
viaggio di ritorno (3)
Nel cuore della Maremma toscana, tra il mare di Castiglione della Pescaia e l’entroterra grossetano, è incastonato un piccolo gioiello di arte ambientale dal quale ha preso il via un progetto destinato a far parlare di sé. Si chiama "Viaggio di ritorno" ed è un giardino di arte contemporanea ambientale realizzato dall’artista e bioarchitetto Rodolfo Lacquaniti con un chiaro scopo: dimostrare che, anche nell’arte, “nulla si distrugge, tutto si riusa”. D’altronde, che l’arte sia uno dei mezzi per eccellenza attraverso cui sensibilizzare le persone nei confronti delle questioni ambientali è cosa nota come, del resto, lo è - alle volte - il suo impatto sull’ambiente. Lacquaniti ha deciso di andare in direzione ostinata e contraria rispetto al mainstream e di realizzare opere con materiali di scarto. Pneumatici, tubi, vecchi cd-rom, pezzi di macchine agricole: tutto al giardino "Viaggio di ritorno" diventa arte ed entra a far parte del concept di un’opera corale a cielo aperto, che già nel nome porta con sé un significato importante. Il "Viaggio di ritorno" che Lacquaniti ci racconta è quello verso le origini dell’umanità, una sorta di cammino a ritroso attraverso il quale prendere coscienza del fatto che molto di quello che si consuma nell’epoca contemporanea è superfluo e che dovremmo, tutte e tutti, adoperarci affinché un nuovo modo di produrre e consumare possa diventare realtà.

A Buriano, frazione del Comune di Castiglione della Pescaia, il bioarchitetto Rodolfo Lacquaniti ha realizzato il giardino "Viaggio di Ritorno"
I temi esposti
Nel giardino non mancano poi i grandi temi sociali, primi fra tutti la battaglia di genere e quella per una società più giusta e inclusiva. L’opera “L’arca”, realizzata con lamiere zincate, tubi delle serre, ancore marine, una finestre stalla del 1920 e il quadro elettrico di una nave, rappresenta, ad esempio, l’umanità alla deriva in mezzo al mare e ben racconta la tragedia che i migranti sulla rotta del Mediterraneo sono costretti a vivere per provare a sperare in un futuro migliore. Ci sono poi, tra le altre, “Il ragno e la mutante”, “I cerchi magici”, “I guerrieri del vento”, “Barselona”, “La formica”, “900”. Tutte opere che fanno storia a sé ma che, se ben scrutate, formano un grande mosaico fatto di sentimenti positivi e insegnamenti di cui fare, collettivamente e personalmente, tesoro.
Nel giardino di arte contemporanea ambientale "Viaggio di ritorno" tutte le installazioni sono realizzate con materiali di scarto