenti
Ma non è la prima polemica di questo tipo che sorge nel mondo del cinema. Tutti ricordiamo il caso di Felicity Jones (anche lei non ebrea), che fu scelta per interpretare Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema americana, icona del femminismo Usa e di origine ebraica, per il film Una giusta causa (On the basis of sex) nel 2018.
Il film sarà proiettato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia per poi uscire su Netflix il prossimo 20 dicembre (Twitter)