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"Tu non puoi vedermi": nel basket vince ancora il razzismo

È successo durante la finale femminile Ncaa, dove la cestista Angel Reese ha sbeffeggiato l'avversaria Clark

di EDOARDO MARTINI -
6 aprile 2023
Angel Reese

Angel Reese

Una finale di basket femminile Ncaa ricca di polemiche quella che, domenica 2 aprile, ha consegnato la vittoria del campionato alle ragazze della Louisiana State University, che hanno sconfitto la rappresentanza dell'Università dell'Iowa per 102 a 85. Fino a qui niente di clamoroso se non per i secondi finali di partita, dove le telecamere hanno ripreso Angel Reese, stella della Lsu, mentre rivolgeva all’avversaria Caitlin Clark un gesto eloquente. La giocatrice ha agitato il palmo davanti al viso, che significa "non puoi vedermi, scansati". Il movimento è stato reso popolare dalla leggenda del wrestling John Cena, e viene utilizzato da moltissimi adolescenti al giorno d'oggi. La giocatrice ha anche indicato il suo anulare sinistro, dove presto indosserà l’anello di campionessa nazionale, indicando così la vittoria del campionato da parte della sua squadra.
 
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La polemica social

Domenica notte, come anticipato, il famoso gesto è stato usato anche sul campo della finalissima del campionato di basket femminile universitario. La ventenne Angel Reese, originaria di un sobborgo di Baltimora e fiera del suo percorso di emancipazione dal ghetto, ha indirizzato il movimento della mano a Clark, venendo apprezzata dal pubblico. L'avversaria, appartenente alla formazione dell'Iowa, le aveva rivolto lo stesso gesto durante i quarti di finale, con il gesto che non aveva destato particolare scalpore. L'episodio durante la finale, invece, è diventato presto virale sui social network, accendendo un dibattito tra il pubblico diviso in due fazioni: chi critica la giocatrice e chi invece la difende, e non solo per meriti o demeriti sportivi. Al centro delle discussioni è presente soprattutto il tema delle tensioni razziali negli Stati Uniti (Reese è afroamericana, mentre Clark è bianca) e quello della parità di genere. Più in generale, i social media si sono divisi, con una parte che sostiene che il gesto sia stato solo una parte del gioco, mentre l’altra accusa Reese di aver mancato di rispetto all’avversaria.
basket gesto razzismo

La cestista statunitense Caitlin Clark (Instagram)

Il botta e risposta

Dopo la partita, entrambe le giocatrici hanno parlato di quanto avvenuto sul campo. Nella consueta conferenza stampa, Clark ha cercato di smorzare i toni affermando di non essersi neanche accorta del gesto: "Stavo solo cercando di trascorrere gli ultimi momenti in campo assaporando ogni secondo". Sulla questione razziale ha poi aggiunto: "Io sono solo una che gareggia e lei ha gareggiato...", definendosi "una grande fan" dell'avversaria e dicendo di rispettare l'intera squadra della Lsu. Infine ha concluso toccando anche il tema della parità di genere: "Nelle partite maschili scontri di questo tipo sono sempre avvenuti e sempre più persone li apprezzano per quello che sono". Non si è fatta attendere la risposta di Reese: "Non devo scusarmi con nessuno, è tutta la stagione che mi criticano per come sono. Non corrispondo alla narrazione, me ne rendo conto, non voglio stare nella scatola in cui tutti cercano di infilarmi. Sono troppo tamarra, sono troppo ghetto”.

Il commento di Jill Biden

Tradizionalmente, la squadra vincitrice della finale Ncaa è solita recarsi alla Casa Bianca per ricevere l'onorificenza direttamente dal Presidente degli Stati Uniti. In seguito agli eventi della finalissima, la First Lady ha proposto uno strappo al protocollo, esprimendo la sua volontà di ricevere anche la seconda classificata. Una dichiarazione subito ripresa con ironia e freddezza da Angel Reese, la quale ha affermato che la sua squadra non si presenterà a Washington, e che si recherà piuttosto ad incontrare privatamente la famiglia Obama.