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Sofia Genna diventa arbitro a 14 anni: è la più giovane d'Italia

La piemontese è entrata da pochi mesi in Figc. Il suo sogno più grande è la Serie A

di ILARIA VALLERINI -
19 giugno 2023
Sofia Genna, l'arbitro più giovane d'Italia

Sofia Genna, l'arbitro più giovane d'Italia

I cartellini che tiene in mano sono diversi da quelli delle sue coetanee. Loro, magari, sventolano quello di un acquisto al ritorno dalle vie affollate dello shopping di sabato pomeriggio. Sofia Genna invece li alza in aria sul campo da calcio. E in una veste da record assoluto: la 14enne piemontese infatti è la più giovane arbitro d'Italia. Con il fischio d'inizio diventa superwoman: "Stare in campo mi dà autostima, mi servirà nella vita. Mi piace controllare e decidere su ciò che mi accade intorno", racconta. Il ruolo degli arbitri, nello sport in generale e nel calcio in particolare, è un lavoro di coraggio, determinazione e passione. Qualità che di certo non mancano alla ragazza di Strambino che solo dallo scorso aprile è "giacchetta nera" Figc.

Dai banchi di scuola al campo da calcio

Classe 2009, Sofia Genna è iscritta alla sezione Aia di Ivrea. Sono giorni di studio "matto e disperatissimo", in vista dell’esame di terza media ai Salesiani di Ivrea per la studentessa-arbitro. Un passaggio fondamentale prima di frequentare il Liceo Scientifico Internazionale al Botta, sempre nella città delle Rosse Torri. "La passione per l’arbitraggio – racconta la 14enne – arriva da mio papà Antonino, che è stato direttore di gara nella pallavolo. Il calcio è di casa, invece. Mia sorella più piccola, Aurora, gioca nella Strambinese. Secondo me, è uno degli sport più seguiti, belli e appassionanti. Ritengo sia anche molto formativo, a livello di crescita caratteriale e di mentalità, soprattutto per quanto riguarda l’autostima".
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La ragazza piemontese ha ereditato questa passione dal padre Antonino

"Ho arbitrato la pallavolo per oltre 30 anni – aggiunge il papà della 14enne, Antonino Genna – Ho diretto anche in serie A. Quando Sofia mi ha detto che voleva diventare arbitro sono stato felicissimo, ma non mi aspettavo il calcio. Avrei pensato al volley e invece tutte e due le mie figlie sono impegnate nel mondo del pallone. E’ una grande gioia però. La visione dello sport da dietro un fischietto è particolare. Ci vogliono carattere, determinazione e coraggio per scendere in campo e fare l’arbitro".

Sofia incontra il suo idolo: Daniele Orsato

Nei giorni scorsi a Fiorano, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede AIA, Sofia Genna ha incontrato il suo grande idolo: l’arbitro internazionale Daniele Orsato, il quale ha auspicato che l’ingresso della giovane di Strambino nelle fila dei direttori di gara Figc possa essere da stimolo per tutto il movimento arbitrale.
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L'incontro con l'arbitro internazionale Daniele Orsato

"Mi ispiro molto a Daniele Orsato che ho avuto il piacere di incontrare - aggiunge Sofia emozionata -. Ho voluto diventare arbitro perché ritengo importante il rispetto delle regole ma soprattutto mi piace controllare e decidere cosa fare e farlo anche per gli altri". E infatti, per essere capaci di dirigere una partita, "ci vuole un po’ di polso - evidenzia la ragazza -. Consiglierei ai miei coetanei di intraprendere questa avventura solo se si ha questo carattere forte e decisionista". Sofia pratica anche nuoto sincronizzato e ama correre all’aria aperta, attività importante per la sua preparazione fisica da arbitro. Questo è solo l'inizio della sua splendida carriera. "Sono molto concentrata e impegnata nello studio e nello sport", dice. Ma sognare non costa niente, soprattutto alla sua età, e confessa: "Per il mio futuro sogno la Serie A. Ma andiamo un passo alla volta...".

Il precedente: Maria Sole Ferrieri Caputi

Proprio come Maria Sole Ferrieri Caputi che nel 2022 ce l’ha fatta diventando la prima donna nella storia del nostro Paese ad arbitrare in Serie A. Maria Sole Ferrieri Caputi, 32enne livornese, laureata in Sociologia a Firenze e con un impiego a Bergamo in un centro studi di diritto al lavoro è scesa in campo anche al mondiale in Qatar. Nonostante la sua statura minuta, 1.64,  non si è fatta influenzare nella gestione dei rapporti con i calciatori. In una recente intervista ha dichiarato: “Sul campo non ho mai riscontrato un problema legato alla mia altezza – ha raccontato – perché uso trucchi per non andare in difficoltà. Ho istituito una bolla sociale, ovvero una distanza minima di un metro tra me e i giocatori che mi impedisce di trovarmi in una posizione di inferiorità”. In campo spende poche parole preferendo tenere il filo del gioco che fermarsi a dare spiegazioni.