Aboubakar Soumahoro entra alla Camera con gli stivali sporchi: "Simbolo dei morti sul lavoro"

Il neo deputato, eletto con Alleanza Verdi e Sinistra, fa un ingresso simbolico

di MARIANNA GRAZI -
13 ottobre 2022
Soumahoro arriva alla Camera con stivali da lavoro

Soumahoro arriva alla Camera con stivali da lavoro

Un ingresso simbolico per una prima volta importante. ''Porto questi stivali - simbolo delle sofferenze e speranza del Paese Reale che entra con me alla Camera per legiferare - in memoria di chi è morto di lavoro, chi è discriminato e chi ha fame. Coi piedi nel fango della realtà e lo spirito nel cielo della speranza'', scrive sul suo profilo twitter Aboubakar Soumahoro, neo deputato eletto alla Camera nelle liste di Alleanza Verdi e Sinistra. Il sindacalista italo-ivoriano, 42 anni, è da anni impegnato nella difesa di quelli che, nella società italiana, sono gli "invisibili", per la maggior parte persone emigrate da Paesi poverissimi o da zone di conflitto, e braccianti sfruttati nei campi e costretti in ghetti senza servizi e senza diritti. Senza nessuno che li vede, si ritrovano spesso senza alcuna rappresentazione e, di conseguenza, tutela. Veri e propri "schiavi" del nostro tempo, in Stati che fanno della civiltà un valore portante nella teoria ma poi nei fatti lasciano che cose come queste accadano quasi ogni giorno. Gli stivali che ha indossato simbolicamente entrando per la prima volta come Deputato a Montecitorio, sono gli stessi utilizzati da chi raccoglie i pomodori nei campi. Nel giorno d’inizio nella nuova legislatura, così facendo, Soumahoro ha voluto mettere al centro del suo incarico politico la battaglia contro il caporalato. Impegno ribadito anche in un altro gesto, la foto di gruppo davanti all'ingresso del palazzo della Camera a Roma, in cui con i colleghi della Lega Braccianti sembra voler rievocare il noto dipinto "Il Quarto Stato" di Giuseppe Pellizza da Volpedo. subito dopo ha dichiarato ai giornalisti: "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Questa sarà la prima cosa che porteremo avanti".

Chi è Aboubakar Soumahoro

Il neo deputato dei Verdi Aboubakar Soumahorocon gli stivali di gomma sporchi di fango simbolo dei braccianti sfruttati

Nato in Costa d'Avorio, Soumahoro è arrivato in Italia nel 1999, a 19 anni, e si è laureato in Sociologia all'Università "Federico II" di Napoli col massimo dei voti, presentando una tesi proprio sulla condizione dei lavoratori migranti nel nostro Paese. In prima linea contro lo sfruttamento dei braccianti e il caporalato, prima con l'Unione sindacale di base e poi con la Lega Braccianti di cui è cofondatore, il neo deputato è presente soprattutto in Puglia dove, in particolare in provincia di Foggia, sorgono i "ghetti" dove trovano rifugio in condizioni precarie migliaia di lavoratori stagionali impegnati nella raccolta nei campi. Da quando, nell'agosto del 2018 morirono nel foggiano - in due distinti incidenti stradali - 16 migranti stipati in alcuni furgoni mentre tornavano dai campi, ha promosso numerose manifestazioni di protesta, per sensibilizzare non solo l'opinione pubblica ma anche le istituzioni sul terribile fenomeno. Nel luglio 2019, dopo un ennesimo atto di violenza contro alcuni migranti che stavano andando a lavorare, alla guida di una sessantina di braccianti occupò simbolicamente a Bari la Basilica di San Nicola per chiedere "condizioni di lavoro e di vita dignitose, una casa, rispetto delle norme contrattuali, rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno in tempi certi". Ma negli anni le battaglie portate avanti dall'italo-ivoriano sono state tante, instancabili. Alcune proprio nel luogo dove ora ha fatto il suo ingresso legittimo come esponente politico: in passato si è incatenato vicino a Montecitorio per chiedere un incontro col Presidente del Consiglio, ha organizzato e promosso nel 2020 in piazza San Giovanni gli Stati Popolari degli Invisibili. E ancora, a Borgo Mezzanone, Foggia, in occasione della nascita della Lega Braccianti, ha fondato la prima "Casa dei diritti e della dignità Giuseppe Di Vittorio". Suo anche il libro "Umanità in rivolta. La nostra lotta per il lavoro e il diritto alla felicità"', edito da Feltrinelli.