Stefano Accorsi: "Porto in scena la crisi climatica. Non c'è futuro senza coscienza ecologica e sociale"

L'attore bolognese: "Il teatro è il luogo di conoscenza della società dove poter difendere la ricchezza delle diversità"

di BARBARA BERTI -
30 settembre 2022
Il popolare attore Stefano Accorsi è in prima linea per la difesa dell'ambiente e del Pianeta (Instagram)

Il popolare attore Stefano Accorsi è in prima linea per la difesa dell'ambiente e del Pianeta (Instagram)

Da Francesca Michielin a Marco Mengoni, da Alessandro Gassmann a Giovanni Storti (del trio con Aldo e Giacomo), ovvero dalla musica al cinema, sempre più artisti affrontano di petto la crisi climatica, portando il loro contributo alla causa che ogni giorno diventa più grave: basta ricordare lo scioglimento della Marmolada o l’alluvione nelle Marche, tanto per citare due esempi tutti italiani. Nella schiera dei personaggi ben determinati a sensibilizzare sull’importanza di tutelare l’ambiente c’è anche Stefano Accorsi (51 anni), l’attore bolognese che vuole portare il cambiamento climatico a teatro visto che “il teatro è il luogo di conoscenza della società”.
L'attore Stefano Accorsi (Instagram)

L'attore Stefano Accorsi (Instagram)

Accorsi interpreta il mestiere a tutto tondo: il teatro, quello serio, dall’Orlando Furioso al Decamerone, il cinema, quello impegnato, che lo ha portato a vincere una Coppa Volpi, due David di Donatello e due Nastri d’argento come miglior attore. Poi c’è la televisione, quella che crea opinione narrando un’Italia con pregi, difetti, speranze e disillusioni nelle serie "1992", "1993" e "1994" o nella più recente “Vostro onore”. E’ anche direttore artistico della Fondazione Teatro della Toscana per il triennio 2021-2023, realtà che si propone di mettere insieme competenze e progetti appartenenti a geografie artistiche e culturali diverse in una piattaforma comune. Ne fanno parte il Teatro della Pergola di Firenze, il Teatro Era di Pontedera e l’Oltrarno, la Scuola di formazione del mestiere dell’attore diretta da Pierfrancesco Favino e da questa stagione anche il Teatro di Rifredi.
Stefano Accorsi nasce a Bologna il 2 marzo del 1971 e fin da ragazzo coltiva il sogno di diventare attore (Instagram)

Stefano Accorsi nasce a Bologna il 2 marzo del 1971 e fin da ragazzo coltiva il sogno di diventare attore (Instagram)

Stefano, quale è il suo rapporto con la Toscana? “Più che un’analisi artistica vorrei fare un’analisi antropologica della Fondazione che mi sembra racconti cosa è la Toscana. Quello che mi colpisce di questa regione è che ha radici profondissime ma ha anche grandi salti verso il futuro. Questo connubio di energie che sembrano antitetiche mi colpisce: la Toscana sa essere moderna senza snaturarsi. E la Fondazione Teatro della Toscana racconta esattamente questo, e penso che sia fondamentale perché non è scontato, ci sono molti teatri che non rappresentano la terra in cui sono, e perdono una grande occasione. Un teatro come quello di Rifredi, l’ultimo arrivato nella grande famiglia della Fondazione, invece è profondamente radicato nel territorio ma con collaborazioni internazionali. Questo racconta un modo di fare cultura che ha una vastità molto rara. Un luogo di cultura come questo deve difendere la ricchezza della varietà e della diversità e non credo che sia una cosa che si può osteggiare, questo è il mondo in cui viviamo e va accettato e un luogo così si può fare portavoce di questo cambiamento”.
Stefano Accorsi e il cast di "Azul" al Teatro della Pergola di Firenze (Instagram)

Stefano Accorsi e il cast di "Azul" al Teatro della Pergola di Firenze (Instagram)

Con lei anche il cambiamento climatico arriva a teatro? “Sì. Non può esserci futuro senza coscienza ecologica e sociale. Ecco perché, in estate, ho firmato l’appello rivolto dalla comunità scientifica ai politici. Io ho intenzione di fare la mia parte portando questi temi in teatro, luogo da sempre centrale di riflessione: a teatro si va per imparare, partecipare e socializzare. Al Teatro di Rifredi stiamo già organizzando una tre-giorni di grandi confronti sull’ambiente: porterò anche gli scienziati sul palcoscenico. Un confronto che nasce a Firenze ma che poi sarà ripetuto in giro per l’Italia”. Nei teatri si sta per alzare il sipario sulla prima vera stagione post-pandemia: come sarà? “Mi auguro con una grande affluenza, ne sono quasi sicuro visto che la gente ha voglia di tornare a socializzare e condividere gli spazi. E la Fondazione è pronta ad accoglierli con tante proposte e progetti a partire da una nuova collaborazione con Elio Germano, con Stefano Massini ma anche continuando e rafforzando le collaborazioni internazionali, partite con l’alleanza con il Théâtre de la Ville di Parigi”.
Stefano Accorsi nella serie tv "Vostro Onore" (Instagram)

Stefano Accorsi nella serie tv "Vostro Onore" (Instagram)

E per quanto riguarda i contenuti? “La Fondazione è la casa del talenti e vuole abbracciare sempre più talenti di ogni genere e ogni età. Questo vale per chi lavora nella Fondazione ma anche per quelli che ospitiamo nei nostri teatri. Gli spettacoli devono far riflettere. Faccio un esempio: ho appena presentato la stagione del Teatro di Rifredi dove l’apertura è affidata a ‘L’amico ritrovato’, subito dopo abbiamo ‘ Io non so chi sei’: due spettacoli per parlare di integrazione, rispetto, dell’altro, della diversità. Sul tema dei diritti dobbiamo lavorare e non darli per scontati. E il teatro ci può aiutare in questo”. Ci spiega meglio? “Il teatro, più del cinema, porta a immedesimarci in ciò che non siamo, a capire meglio cosa e chi è l’altro rispetto a noi, il teatro ci rende più aperti al mondo”. Lei quando tornerà sul palco da attore? “Ho debuttato con il nuovo spettacolo ‘Azul’ l’anno scorso proprio a Firenze. Riprenderò la tournée italiana all’inizio del 2023”. Altri progetti futuri? “Nei prossimi giorni uscirà in piattaforma uscirà un film per la tv, mentre al cinema tornerò a breve con una grande storia d’amore”.