
Usa: procuratore Texas, 'aborto ora illegale nello stato'
La Corte suprema del Texas ha autorizzato l'entrata in vigore di una legge del 1925 che vieta l'aborto e punisce chi lo pratica con il carcere, ribaltando la sentenza di una corte inferiore che l'aveva bloccata temporaneamente. Lo ha annunciato il controverso attorney general Ken Paxton. La - non ci facciamo problemi a definirla vergognosa - legge non era più stata applicata dopo la sentenza Roe v. Wade con cui nel 1973 la Corte Suprema aveva legalizzato l'aborto.
Il 24 giugno scorso la stessa giuria ha deciso di abrogare la decisione che aveva consentito (in base al principio del giusto processo stabilito nel XIV emendamento) a fissare un principio basilare in termini di libertà riproduttive femminili. Lo stesso Lone Star State che lo scorso anno aveva approvato una contestatissima misura che limitava l'interruzione di gravidanza entro le prime 6 settimane dal concepimento, norma che è stata oggetto anche di una dura battaglia legale mai conclusa. Ora si va addirittura oltre, andando a ripristinare una legge di quasi 100 anni fa in cui l'aborto è direttamente e - ahinoi - inevitabilmente vietato. "Una vittoria pro vita!", Paxton ha esultato su Twitter. "I nostri provvedimenti statali pre-Roe che vietano l'aborto in Texas sono buone leggi al 100%. La controversia legale continua ma io continuerò a vincere per i bambini non nati del Texas", ha aggiunto.

Agenti di polizia davanti alla Corte Suprema a Washington