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Una ragazzina di 13 anni si suicida, la famiglia denuncia Facebook

In una lettera di diversi mesi prima la giovane aveva raccontato dell'odio online ricevuto: "Non potevo sopportare gli insulti mattina e sera, le prese in giro, le minacce"

di MAURIZIO COSTANZO -
2 giugno 2023
Suicida 13 anni

Suicida 13 anni

"Se tutti avessero fatto il loro lavoro per proteggere Lindsay, sarebbe viva": la famiglia di un'adolescente francese che si è tolta la vita a 13 anni, dopo essere stata vittima di bullismo a scuola, ha annunciato di aver presentato una denuncia, in particolare contro Facebook.

La lettera di Lindsay, suicida a 13 anni

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Lindsay in una lettera di qualche mese fa ha spiegato le ragioni del suo gesto

Dopo aver puntato il dito contro il "lavoro" che non è stato fatto, l'avvocato dei genitori, Pierre Debuisson, ha letto una lettera scritta dalla ragazza diversi mesi prima del suo suicidio, avvenuto a metà maggio nel nord della Francia. "Se state leggendo questa lettera, allora probabilmente me ne sono andata.  Non potevo sopportare gli insulti mattina e sera, le prese in giro, le minacce. Nonostante tutto quello che è successo, vorranno sempre farmi del male", scriveva la studentessa.

La denuncia della famiglia

"Se avessimo avuto aiuto, se avessimo avuto sostegno, sono sicura che mia figlia sarebbe ancora con noi", ha detto la madre, Betty, durante la conferenza stampa. "Ho provato di tutto, ho fatto di tutto, ma non abbiamo avuto alcun aiuto, siamo stati completamente abbandonati, non abbiamo avuto alcun sostegno, né prima, né durante, né dopo", ha denunciato la donna. L'indagine giudiziaria sulla morte di Lindsay ha portato all'incriminazione di quattro minori per "molestie scolastiche che hanno portato al suicidio" e di un adulto per "minacce di morte". La piattaforma è stata "completamente inadeguata" nel permettere il proliferare di "discorsi d'odio", anche dopo la morte della studentessa, che frequentava la scuola di Vendin-le-Vieil, nel nord del Paese, ha dichiarato l'avvocato Pierre Debuisson. "La morte di Lindsay non è stata sufficiente, perché dopo la sua scomparsa, gli insulti hanno continuato a circolare sui social network e continuano a farlo", ha detto il legale, indicando i post su Instagram, di proprietà di Facebook, che esultano per il suicidio dell'adolescente. Secondo l'avvocato, il gruppo americano (Meta) si è reso colpevole di una "totale violazione" dell'obbligo di moderare e controllare i contenuti pubblicati sulle sue piattaforme. La famiglia di Lindsay ha anche annunciato di aver presentato una denuncia contro gli investigatori e le autorità scolastiche, per il loro presunto fallimento in questo caso.

Tra gli adolescenti patologie psichiatriche cresciute del 37%

"Stiamo vivendo una situazione di disastro completo. A livello regionale, l'aumento delle patologie psichiatriche nella fascia d'età 14-18 anni è del 37% e parliamo di ragazzi che vengono ricoverati in un reparto di servizi per adulti". A lanciare l'allarme è Gianluca Serafini, direttore della clinica psichiatrica dell'ospedale S. Martino. "In passato al massimo nei reparti mi capitava di avere uno o due ragazzi al mese in questa fascia d'età - spiega Serafini- adesso ci ritroviamo con una media di 7/8, un incremento esponenziale.
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La famiglia di Lindsay ha denunciato Facebook per aver permesso la circolazione dei messaggi d'odio rivolti alla ragazza

E stiamo notando una precocità nell'insorgenza dei disturbi (autolesionismo, disturbi alimentati, casi di incomunicabilità)". Covid, lockdown e essere sempre connessi hanno fatto da detonatore, spiega Serafini. "Viviamo nell'illusione di non essere mai soli perché siamo sempre collegati - continua - ma in realtà ci si ritrova soli perché viene a mancare quel senso reale di vicinanza delle persone".

Tentati suicidi tra i minori, al Gaslini da 1 a 12 casi all'anno

Basterebbe un dato per comprendere il problema: nel mondo nella fascia d'età 15-29 anni il suicidio è la seconda causa di morte. Una situazione che comprende anche i giovanissimi, gli under 14 come conferma il professor Lino Nobili, primario di neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Gaslini. "Il malessere giovanile, i comportamenti suicidi e di autolesionismo erano già aumentati prima del Covid ma ora sono esplosi. Al Gaslini nel 2019 avevamo avuto un solo caso di tentato suicidio, nel 2022 sono diventati 12. E parliamo della nostra esperienza, dunque coi ragazzi under 14".
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I medici parlano di un aumento esponenziale dei disturbi psichiatrici tra i più giovani, che spingono sempre più spesso verso il suicidio

Un fenomeno in crescita, come dimostrano gli ultimi episodi di tentati suicidi a scuola. "Purtroppo non sappiamo molto del malessere che sta colpendo i ragazzi e non è sempre così evidente capire certi atteggiamenti. Confesso che sono preoccupato per quello che succederà a quelli ancora più giovani". Sotto accusa spesso la dipendenza dai social: "Manca il contatto umano e si ispirano a modelli che aumentano la fragilità. Crescere con la dipendenza da immagini, con il continuo 'swipe up' rende il cervello dal punto di vista dell'appagamento più fragile e così ci troviamo di fronte a persone meno pronte a gestire situazioni che richiedono impegno".