Congedo mestruale? Francia, Spagna, Regno Unito hanno detto addio al tabù sul
ciclo, riconoscendo le esigenze delle lavoratrici. E l'Italia? A fare da apripista è la
Ormesani, azienda di spedizioni di Quarto D'Altino (Venezia), con un
giorno al mese di assenza retribuita per le proprie dipendenti. Una piccola rivoluzione in assenza ancora di
una legge che stabilisca questo diritto per le donne affette da patologie (come per esempio ovaio policistico e endometriosi) che inducono ad avere un
ciclo doloroso di cui, secondo recenti stime, soffrirebbero circa
3 milioni di donne in Italia.
"Sdoganato il tabù sul ciclo mestruale"
L’azienda veneziana esperta in logistica, spedizioni e operazioni doganali, conta
un centinaio di dipendenti dall’età media di 37 anni (di cui 59 donne) e quattro sedi tra cui Civitavecchia, Roma e Milano. In queste sedi, dallo scorso agosto, è attivo il
nuovo permesso aziendale di un giorno per tutelare la salute delle dipendenti nel momento del picco mensile di disagio e malessere a cui possono essere soggette. A "sdoganare il tabù sul dolore da ciclo" sono stati gli amministratori delegati
Martino e
Andrea Ormesani, 44 e 48 anni, che oltre a proporre il congedo, hanno messo a disposizione delle dipendenti le
tampon box nei bagni aziendali.
Il sondaggio
"Tutto è nato da un video sul tema che mia moglie ha visto su Instagram, postato in giugno da un’azienda di Milano, la Traininpink - racconta
Martino Ormesani -. Ne abbiamo discusso con mio fratello e in azienda". A quel punto è stato indetto
un sondaggio tra le dipendenti. "Abbiamo rilevato il livello di gradimento, visto che si tratta sempre di temi un po’ delicati.
Il risultato è stato di gran lunga favorevole. Ad agosto, quindi, siamo partiti”. L'obiettivo di questa iniziativa è di favorire il
benessere aziendale: "Anche se c’è chi purtroppo ha avuto dei problemi simili, questa iniziativa
non nasce ad personam. Io e mio fratello siamo entrambi sposati. In famiglia nessuno affronta queste difficoltà, il congedo è nato semplicemente come gesto che noi consideriamo umano nei confronti delle dipendenti che, al di là delle patologie, possono trovarsi in determinati momenti dell’anno, o per le ragioni più disparate, ad avere un ciclo più doloroso del solito".
Congedo mestruale: sono ancora pochi i Paesi che lo prevedono
"Chi lavora e sta bene, fa star bene anche i clienti"
"Chi lavora e sta bene, fa star bene anche i clienti". Quindi meglio un giorno di riposo (pagato) che uno trascorso in ufficio con nausee, giramenti di testa e dolori muscolari, con ripercussioni anche sulla qualità del lavoro. "Sappiamo benissimo che una persona che viene in ufficio e che sta male non offre lo stesso livello di prestazione che può assicurare quando invece è in salute. Questo provvedimento quindi va a diretto
beneficio delle dipendenti e, indirettamente, anche a favore dell’azienda – conclude Ormesani –. Noi non produciamo beni, ma servizi alle aziende che operano su mercati internazionali, è essenziale il benessere di chi lavora con noi. E questa è solo l’ultima delle nostre iniziative in questo senso".