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Afghanistan, l'ordine choc dei talebani: le teste dei manichini coperte o mozzate

L'imposizione per evitare che statue o immagini dalla forma umana possano essere adorate come idoli. Ma qualche negoziante non ci sta

di EDOARDO MARTINI -
17 gennaio 2023
Il volto di un manichino coperto con un foulard dopo l'ordine talebano

Il volto di un manichino coperto con un foulard dopo l'ordine talebano

Uno spettacolo inquietante quello che sta accadendo nelle strade di Kabul, in Afghanistan, dove le teste dei manichini nei negozi di abbigliamento femminile sono state avvolte dentro stoffe e tessuti o in sacchetti di plastica nera. E' uno dei segni del dominio talebano che, addirittura, voleva decapitarli. Lo aveva richiesto, poco dopo la presa del potere, nell’agosto 2021, il Ministero talebano del vizio e della virtù. L'ordine si basa su un’interpretazione integralista della legge islamica, che proibisce statue e immagini dalla forma umana poiché potrebbero essere adorate come idoli.

Il volto coperto con della plastica rischia di rendere brutta la vetrina del negozio secondo i commercianti. Fonte: Rai News

La marcia indietro dei talebani

Dopo l'ordine alcuni negozianti hanno aderito, ma altri no. Anzi, si sono lamentati del fatto che non sarebbero stati in grado di mostrare correttamente i loro vestiti o avrebbero dovuto danneggiare preziosi manichini. Così i talebani hanno dovuto modificare il loro ordine e hanno permesso ai proprietari dei negozi di coprire le teste dei manichini, invece di decapitarli. Nel tentativo di obbedire ai talebani senza demoralizzare i clienti, i commercianti hanno cercato di realizzare copricapi abbinati agli abiti, confezionati con la stessa stoffa o con lo stesso materiale. Non tutti, però, ce l’hanno fatta: in altri punti vendita, le teste dei manichini sono avvolti in fogli di alluminio oppure con semplici sacchi di plastica nera. "Non posso coprire le teste dei manichini con plastica o cose brutte perché farebbero sembrare brutti la mia vetrina e il mio negozio. E io devo continuare a provare a vendere" ha detto Bashir, il proprietario di un negozio della via centrale Lycee Maryam Street, che ha deciso di identificarsi solo con il suo nome, per paura di rappresaglie del governo.

"Non siamo adoratori di idoli e non veneriamo questi manichini, ma abbiamo eseguito gli ordini", tutta la rassegnazione di un negoziante. Fonte: La Repubblica

"Mi sento come privata di tutti i diritti"

C'è chi però ha cercato di trarre qualcosa di positivo da questo ordine. Hakim, altro proprietario di un negozio di abbigliamento, ha modellato un foglio di alluminio sopra le teste dei suoi manichini: "Ho tratto un'opportunità da questa minaccia e ho fatto in modo che i manichini siano ancora più attraenti di prima". Abdul Samad invece, altro venditore di abiti tradizionali, ha usato gli stessi foulard per coprire i volti dei manichini. Ad Associated Press ha spiegato che i proprietari di negozi come lui non hanno altra scelta che seguire le istruzioni dei Talebani: "Non siamo adoratori di idoli e non veneriamo questi manichini, quando ci è stato ordinato di coprirli ci è dispiaciuto molto, ma non abbiamo altra scelta che seguire gli ordini. Siamo in una situazione in cui qualsiasi ordine dei governanti deve essere seguito". I commercianti come Samad, tuttavia, devono anche pensare a come attrarre clienti per sopravvivere alla grave crisi economica in cui è precipitato il Paese dopo la presa di potere dei Talebani e la conseguente interruzione dei finanziamenti internazionali che ha gettato una grande fetta di popolazione nella povertà. E, infine, non poteva mancare il commento di una donna che, facendo acquisti in Lycee Maryam Street, strada commerciale borghese fiancheggiata da negozi di abbigliamento nella parte settentrionale di Kabul, ha guardato i manichini incappucciati e ha detto: "Quando li vedo, sento che anche questi manichini sono catturati e intrappolati, e provo un senso di paura. Mi sembra di vedermi dietro queste vetrine, una donna afghana privata di tutti i suoi diritti".